Cos’è l’endometriosi
L’endometriosi è la presenza di tessuto simile a quello che riveste la cavità uterina (l’endometrio) al di fuori dell’utero. Le sedi più frequenti sono le ovaie, le tube, il peritoneo e altri organi della pelvi. Questo tessuto risponde agli ormoni del ciclo mestruale come farebbe l’endometrio normale, provocando un’infiammazione cronica di natura benigna.
L’endometriosi colpisce soprattutto le donne in età fertile. Non sempre la diagnosi arriva in tempi rapidi: a volte è accidentale, rilevata durante esami eseguiti per altri motivi, perché diverse donne con endometriosi hanno pochi sintomi o non ne hanno affatto.
L’American Society for Reproductive Medicine (ASRM) classifica l’endometriosi in quattro stadi in base a estensione, profondità e presenza di aderenze o cisti:
- Stadio I, minima: il tessuto fuori sede si estende per pochi millimetri e resta superficiale.
- Stadio II, lieve: l’estensione e la profondità sono maggiori.
- Stadio III, moderata: compaiono aderenze e cicatrici tra gli organi della pelvi e cisti su una o entrambe le ovaie.
- Stadio IV, grave: aderenze, cicatrici e cisti sono più diffuse e invasive.
Cos’è l’adenomiosi
L’adenomiosi è la presenza di tessuto endometriale dentro il miometrio, cioè la parete muscolare dell’utero. Per questa ragione in ambito ginecologico viene talvolta chiamata endometriosi interna. Il tessuto infiltrato ispessisce la parete uterina e può rendere l’utero ingrossato e dolente, con una forma globosa che in ambito clinico viene talvolta descritta come utero a palloncino.
L’adenomiosi tende a manifestarsi più tardi rispetto all’endometriosi. Colpisce con maggiore frequenza donne che hanno superato i 40 anni e che hanno già avuto una o più gravidanze, mentre è meno comune nelle donne più giovani e senza figli.
Tra i possibili meccanismi c’è l’invasione diretta: le cellule endometriali raggiungono il miometrio attraverso interruzioni della parete muscolare, che possono formarsi durante interventi chirurgici o un parto cesareo. Anche alterazioni dello sviluppo dell’apparato riproduttivo o processi infiammatori dell’utero sono chiamati in causa. L’adenomiosi può essere focale, quando è localizzata in punti circoscritti, oppure diffusa, quando è più estesa; a seconda della profondità si distingue in superficiale e profonda.
La differenza chiave: la sede del tessuto
Il punto che separa le due condizioni è dove si trova il tessuto simile all’endometrio.
- Endometriosi: il tessuto si impianta fuori dall’utero, su ovaie, tube, peritoneo e altri organi pelvici.
- Adenomiosi: il tessuto si infiltra all’interno del muscolo uterino (miometrio).
Da questa differenza di sede derivano molte delle distinzioni cliniche, dall’aspetto dell’utero all’esame ecografico fino ad alcuni sintomi specifici. In entrambi i casi si tratta di condizioni benigne, di tipo infiammatorio ed estrogeno-dipendenti: gli estrogeni, gli ormoni che regolano il ciclo mestruale, ne stimolano la crescita e ne alimentano l’attività, un ruolo centrale anche nel percorso di fertilità come spiega la pagina sull’importanza degli estrogeni.
Endometriosi e adenomiosi possono coesistere
Endometriosi e adenomiosi non si escludono a vicenda: possono essere presenti nella stessa donna. La sovrapposizione è uno dei motivi per cui i due termini vengono spesso confusi e per cui l’adenomiosi è descritta come endometriosi interna. Quando i sintomi sono importanti o non rispondono ai trattamenti, è utile valutare la possibile presenza di entrambe con esami mirati.
Sintomi a confronto
Molti sintomi sono comuni alle due condizioni, ed è per questo che spesso vengono scambiate. Entrambe possono causare mestruazioni dolorose (dismenorrea), flusso abbondante e dolore pelvico.
Ci sono però accenti diversi:
- Adenomiosi: è tipico l’utero ingrossato e dolente, con cicli spesso molto abbondanti e dolorosi. Possono comparire dolore lombare, sanguinamenti in periodi non mestruali e, come conseguenza delle perdite abbondanti, anemia.
