Gravidanza extrauterina: sintomi, cause e cure

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

La gravidanza extrauterina, chiamata anche gravidanza ectopica, si verifica quando l’embrione si impianta fuori dalla cavità uterina, nella grande maggioranza dei casi all’interno di una tuba di Falloppio. È una condizione che non può evolvere in una gravidanza normale, perché l’embrione non trova lo spazio e le condizioni per svilupparsi. Rappresenta un’emergenza medica: se la tuba si rompe può causare un’emorragia interna grave. Per questo, di fronte a un test di gravidanza positivo accompagnato da dolore pelvico intenso o sanguinamento anomalo, è necessaria una valutazione medica immediata.

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Cos’è la gravidanza extrauterina

In una gravidanza fisiologica l’ovocita fecondato percorre la tuba di Falloppio e raggiunge la cavità uterina, dove avviene l’impianto e la successiva crescita. Nella gravidanza extrauterina questo percorso si interrompe: l’embrione si annida in una sede diversa dall’utero.

Nella maggior parte dei casi la sede è la tuba di Falloppio, e in questo caso si parla di gravidanza tubarica, la forma più frequente di gravidanza ectopica. Più raramente l’impianto può avvenire in altre sedi, come l’ovaio, la cervice o la cavità addominale. Qualunque sia la localizzazione, si tratta di una gravidanza che non può essere portata a termine, perché queste strutture non sono in grado di accogliere lo sviluppo dell’embrione.

Perché avviene e quali sono i fattori di rischio

La gravidanza extrauterina si verifica quando qualcosa ostacola il passaggio dell’ovocita fecondato lungo la tuba verso l’utero. In molti casi la causa precisa non è identificabile, ma esistono condizioni che aumentano il rischio.

I principali fattori di rischio riguardano danni o alterazioni delle tube di Falloppio:

  • Danni tubarici dovuti a infiammazioni o cicatrici che alterano la pervietà della tuba, fino a una vera e propria ostruzione delle tube
  • Pregresse infezioni pelviche (malattia infiammatoria pelvica o PID), spesso legate a infezioni come la Chlamydia
  • Endometriosi, che può modificare l’anatomia degli organi pelvici
  • Pregressa gravidanza extrauterina, che aumenta la probabilità che la condizione si ripresenti
  • Chirurgia tubarica o interventi pregressi a livello pelvico e addominale
  • Procreazione medicalmente assistita (PMA)
  • Fumo di sigaretta
  • Dispositivo intrauterino presente al momento del concepimento

La presenza di uno o più fattori di rischio non significa che la gravidanza extrauterina si verificherà, così come la condizione può presentarsi anche in assenza di fattori noti.

Quali sono i sintomi

I sintomi della gravidanza extrauterina non sono sempre presenti nelle fasi più precoci, e all’inizio possono somigliare a quelli di una gravidanza normale, come l’assenza di ciclo mestruale. Quando compaiono, i segnali più caratteristici sono:

  • Dolore pelvico o addominale, spesso localizzato da un solo lato
  • Sanguinamento vaginale anomalo o perdite scure, diverse dal normale flusso mestruale
  • Dolore alla spalla, che può comparire in alcuni casi
  • Segni da shock in caso di rottura della tuba: vertigini, senso di svenimento, pallore, dolore acuto e improvviso

Il dolore alla spalla e i segni di debolezza improvvisa meritano particolare attenzione, perché possono indicare che la tuba si è rotta e che è in corso un’emorragia interna. In questi casi è necessario recarsi subito al pronto soccorso.

Quando compaiono i sintomi

I sintomi della gravidanza extrauterina in genere compaiono tra la quinta e l’ottava settimana di gestazione. Si tratta di una fase in cui la donna può già sapere di essere incinta oppure sospettarlo per il ritardo mestruale.

Non esiste un momento fisso e uguale per tutte: alcune donne avvertono i primi disturbi prima, altre più tardi, e in alcuni casi la condizione viene individuata durante un controllo di routine prima ancora della comparsa di sintomi evidenti.

Il test di gravidanza risulta positivo?

Sì. In una gravidanza extrauterina il test di gravidanza risulta positivo, perché l’organismo produce comunque l’ormone beta-hCG, quello rilevato dai test. L’impianto è avvenuto e la gravidanza è in corso, anche se in una sede anomala.

