Riserva ovarica e gravidanza: cos’è e come si valuta

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

La riserva ovarica è il patrimonio di ovociti ancora presenti nelle ovaie in un dato momento. È un valore che indica la quantità di cellule uovo disponibili, non la loro qualità, e diminuisce naturalmente con l’età senza potersi rigenerare. Si valuta soprattutto con il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH) e la conta dei follicoli antrali (AFC) all’ecografia. Una riserva bassa significa una quantità ridotta di ovociti: non impedisce automaticamente la gravidanza, ma può ridurre le probabilità di concepimento e la risposta alla stimolazione ovarica.

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Cos’è la riserva ovarica

La donna nasce con un numero definito di cellule germinali, che rappresentano il suo patrimonio riproduttivo per tutta la vita. A differenza dell’uomo, che produce spermatozoi in modo continuo a partire dalla pubertà, la donna non genera nuovi ovociti dopo la nascita. Questo patrimonio si riduce progressivamente nel tempo, fino all’esaurimento che coincide con la menopausa.

Al momento del primo ciclo mestruale il numero di cellule si è già ridotto in modo consistente, e nel corso della vita fertile solo una piccola parte arriva alla maturazione. La riserva ovarica è quindi la stima di quante di queste cellule sono ancora disponibili nelle ovaie in un determinato momento.

Riserva ovarica: quantità, non qualità

La riserva ovarica misura la quantità di ovociti residui, non la loro qualità. Sono due parametri distinti che vanno interpretati insieme.

La qualità degli ovociti dipende soprattutto dall’età. Con l’avanzare degli anni aumenta la percentuale di ovociti con alterazioni cromosomiche, e questo incide sulla possibilità di ottenere un embrione sano e una gravidanza. Per questo una donna può avere una quantità di ovociti ancora buona ma una qualità inferiore legata all’età, e viceversa una donna giovane con riserva ridotta può mantenere ovociti di buona qualità.

Tenere separati i due concetti aiuta a leggere correttamente i risultati degli esami: un valore di riserva rassicurante non equivale a una garanzia di gravidanza, così come un valore basso non esclude il concepimento.

Come si valuta la riserva ovarica

La valutazione della riserva ovarica combina esami del sangue ed ecografia. Nessun singolo test è sufficiente da solo: i parametri si interpretano insieme e sempre in relazione all’età e alla storia clinica.

I principali strumenti di valutazione sono:

  • Ormone antimulleriano (AMH): è prodotto dalle cellule dei follicoli e riflette in modo indiretto il numero di follicoli presenti. Si dosa con un semplice prelievo di sangue e può essere eseguito in qualsiasi giorno del ciclo. I suoi livelli tendono a diminuire con l’età, seguendo la progressiva riduzione del numero di follicoli.
  • Conta dei follicoli antrali (AFC): è un’ecografia transvaginale, eseguita preferibilmente tra il secondo e il quinto giorno del ciclo, che conta i follicoli antrali visibili in entrambe le ovaie, cioè i piccoli follicoli in fase di reclutamento. Fornisce una stima diretta del numero di ovociti immaturi potenzialmente disponibili.
  • FSH ed estradiolo basali: si dosano con un prelievo di sangue nei primi giorni del ciclo mestruale e aiutano a valutare l’attività delle ovaie. Vengono spesso richiesti insieme perché l’estradiolo permette di interpretare correttamente il valore di FSH: un FSH più alto del previsto può segnalare una riserva ovarica in riduzione, mentre un estradiolo basale elevato può mascherare un FSH alterato. Rispetto all’AMH e alla conta dei follicoli antrali sono indicatori meno stabili, perché possono variare da un ciclo all’altro.

L’AMH e la conta dei follicoli antrali sono considerati gli indicatori più affidabili, soprattutto quando vengono associati tra loro nella stessa valutazione.

Cosa significa una riserva ovarica bassa

Una riserva ovarica bassa indica una quantità ridotta di ovociti disponibili nelle ovaie. In pratica si parla di riserva bassa quando la conta dei follicoli antrali è ridotta e/o i valori di AMH sono più bassi rispetto a quanto atteso per l’età.

