Diventare padre dopo la vasectomia: è possibile?

Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Sì, dopo una vasectomia è ancora possibile avere un figlio. Le strade principali sono due: la reversione chirurgica della vasectomia (vasovasostomia), che ricollega i dotti deferenti, oppure il recupero degli spermatozoi direttamente dal testicolo o dall’epididimo, seguito da fecondazione in vitro con ICSI. La scelta dipende dal tempo trascorso dall’intervento, dall’età della partner e da un eventuale fattore femminile. La vasectomia resta un metodo contraccettivo molto efficace, ma non toglie in modo definitivo la possibilità di paternità.

Link rapidi

Cos’è la vasectomia e quanto è efficace

La vasectomia è un intervento di sterilizzazione maschile. Il chirurgo interrompe i due dotti deferenti, i condotti che portano gli spermatozoi dai testicoli verso il liquido seminale. Dopo l’intervento l’eiaculato non contiene più spermatozoi, quindi non può fecondare un ovocita.

L’intervento dura in genere meno di mezz’ora, si esegue in anestesia locale e non richiede ricovero. Esiste anche la tecnica senza bisturi, che usa piccole aperture nello scroto e non necessita di punti di sutura.

L’efficacia contraccettiva è molto alta, ma non assoluta. Nei primi mesi dopo l’operazione restano spermatozoi residui nei dotti a valle del punto di chiusura: per questo servono uno o piu spermiogrammi di controllo che confermino l’azoospermia, in genere a partire da circa tre mesi dopo l’intervento, prima di sospendere altri metodi contraccettivi. Fino a quel momento la gravidanza resta possibile.

La vasectomia non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV.

Dopo la vasectomia si possono avere figli

La possibilità di paternità dopo la vasectomia esiste e passa da due percorsi distinti.

Il primo è la reversione della vasectomia, chiamata vasovasostomia. È un intervento di microchirurgia che ricongiunge i dotti deferenti interrotti, così da riportare gli spermatozoi nel liquido seminale e rendere di nuovo possibile un concepimento per via naturale.

Il secondo è il recupero chirurgico degli spermatozoi direttamente dal testicolo o dall’epididimo, senza ripristinare i dotti. Gli spermatozoi ottenuti vengono poi usati in un ciclo di fecondazione in vitro con ICSI, la tecnica che inietta un singolo spermatozoo dentro l’ovocita.

Entrambe le strade portano allo stesso obiettivo. Cambiano il tipo di intervento, i tempi e i casi in cui conviene l’una o l’altra.

Reversione della vasectomia: la vasovasostomia

La vasovasostomia ricollega i due tratti dei dotti deferenti recisi durante la vasectomia. Si esegue al microscopio operatorio, in anestesia locale o sedazione, e richiede circa due ore. In alcuni casi il chirurgo trova un’ostruzione secondaria a livello dell’epididimo e ricollega il dotto deferente direttamente all’epididimo con una vasoepididimostomia, tecnica microchirurgica piu complessa.

Quando riesce, gli spermatozoi tornano a comparire nel liquido seminale nelle settimane o nei mesi successivi. A quel punto la coppia può cercare una gravidanza senza ricorrere alla fecondazione assistita. È l’opzione più diretta per chi desidera più di un figlio, perché una sola procedura può ridare fertilità per un periodo prolungato.

Il fattore che pesa di più sul risultato è il tempo trascorso dalla vasectomia: più anni sono passati, più le probabilità di successo si riducono. Con il passare del tempo può cambiare anche la qualità del liquido seminale, e non sempre la ricomparsa degli spermatozoi porta subito a una gravidanza. Non tutti gli uomini sono candidati ideali, e l’intervento comporta i rischi comuni alla chirurgia, come infezione o sanguinamento. Per questo la vasovasostomia si valuta caso per caso, dopo un esame dello specialista.