La differenza non sta nella positività del test, ma nel modo in cui l’ormone si comporta. In una gravidanza extrauterina i valori di beta-hCG tendono a crescere in modo anomalo, spesso più lentamente rispetto a una gravidanza che si sviluppa regolarmente in utero. In una gravidanza in evoluzione i valori tendono a raddoppiare all’incirca ogni due giorni, mentre nella gravidanza extrauterina l’incremento è più lento e irregolare, un quadro che il medico definisce beta-hCG a lento incremento. Per questo un singolo test positivo non permette di distinguere una gravidanza extrauterina da una normale: serve una valutazione medica con dosaggi ripetuti nel tempo.

Come avviene la diagnosi

La diagnosi di gravidanza extrauterina si basa sulla combinazione di due esami principali:

  • Dosaggio seriato delle beta-hCG: si misura l’ormone in momenti successivi per osservarne l’andamento. Un aumento anomalo o più lento del previsto è un segnale che orienta il sospetto.
  • Ecografia transvaginale: permette di verificare la presenza del sacco gestazionale all’interno dell’utero. Quando il test è positivo, i valori di beta-hCG sono compatibili con una gravidanza visibile, ma l’ecografia non mostra il sacco in cavità uterina, si sospetta un impianto in sede extrauterina.

L’insieme di questi elementi consente al medico di formulare la diagnosi e di scegliere il percorso più adeguato in base alla situazione clinica.

Come si tratta la gravidanza extrauterina

Il trattamento dipende dalla fase in cui viene individuata la gravidanza extrauterina, dai valori di beta-hCG e dalle condizioni cliniche della donna. Le opzioni principali sono due.

Trattamento farmacologico. Nei casi individuati precocemente e con quadro clinico stabile, può essere indicato un farmaco, il methotrexate (metotrexato), somministrato per via iniettiva, che blocca la crescita delle cellule embrionali e permette all’organismo di riassorbire la gravidanza, evitando l’intervento chirurgico. Questa opzione richiede controlli successivi dei valori di beta-hCG per verificare che il trattamento sia efficace.

Trattamento chirurgico. Quando il farmaco non è indicato o non risulta efficace, si ricorre alla chirurgia, che nella maggior parte dei casi viene eseguita in laparoscopia, attraverso piccole incisioni. In base alla situazione si può rimuovere la tuba interessata (salpingectomia) oppure, quando la tuba può essere conservata, aprirla per rimuovere la gravidanza lasciandola in sede (salpingostomia). In caso di rottura della tuba con emorragia in corso, l’intervento chirurgico diventa urgente e ha lo scopo di arrestare il sanguinamento.

La scelta tra le diverse opzioni spetta sempre al medico, sulla base della valutazione del singolo caso.

Perché è un’emergenza

La gravidanza extrauterina va considerata un’emergenza perché, se non individuata e trattata, può portare alla rottura della tuba e a un’emorragia interna che mette a rischio la salute della donna.

Il segnale più importante da non sottovalutare è il dolore intenso, soprattutto se accompagnato da vertigini, senso di svenimento, pallore o dolore alla spalla. In presenza di questi sintomi, con un test di gravidanza positivo o un ritardo mestruale, occorre rivolgersi subito al pronto soccorso senza attendere. La diagnosi precoce riduce i rischi e amplia le possibilità di trattamento meno invasivo.

Fertilità dopo una gravidanza extrauterina

Dopo una gravidanza extrauterina la fertilità è in genere conservata, e per molte donne è possibile una nuova gravidanza. Aver avuto una gravidanza ectopica non impedisce di cercarne un’altra in futuro.

Va comunque tenuto presente che chi ha già avuto una gravidanza extrauterina presenta un rischio maggiore che la condizione si ripresenti. Nei casi in cui una tuba risulti danneggiata o debba essere rimossa con la salpingectomia, la capacità riproduttiva può essere ridotta, ma l’altra tuba può continuare a svolgere la sua funzione. Quando il concepimento naturale risulta difficile, la procreazione medicalmente assistita rappresenta un percorso che può essere valutato con lo specialista.

Domande frequenti sulla gravidanza extrauterina

Quando compaiono i primi sintomi di una gravidanza extrauterina?

