Quanti embrioni diventano blastocisti

24 Dicembre 2022

La vita è un evento meraviglioso: vita è una delle parole più complesse da definire perché rimane ancora un grande mistero. Per quanto ci siano studi avanzati che cercano di ricostruire le origini della vita, molte sono le cose misteriose che fanno da cornice a questa incredibile parola. La biologia, un termine di origini greche che significa “discorso intorno alla vita” (bios e logos) da anni cerca di ricostruire i complessi processi legati ad essa.

Alcuni studi hanno infatti cercato di capire quanti sono gli embrioni che diventano blastocisti perché è proprio da questa fase che tutto ha origine ma partiamo innanzitutto dal capire che cos’è un embrione e cosa sono le blastocisti.

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Per embrione s’intende la prima fase di sviluppo di un organismo; in forma più romantica possiamo dire che l’embrione è la prima traccia di vita di un essere vivente, un minuscolo segno della sua esistenza, che per una coppia diventa l’inizio di una grande storia d’amore, quella del legame con il proprio figlio.

L’embrione ha un grande valore emotivo per la coppia dei futuri genitori: dal momento in cui si scopre della sua esistenza la vita cambia e acquista un significato molto più profondo, unico ed insostituibile. La traccia di questo millimetrico e minuscolo corpicino cela in sé tutto il favoloso mistero dell’esistenza.

Una blastocisti è un embrione di cinque o sei giorni che ha una struttura molto complessa e che è formato da circa 200 cellule. La fase della blastocisti è molto importante: in questa fase infatti c’è tutto lo sviluppo dell’embrione  prima che si insedi nell’utero materno.

Immaginiamo insomma un embrione di 5 giorni che si sta formando prima di radicarsi nel suo posto più sicuro, l’utero materno dove trascorrerà nove mesi fantastici che lo porteranno poi a crescere e svilupparsi sempre di più per poi nascere e vivere la vita.

Questa fase però è molto delicata: non tutti gli embrioni diventano infatti blastocisti. Ecco perché lo sviluppo della vita è un evento unico: solo il 35-40% degli embrioni diventano blastocisti per cui non tutti gli embrioni ce la faranno a crescere e a formarsi. Ma perché?

Molte volte la buona riuscita dello sviluppo di un embrione dipende dalla qualità dei gameti maschili e femminili.

Dopo la stimolazione ovarica solo alcuni follicoli presentano degli ovociti maturi e in otto ore si formano quattro zigoti. Nelle successive settantadue ore nascono quattro embrioni e solo uno, nessuno e qualche volta tutti diventano blastocisti: avviene una vera e propria lotta per la vita e una selezione naturale attraverso la quale può nascere una vita oppure no.

Questo momento è davvero unico ed insostituibile: la vita è legata a delle particolari  ed irripetibili necessità che solo successivamente possono diventare delle straordinarie realtà.  I blastocisti dunque sono quegli embrioni più forti che ce l’hanno fatta a superare questa preziosa fase anche se non è detto che poi la gravidanza abbia sempre un percorso già delineato: essa infatti è un momento così speciale che molti sono ancora gli step da superare.

 

 

Perché non arriva il concepimento?

Avendo delineato il percorso che porta alla formazione di una blastocisti viene spontaneo chiedersi quale sia il perché del mancato concepimento. Solitamente come si è detto è la natura stessa ad effettuare una selezione naturale ma ci sono alcuni fattori psico-fisici oltre che scientifici che influiscono sulla buona riuscita del concepimento. Uno di questi è lo stress.

Oggi  la vita si è fatta sempre più difficile ed il  suo costo si è alzato fortunatamente; c’è ancora chi però non rinuncia alla gioia di mettere su famiglia. I sorrisi dei figli non hanno prezzo e la gioia che c’è nella scoperta di diventare genitori non ha valore comparabile.

Lo stress incide spesso però sulle nascite infatti molte volte non si riesce a mettere al mondo i figli perché la vita frenetica attuale mette sotto sforzo tutto il nostro organismo e il nostro benessere psico-emotivo risulta leso. Per tali ragioni molte coppie cercano anche nuovi metodi di concepimento, come ad esempio la fecondazione assistita.

Attualmente non vi è una correlazione certa e scientifica tra il mancato concepimento e l’incidenza dello stress su di esso anche se molti studi rivelano che donne ed uomini con problemi di ansia o depressione non riescono a concepire.

Questi studi non provano però che queste coppie non concepiranno mai ma semplicemente mettono in evidenza, in fattori statistici, che queste coppie concepiranno con ritardo oppure non sono rilassati al punto da trovare il tempo giusto per concepire. Da un punto di vista statistico si è visto che lo stress eccessivo può modificare i livelli ormonali oppure addirittura impedire l’ovulazione.