Recupero degli spermatozoi e ICSI

Quando la reversione non è indicata o non ha successo, gli spermatozoi si possono prelevare direttamente dall’apparato riproduttivo maschile. Le tecniche principali sono TESA e TESE, che recuperano gli spermatozoi dal testicolo, e PESA e MESA, che li prelevano dall’epididimo, la seconda per via microchirurgica. Sono procedure ambulatoriali, eseguite in anestesia locale.

Gli spermatozoi ottenuti non bastano per una fecondazione spontanea, ma sono sufficienti per la ICSI. In laboratorio un singolo spermatozoo viene iniettato dentro ciascun ovocita prelevato dalla partner; gli embrioni che si sviluppano vengono poi valutati e destinati al transfer. L’esito del ciclo dipende da diversi elementi, tra cui la qualità degli embrioni e le condizioni dell’utero: sul tema può essere utile leggere le principali cause di fallimento dell’impianto.

Questa strada dipende anche dalla componente femminile: il recupero degli spermatozoi va abbinato alla stimolazione ovarica e al prelievo degli ovociti della partner. Per questo l’età e la situazione riproduttiva della donna incidono in modo determinante sul risultato. Il recupero degli spermatozoi rimane possibile anche a molti anni di distanza dalla vasectomia, perché la vasectomia provoca un’azoospermia ostruttiva: il testicolo continua a produrre spermatozoi, che però non trovano sbocco a causa dei dotti interrotti. È il motivo per cui questa opzione viene spesso preferita quando la reversione non è indicata o quando l’età della partner suggerisce di non perdere tempo.

Come scegliere tra reversione e fecondazione in vitro

Non esiste una risposta valida per tutti. La decisione si costruisce su alcuni elementi concreti.

Tempo trascorso dalla vasectomia: più è breve, più la reversione diventa un’opzione ragionevole.

Età della partner: quando l’orologio biologico femminile è un fattore, la fecondazione in vitro con recupero degli spermatozoi permette di arrivare prima alla gravidanza.

Fattore femminile: se la partner ha già una condizione che rende utile la fecondazione assistita, ha più senso puntare direttamente su recupero degli spermatozoi e ICSI.

Numero di figli desiderati: chi ne vuole più di uno può trovare vantaggiosa la reversione, che una volta riuscita consente più tentativi naturali.

La valutazione va fatta insieme allo specialista in medicina della riproduzione, che considera anche l’esito seminale e le condizioni cliniche di entrambi i partner. Le percentuali di successo variano molto da caso a caso: i dati aggiornati sono consultabili nella pagina risultati clinici.

Ricanalizzazione spontanea: un evento raro

In casi rari i dotti deferenti possono ricollegarsi da soli, senza alcun intervento. Questa ricanalizzazione spontanea può riportare spermatozoi nel liquido seminale e rendere di nuovo fertile l’uomo, a volte a distanza di anni dalla vasectomia. È l’ipotesi che spiega le gravidanze inattese in coppie che avevano considerato l’intervento definitivo. Resta un evento poco frequente, ma è la ragione per cui la vasectomia non viene descritta come sicura al 100%.

La vasectomia non altera testosterone, erezione ed eiaculazione

La vasectomia agisce solo sui dotti deferenti. Non tocca i testicoli nella loro funzione ormonale, quindi la produzione di testosterone resta invariata. L’erezione e il desiderio sessuale non cambiano.

Anche l’eiaculazione rimane la stessa: il volume e l’aspetto del liquido seminale non si modificano in modo percepibile, perché gli spermatozoi rappresentano una frazione minima dell’eiaculato. La differenza è che, dopo l’intervento, il seme non contiene più spermatozoi.

Congelare gli spermatozoi prima della vasectomia

Chi non è del tutto certo della scelta può congelare gli spermatozoi prima dell’intervento. La crioconservazione conserva il campione seminale a bassissima temperatura per un tempo prolungato, così da poterlo usare in futuro con le tecniche di fecondazione assistita. Prima del congelamento il campione viene valutato con uno spermiogramma, che ne misura concentrazione, motilità e morfologia. È un’opzione da discutere con lo specialista quando si vuole mantenere aperta la possibilità di avere figli.