Una riserva ridotta non impedisce di per sé la gravidanza, ma può ridurne le probabilità e influisce sulla risposta alla stimolazione ovarica nei percorsi di procreazione medicalmente assistita: meno follicoli disponibili significano in genere meno ovociti da prelevare. La possibilità di ottenere una gravidanza si abbassa in modo più marcato quando alla riserva ridotta si associa un’età avanzata, perché in quel caso entra in gioco anche la qualità degli ovociti.

Interpretare una riserva bassa richiede quindi di considerare l’insieme dei dati, non un singolo valore isolato.

La riserva ovarica ha sintomi?

Di norma una riserva ovarica bassa è silente e non dà sintomi evidenti. La donna può non accorgersene, a meno di non sottoporsi agli esami specifici. Questo è uno dei motivi per cui la condizione viene spesso individuata solo nel corso di una valutazione della fertilità.

In alcuni casi possono comparire modifiche del ciclo mestruale, come cicli più corti o più irregolari, ma si tratta di segnali aspecifici, che possono avere molte altre cause e che da soli non permettono di formulare una diagnosi. L’unico modo per stabilire lo stato della riserva ovarica resta l’esecuzione degli esami dedicati.

Riserva ovarica bassa in giovane età

Una riserva ovarica ridotta non riguarda solo le donne più avanti con gli anni. Può capitare che una donna giovane presenti una riserva bassa senza esserne consapevole. Quando la funzione ovarica si riduce in modo marcato prima dei 40 anni si parla di insufficienza ovarica precoce.

Diversi fattori, oltre all’età, possono contribuire a ridurre prematuramente la riserva ovarica:

  • trattamenti oncologici con chemioterapia o radioterapia
  • interventi chirurgici sulle ovaie
  • alcune condizioni genetiche, come le alterazioni del cariotipo o la premutazione del gene FMR1 (sindrome dell’X fragile)
  • storia familiare di menopausa precoce
  • malattie ginecologiche come l’endometriosi
  • disturbi autoimmuni
  • fumo ed esposizione a sostanze inquinanti o interferenti endocrini

In presenza di questi fattori, o in caso di menopausa precoce in famiglia, può essere utile valutare la riserva ovarica prima del previsto.

Cosa fare in caso di riserva ovarica bassa

Il primo passo è una valutazione della fertilità con uno specialista, che consideri insieme età, esami e progetto riproduttivo. Un risultato di riserva bassa non equivale a una prognosi negativa: la probabilità di gravidanza può essere più bassa, ma non nulla.

Alcuni elementi da tenere presenti:

  • Non rimandare il desiderio di gravidanza: anche con una riserva normale, le probabilità di concepimento si riducono in modo significativo dopo i 35 anni. Il fattore tempo pesa sia sulla quantità sia sulla qualità degli ovociti.
  • Valutare la crioconservazione degli ovociti: quando si desidera posticipare la gravidanza per motivi personali, o in presenza di fattori che possono ridurre la riserva, la vitrificazione degli ovociti permette di conservare cellule prelevate in un momento più favorevole. Non garantisce una gravidanza futura, ma può aumentare le possibilità.
  • Affidarsi a un percorso specialistico: una valutazione condotta da un’équipe di medicina della riproduzione aiuta a scegliere l’approccio più adatto al singolo caso.

Riserva ovarica e procreazione medicalmente assistita

Nei percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) la riserva ovarica ha un ruolo pratico: aiuta a prevedere la risposta alla stimolazione ovarica e a personalizzare la terapia. Una riserva più alta consente in genere di ottenere un numero maggiore di ovociti a ogni stimolazione, mentre una riserva ridotta può comportare il recupero di un numero inferiore di ovociti.

Conoscere in anticipo i valori di riserva permette di calibrare i farmaci usati per la stimolazione, sia per ottenere una risposta adeguata sia per ridurre il rischio di una risposta eccessiva. Per questo la valutazione della riserva ovarica viene abitualmente eseguita prima di impostare un trattamento di fecondazione in vitro.

Una buona riserva non garantisce la gravidanza

Una riserva ovarica nella norma o elevata è un elemento favorevole, ma non è di per sé una garanzia di gravidanza. La riserva descrive la quantità di ovociti, mentre la possibilità di concepire dipende anche dalla loro qualità, che è legata soprattutto all’età, e dall’eventuale presenza di altri fattori di infertilità nella coppia.

Per questo la riserva ovarica va letta come uno dei parametri della fertilità, utile per orientare le scelte e i percorsi, ma non come un valore in grado di prevedere da solo l’esito di una gravidanza.