Una cosa è certa però: l’infertilità arreca danni psico-fisici, aumenta i livelli di ansia e depressione anche perché gli esami e le terapie per l’infertilità diventano emotivamente ed economicamente stressanti.

Abbiamo visto come la possibilità di un embrione di diventare blastocisti è unica ed irripetibile e spesso ciò non accade; ecco perché se lo stress incide o potrebbe incidere sulla fertilità sarebbe opportuno dedicare del tempo per la coppia al recupero delle energie psico-fisiche e del benessere emotivo così da poter essere sereni se ci sarà o meno il concepimento.

Non è detto però che questi suggerimenti siano oggettivi e validi per tutti. Ci sono anche altre ragioni per cui non arriva il concepimento oppure, se arriva, che non vada in porto. Comunque sia un tenore di vita sano e un atteggiamento positivo sicuramente influiscono sul nostro corpo: mens sana in corpore sano dicevano i latini già in epoca remota ed è un detto che trova davvero un riscontro reale nei giorni nostri.

Molti sono i medici che definiscono alcuni disturbi come psicosomatici ossia disturbi provocati e somatizzati dalla nostra psiche che assorbe come una spugna tutto lo stress del mondo circostante. Ecco perché è importante prendersi cura di se stessi, del proprio corpo ma soprattutto della propria mente ed impegnarsi, se si ha in progetto un figlio, di arrecare benessere psico-emotivo anche al proprio partner.

La parola chiave è: prendersi i momenti di coppia in maniera spensierata e libera senza aspettarsi troppo e senza pretendere troppo dal proprio partner e chissà magari sarà proprio quello il momento giusto ed irripetibile della vita in cui si concepirà.

Essere fiduciosi qualsiasi cosa accada, essere positivi ed ottimisti ha valori benefici per tutto l’organismo e può alzare i livelli di serotonina che porta tantissimi benefici al nostro corpo. Non c’è bisogno di chissà quale stratagemma per aumentare questo ormone, basta farsi le coccole, fare delle passeggiate con il partner o qualsiasi attività che ci rende felici ed ecco che quel momento favoloso ed irripetibile come il concepimento potrebbe arrivare proprio quando non ce lo aspettiamo.

 

 

Perché una blastocisti non attecchisce?

Da un punto di vista tecnico e scientifico quando un embrione diventa blastocisti si può iniziare a definire partito un processo biologico fondamentale ma che comunque poi ha bisogno di ulteriori tappe per impiantare una gravidanza.

Molte volte accade infatti le blastocisti non attecchiscono e le ragioni di tali fattori possono essere molteplici, come disturbi metabolici (diabete, ipertensione, disfunzioni tiroidee), alterazioni cromosomiche, alterazioni anatomiche dell’utero o delle tube, fattori genetici o fattori autoimmuni.

L’impianto dell’embrione non è un evento così semplice: il suo impianto dura dai quattro ai cinque giorni, dal momento in cui la blastocisti si schiude fino a quando l’embrione non aderisce completamente con l’endometrio. Questo processo delicatissimo dipende da molti aspetti tra cui la qualità dell’embrione, la ricettività dell’utero e la sincronizzazione dei due.

L’inizio della gestazione quindi è un evento davvero complesso e Esistono delle indagini preliminari che possono evidenziare uno di questi fattori e poter evitare aborti spontanei ripetuti. Il fallimento degli impianti porta proprio a questa bruttissima e triste esperienza per la coppia che vive un vero e proprio trauma per la mancata gestazione.

Grazie ai progressi nell’ambito della ricerca scientifica sono disponibili anche trattamenti che  riducono i fallimenti d’impianto come la biopsia embrionale, la schiusa assistita, il trasferimento ritardato o la cura delle patologie che incidono sul fallimento dell’impianto.

Fare delle indagini è molto importante: serve soprattutto per evitare aborti ripetuti che spesso rendono la donna vulnerabile dal punto di vista psico-emotivo: nella donna delle volte iniziano infatti ad insediarsi sensi di colpa o sensazioni di inadeguatezza del tutto infondati che lasciano spazio alla frustrazione.

Anche in questo caso essere ottimiste può facilitare il recupero della forma fisica e può lasciare che il nostro corpo faccia il suo percorso senza forzarlo con la nostra ostinata razionalità. Per evitare eventi traumatici basta conoscersi più approfonditamente e aiutare la mente e il corpo ad affrontare le possibili cure preventive in vista della gravidanza futura.

La speranza per le donne che desiderano una gravidanza è che con le opportune indagini e con delle cure preventive possano fare in modo che l’embrione, che poi arrivano a blastocisti, possano impiantarsi nell’utero e dare alla luce una nuova vita. Il progresso nell’ambito della ricerca clinica ci fa ben sperare che ci potranno essere molti casi risolti e che molte copp