Domande frequenti su gravidanza dopo la vasectomia

Qual è la percentuale di gravidanza dopo una vasectomia?

Dipende dal percorso scelto e dalle condizioni della coppia. Dopo una reversione riuscita la gravidanza può avvenire per via naturale, mentre con il recupero degli spermatozoi il risultato è legato alla fecondazione in vitro con ICSI e alla situazione della partner. Le percentuali variano molto da caso a caso e trovi i dati aggiornati nella pagina risultati clinici.

Dopo la vasectomia si possono avere figli?

Sì. Le due opzioni principali sono la reversione della vasectomia (vasovasostomia) e il recupero chirurgico degli spermatozoi dal testicolo o dall’epididimo seguito da ICSI in fecondazione in vitro.

La vasectomia è sicura al 100%?

No. È un metodo contraccettivo molto efficace, ma non assoluto. Nei primi mesi restano spermatozoi residui nei dotti, e in rari casi può verificarsi una ricanalizzazione spontanea dei dotti deferenti che ripristina la fertilità.

Quali sono gli effetti negativi della vasectomia?

I possibili effetti sono quelli comuni a un piccolo intervento chirurgico: dolore locale, gonfiore, ematoma o infezione nella zona operata. La vasectomia non incide su testosterone, erezione ed eiaculazione.

Quanto tempo dopo la vasectomia posso ancora avere un figlio?

Non c’è una scadenza. Anche a molti anni dall’intervento gli spermatozoi si possono recuperare dal testicolo o dall’epididimo per la fecondazione in vitro. La reversione, invece, dà risultati migliori quando è passato meno tempo dalla vasectomia.

Che cos’è la vasovasostomia?

È l’intervento di microchirurgia che ricongiunge i dotti deferenti interrotti dalla vasectomia, per riportare gli spermatozoi nel liquido seminale e rendere di nuovo possibile un concepimento naturale.

Cosa sono TESA, TESE e PESA?

Sono tecniche di recupero degli spermatozoi. TESA e TESE li prelevano dal testicolo, PESA li aspira dall’epididimo. Gli spermatozoi ottenuti vengono usati per la ICSI in fecondazione in vitro.

Meglio la reversione o la fecondazione in vitro?

Dipende dal tempo trascorso dalla vasectomia, dall’età della partner, da un eventuale fattore femminile e dal numero di figli desiderati. La scelta va fatta con lo specialista in medicina della riproduzione.

La vasectomia riduce il testosterone o influisce sull’erezione?

No. La vasectomia agisce solo sui dotti deferenti e non altera la produzione ormonale, l’erezione o il desiderio sessuale.

Dopo la vasectomia l’eiaculazione cambia?

No. Volume e aspetto del liquido seminale restano invariati, perché gli spermatozoi sono una frazione minima dell’eiaculato. Cambia solo l’assenza di spermatozoi nel seme.

È possibile una gravidanza spontanea dopo la vasectomia?

Sì, anche se raramente. Può accadere per la presenza di spermatozoi residui nei primi mesi o per una ricanalizzazione spontanea dei dotti deferenti a distanza di tempo.

Conviene congelare gli spermatozoi prima della vasectomia?

È un’opzione utile per chi vuole mantenere aperta la possibilità di avere figli. La crioconservazione conserva il campione per usarlo in seguito con le tecniche di fecondazione assistita.

Autore
Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
24 Dicembre 2022
Data di aggiornamento
16 Luglio 2026

Articoli correlati

Hai bisogno di maggiori informazioni?
Compila il modulo e ti ricontatteremo in brevissimo tempo.

BABY Ferti Programma di gravidanza garantita
BABY Ferti - Programma di gravidanza garantita con Ovodonazione
Il tuo bimbo a casa o ti rimborsiamo il 100% dell'importo.
Scopri di più