- Endometriosi: oltre al dolore pelvico può dare dolore durante i rapporti (dispareunia) e, quando il tessuto si localizza vicino a intestino o vescica, dolore durante la defecazione o la minzione. Il dolore tende a intensificarsi nel periodo pre-mestruale.
La sede del tessuto spiega questa differenza: l’adenomiosi agisce soprattutto sull’utero, mentre l’endometriosi può dare sintomi legati agli organi specifici che coinvolge.
| Aspetto | Endometriosi | Adenomiosi |
|---|---|---|
| Sede del tessuto | Fuori dall’utero (ovaie, tube, peritoneo) | Dentro il miometrio (parete uterina) |
| Utero | Di solito di dimensioni normali | Spesso ingrossato e dolente |
| Età più colpita | Donne in età fertile | Più frequente dopo i 40 anni, con pregresse gravidanze |
| Sintomi comuni | Mestruazioni dolorose, flusso abbondante, dolore pelvico | Mestruazioni dolorose, flusso abbondante, dolore pelvico |
| Sintomi più specifici | Dolore ai rapporti, alla defecazione o alla minzione | Utero dolente, dolore lombare, sanguinamenti intermestruali, anemia |
| Diagnosi | Ecografia transvaginale, risonanza; a volte laparoscopia | Ecografia transvaginale, risonanza magnetica |
| Impatto sulla fertilità | Possibile | Possibile |
Come si diagnosticano
Il primo passo è la visita ginecologica, che può far sospettare la condizione a partire dai sintomi. Gli esami di riferimento sono l’ecografia transvaginale e la risonanza magnetica della pelvi, utili in entrambe le condizioni e per distinguerle da altre cause di utero ingrossato o dolore pelvico, come i fibromi uterini.
Per l’adenomiosi ecografia transvaginale e risonanza magnetica permettono di valutare lo spessore e l’aspetto della parete uterina, in particolare l’ispessimento della zona giunzionale, la fascia tra endometrio e miometrio che nell’adenomiosi appare alterata. Per l’endometriosi, in particolare nelle forme profonde, in alcuni casi selezionati può essere necessaria la laparoscopia, che consente di osservare direttamente le lesioni e, quando indicato, di trattarle.
Impatto sulla fertilità
Sia l’endometriosi sia l’adenomiosi possono ridurre la fertilità e rendere più difficile il concepimento. Nell’adenomiosi, se si instaura una gravidanza, può aumentare la probabilità di aborto spontaneo. L’entità dell’impatto varia molto da persona a persona e dipende da estensione, sede e gravità della condizione, oltre che da altri fattori individuali.
Per chi ha una di queste condizioni e desidera una gravidanza è importante una valutazione della fertilità mirata, così da definire il percorso più adatto. Puoi approfondire il legame tra queste condizioni e la fertilità nella pagina dedicata all’adenomiosi e fertilità e in quella sulle malattie dell’ovaio e la fertilità.
Trattamenti a confronto
L’obiettivo del trattamento è controllare i sintomi e, quando è presente un desiderio di gravidanza, tutelare la fertilità. Le opzioni si scelgono in base a sintomi, età, gravità e progetto riproduttivo.
- Terapia medica dei sintomi: i trattamenti ormonali, come contraccettivi orali o dispositivi intrauterini medicati, aiutano a ridurre dolore e sanguinamento. I dispositivi intrauterini medicati sono indicati soprattutto in caso di mestruazioni molto dolorose o perdite abbondanti.
- Chirurgia in casi selezionati: nell’endometriosi si valuta l’intervento quando le lesioni sono estese o il dolore limita la vita quotidiana; va eseguito da mani esperte. Nell’adenomiosi la rimozione dell’utero (isterectomia) è il trattamento risolutivo dei sintomi, considerato di solito in donne che hanno già completato il loro percorso riproduttivo. Chi cerca ancora una gravidanza, o preferisce non rimuovere l’utero prima della menopausa, orienta la scelta verso trattamenti conservativi.