Domande frequenti sulla riserva ovarica

Che cos’è la riserva ovarica?

La riserva ovarica è il patrimonio di ovociti ancora presenti nelle ovaie in un determinato momento. Indica la quantità di cellule uovo disponibili e si riduce naturalmente con l’età, senza potersi rigenerare.

Come si fa a capire la riserva ovarica?

La riserva ovarica si valuta con esami del sangue ed ecografia. I principali sono il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH), la conta dei follicoli antrali (AFC) tramite ecografia transvaginale e il dosaggio di FSH ed estradiolo basali nei primi giorni del ciclo. I risultati si interpretano insieme e in relazione all’età.

Come si capisce se si ha una bassa riserva ovarica?

Si parla di bassa riserva ovarica quando la conta dei follicoli antrali è ridotta e/o i valori di AMH risultano più bassi rispetto a quanto atteso per l’età. Poiché la condizione è di norma silente, l’unico modo per riconoscerla è eseguire gli esami dedicati con uno specialista.

Quali sono i sintomi della riserva ovarica bassa?

Di norma la riserva ovarica bassa non dà sintomi ed è una condizione silente. In alcuni casi possono comparire cicli mestruali più corti o irregolari, ma sono segnali aspecifici e non permettono da soli di fare una diagnosi. Servono gli esami specifici per valutarla.

Quanto è una buona riserva ovarica?

Non esiste un valore unico valido per tutte, perché i parametri come AMH e conta dei follicoli antrali vanno sempre interpretati in base all’età e alla storia clinica della donna. Per questo la valutazione va affidata a uno specialista, che legge i risultati nel loro insieme.

La riserva ovarica misura la qualità degli ovociti?

No. La riserva ovarica indica la quantità di ovociti residui, non la loro qualità. La qualità dipende soprattutto dall’età ed è un parametro distinto, che va considerato insieme alla riserva quando si valuta la fertilità.

Una riserva ovarica bassa impedisce la gravidanza?

No, non la impedisce automaticamente. Una riserva ridotta può abbassare le probabilità di concepimento e influire sulla risposta alla stimolazione ovarica, ma la possibilità di gravidanza resta. L’esito dipende anche dall’età e dalla presenza di altri fattori di fertilità.

Si può avere una riserva ovarica bassa in giovane età?

Sì. Anche una donna giovane può presentare una riserva ovarica ridotta. Quando la funzione ovarica cala in modo marcato prima dei 40 anni si parla di insufficienza ovarica precoce, che può dipendere da fattori genetici, chirurgici, oncologici o dalla familiarità con la menopausa precoce.

Quali esami servono per valutare la riserva ovarica?

Gli esami principali sono il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH) con un prelievo di sangue, la conta dei follicoli antrali (AFC) con ecografia transvaginale e il dosaggio di FSH ed estradiolo basali. AMH e conta dei follicoli antrali sono considerati gli indicatori più affidabili, soprattutto se associati.

Che ruolo ha la riserva ovarica nella procreazione medicalmente assistita?

Nella PMA la riserva ovarica aiuta a prevedere la risposta alla stimolazione e a personalizzare la terapia. Una riserva più alta consente in genere di prelevare più ovociti per stimolazione, mentre una riserva ridotta può comportare un numero inferiore di ovociti recuperati.

Una buona riserva ovarica garantisce la gravidanza?

No. Una riserva nella norma o elevata è un elemento favorevole, ma non garantisce il concepimento. La riserva descrive la quantità di ovociti, mentre la possibilità di gravidanza dipende anche dalla qualità degli ovociti, legata all’età, e dall’eventuale presenza di altri fattori di infertilità.

Si può preservare la riserva ovarica?

La riserva ovarica non si può aumentare né rigenerare, perché il patrimonio di ovociti è definito dalla nascita e si riduce nel tempo. Quando si desidera posticipare la gravidanza o sono presenti fattori di rischio, è possibile valutare la crioconservazione degli ovociti per conservare cellule prelevate in un momento più favorevole.

Autore
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Dott.ssa Priscilla Andrade

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore della Riproduzione Assistita, la Dott.ssa Priscilla Andrade unisce una solida formazione accademica a una profonda vocazione per l’assistenza personalizzata.
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Data di pubblicazione
18 Ottobre 2022
Data di aggiornamento
24 Luglio 2026

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