I primi sintomi in genere compaiono tra la quinta e l’ottava settimana di gestazione. Il momento varia da donna a donna: alcune avvertono i primi disturbi prima, altre più tardi, e in alcuni casi la condizione viene individuata durante un controllo prima della comparsa di sintomi evidenti.

Quanto può durare una gravidanza extrauterina?

La gravidanza extrauterina non può proseguire come una gravidanza normale, perché l’embrione non trova le condizioni per svilupparsi fuori dall’utero. Il tempo entro cui viene individuata e trattata dipende dal caso: la diagnosi avviene spesso nelle prime settimane, e prima si interviene minori sono i rischi. Non è una condizione che si può portare avanti in sicurezza.

Quali sono i sintomi di una gravidanza extrauterina?

I sintomi più caratteristici sono il dolore pelvico o addominale spesso da un solo lato e il sanguinamento vaginale anomalo. In alcuni casi compare dolore alla spalla. In caso di rottura della tuba possono presentarsi vertigini, senso di svenimento e pallore, segni che richiedono il pronto soccorso immediato.

Quando si ha una gravidanza extrauterina il test risulta positivo?

Sì, il test di gravidanza risulta positivo, perché l’organismo produce comunque l’ormone beta-hCG. La positività del test non distingue una gravidanza extrauterina da una normale: la differenza si osserva nell’andamento dei valori nel tempo e con l’ecografia.

La gravidanza extrauterina si può portare avanti?

No. L’embrione impiantato fuori dalla cavità uterina non può svilupparsi in modo normale, e proseguire la gravidanza esporrebbe la donna a rischi seri come la rottura della tuba. Per questo la condizione richiede sempre una valutazione e un trattamento medico.

Dove si impianta l’embrione in una gravidanza extrauterina?

Nella grande maggioranza dei casi l’impianto avviene all’interno di una tuba di Falloppio (gravidanza tubarica). Più raramente può interessare altre sedi, come l’ovaio, la cervice o la cavità addominale.

La gravidanza extrauterina è dolorosa?

Può esserlo. Il sintomo più comune è il dolore pelvico o addominale, spesso localizzato da un solo lato. Un dolore intenso e improvviso, soprattutto se associato a vertigini o senso di svenimento, può indicare la rottura della tuba ed è un motivo per recarsi subito al pronto soccorso.

Come si diagnostica una gravidanza extrauterina?

La diagnosi si basa sul dosaggio seriato delle beta-hCG, per osservarne l’andamento nel tempo, e sull’ecografia transvaginale. Quando i valori dell’ormone sono compatibili con una gravidanza ma l’ecografia non mostra il sacco gestazionale in utero, si sospetta un impianto extrauterino.

Come si cura la gravidanza extrauterina?

Nei casi precoci e stabili può essere indicato il trattamento farmacologico con methotrexate, che blocca la crescita delle cellule embrionali. Quando il farmaco non è indicato o non è efficace, si ricorre alla chirurgia, in genere in laparoscopia. In caso di rottura della tuba l’intervento è urgente.

Cosa fare in caso di sospetta gravidanza extrauterina?

In presenza di un test positivo o di un ritardo mestruale con dolore pelvico intenso, sanguinamento anomalo, dolore alla spalla o senso di svenimento, è necessario rivolgersi subito al pronto soccorso o al proprio medico. Solo una valutazione clinica può confermare la diagnosi e indicare il trattamento.

Dopo una gravidanza extrauterina si può avere un’altra gravidanza?

In genere sì. La fertilità è spesso conservata e per molte donne è possibile una nuova gravidanza. Il rischio che la condizione si ripresenti è però maggiore, e quando il concepimento naturale risulta difficile si può valutare con lo specialista un percorso di procreazione medicalmente assistita.

Le beta-hCG come si comportano in una gravidanza extrauterina?

L’ormone beta-hCG è presente e il test è positivo, ma i valori tendono a crescere in modo anomalo, spesso più lentamente rispetto a una gravidanza che si sviluppa regolarmente in utero. Per questo il medico li misura in momenti successivi. Per interpretare i valori può essere utile approfondire cosa sono le beta-hCG e come leggere la tabella dei valori.

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Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore della Riproduzione Assistita, la Dott.ssa Priscilla Andrade unisce una solida formazione accademica a una profonda vocazione per l’assistenza personalizzata.
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Data di pubblicazione
4 Aprile 2022
Data di aggiornamento
24 Luglio 2026

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