- Procreazione medicalmente assistita (PMA): quando queste condizioni ostacolano il concepimento, la PMA è una delle strade percorribili per cercare una gravidanza. Il percorso viene definito dopo una valutazione della fertilità.
Domande frequenti su endometriosi e adenomiosi
Chi ha adenomiosi ha anche endometriosi?
Non necessariamente. Sono due condizioni distinte che possono presentarsi separatamente o insieme. In una parte dei casi coesistono nella stessa donna, ed è uno dei motivi per cui l’adenomiosi viene chiamata endometriosi interna. La presenza dell’una non implica automaticamente l’altra: servono esami mirati per verificarlo.
Qual è la differenza principale tra endometriosi e adenomiosi?
La sede del tessuto simile all’endometrio. Nell’endometriosi cresce fuori dall’utero, per esempio su ovaie, tube e peritoneo. Nell’adenomiosi si infiltra dentro la parete muscolare uterina, il miometrio.
Come riconoscere l’adenomiosi?
Fanno sospettare l’adenomiosi mestruazioni molto abbondanti e dolorose, dolore pelvico e la sensazione di un utero ingrossato e dolente. La conferma arriva dalla visita ginecologica e dagli esami di imaging, in particolare ecografia transvaginale e risonanza magnetica della pelvi.
Quali sono i sintomi simili all’adenomiosi?
I sintomi dell’adenomiosi somigliano molto a quelli dell’endometriosi, condizione a cui è spesso associata. In comune ci sono le mestruazioni dolorose (dismenorrea), il flusso abbondante, il dolore pelvico e il dolore durante i rapporti (dispareunia).
Adenomiosi fa gonfiare la pancia?
L’adenomiosi può ispessire la parete uterina e rendere l’utero ingrossato, con una sensazione di pesantezza o gonfiore nella parte bassa dell’addome, spesso più marcata durante le mestruazioni. L’entità varia da persona a persona; per capire la causa dei sintomi serve una valutazione ginecologica.
L’adenomiosi è un tumore?
No. L’adenomiosi è una condizione benigna, non un tumore. Deriva dalla presenza di tessuto endometriale all’interno del muscolo uterino e provoca infiammazione e sintomi, ma non ha natura oncologica.
Endometriosi e adenomiosi possono stare insieme?
Sì. Possono coesistere nella stessa donna. Quando i sintomi sono importanti o non rispondono ai trattamenti, è utile valutare la presenza di entrambe con esami mirati.
Come si diagnostica l’endometriosi?
Si parte dalla visita ginecologica e dagli esami di imaging, come ecografia transvaginale e risonanza magnetica. Nelle forme profonde, in casi selezionati, può essere necessaria la laparoscopia, che permette di osservare direttamente le lesioni.
Endometriosi e adenomiosi influiscono sulla fertilità?
Entrambe possono ridurre la fertilità e rendere più difficile il concepimento. Nell’adenomiosi, in caso di gravidanza, può aumentare la probabilità di aborto spontaneo. L’impatto varia in base a estensione, sede e gravità, per questo è utile una valutazione della fertilità dedicata.
Si può avere una gravidanza con endometriosi o adenomiosi?
Una gravidanza è possibile, anche se queste condizioni possono renderla più difficile. Quando il concepimento naturale non arriva, la procreazione medicalmente assistita è una delle strade percorribili, dopo una valutazione della fertilità che definisce il percorso più adatto.
Come si curano endometriosi e adenomiosi?
La terapia medica dei sintomi si basa su trattamenti ormonali per ridurre dolore e sanguinamento. La chirurgia è riservata a casi selezionati: nell’endometriosi per lesioni estese o dolore invalidante, nell’adenomiosi l’isterectomia risolve i sintomi in chi ha completato il percorso riproduttivo. Quando è presente il desiderio di gravidanza, la PMA è una delle opzioni. Puoi consultare i nostri risultati clinici per approfondire i percorsi di procreazione assistita.
L’endometriosi può causare fallimento dell’impianto?
L’endometriosi è tra i fattori che possono ostacolare il concepimento e la buona riuscita di un percorso di procreazione assistita. Le cause del mancato impianto sono diverse e vanno valutate caso per caso; trovi un approfondimento nella pagina sulle principali cause del fallimento dell’impianto.
