Cos’è lo spermiogramma e a cosa serve
Lo spermiogramma, chiamato anche analisi del liquido seminale o esame del seme, è un test di laboratorio che studia un campione di sperma per descriverne le caratteristiche. Valuta parametri come il volume, la concentrazione, la motilità e la forma degli spermatozoi, insieme ad altri indicatori del liquido seminale.
È il primo esame a cui si ricorre quando serve una valutazione della fertilità maschile. Fornisce un quadro di partenza sulla capacità riproduttiva dell’uomo e permette di capire se gli spermatozoi sono presenti in numero adeguato, se si muovono correttamente e se hanno una struttura regolare. Da solo non stabilisce con certezza se un uomo è fertile o meno, ma indica se ci sono aspetti da approfondire.
Il risultato descrive lo stato del liquido seminale al momento della raccolta e va sempre letto insieme alla storia clinica del paziente. Per questo lo specialista lo considera un punto di partenza e non una risposta definitiva sulla fertilità: interpreta i valori nel contesto della coppia e degli eventuali altri accertamenti.
Per capire come leggere i singoli valori e cosa significano concentrazione, motilità e morfologia rispetto ai parametri di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è disponibile una guida dedicata all’interpretazione dello spermiogramma.
Quando e perché si prescrive
Lo spermiogramma viene richiesto in diverse situazioni, quasi sempre legate alla salute riproduttiva. Le indicazioni più frequenti sono:
- Ricerca di gravidanza senza esito: quando una coppia ha rapporti mirati da almeno dodici mesi senza concepimento, l’esame permette di studiare il fattore maschile.
- Prima di un percorso di PMA: è tra i primi accertamenti previsti quando si programma una fecondazione assistita, perché aiuta a scegliere la tecnica più adatta.
- Controllo dopo una vasectomia: si esegue per verificare l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale e confermare l’efficacia dell’intervento.
- Dopo il trattamento di un varicocele: consente di valutare eventuali variazioni dei parametri seminali dopo la correzione.
L’esame può essere prescritto anche per completare la valutazione dell’infertilità maschile insieme ad altri accertamenti, o come controllo su indicazione dello specialista. Per approfondire il ruolo del medico in questi casi, è utile la pagina su quando rivolgersi a un andrologo.
Come si esegue lo spermiogramma
Il campione si raccoglie per masturbazione e si deposita in un contenitore sterile fornito dal laboratorio. Non si utilizzano preservativi comuni né lubrificanti, perché possono contenere sostanze che alterano gli spermatozoi.
La raccolta può avvenire in due modi:
- In laboratorio, in una stanza riservata predisposta per garantire privacy. È la modalità consigliata, perché il campione viene consegnato subito.
- A casa, quando la struttura lo consente. In questo caso il contenitore va portato in laboratorio entro un tempo breve, in genere entro 30-60 minuti, mantenendolo a temperatura corporea e al riparo dagli sbalzi termici.
È importante raccogliere l’intero eiaculato, perché la prima frazione contiene di solito la maggior parte degli spermatozoi. Se durante la raccolta si perde una parte del campione, conviene segnalarlo, perché può influenzare volume e concentrazione. Al momento della consegna si indicano l’orario della raccolta e i giorni di astinenza osservati, informazioni utili al laboratorio per interpretare correttamente i valori. L’esame in sé non comporta dolore né rischi, e i tempi di refertazione variano in base alla struttura.
Come prepararsi all’esame
Una preparazione corretta rende il risultato più attendibile. Le indicazioni principali sono queste:
- Astinenza sessuale di 2-5 giorni prima della raccolta, evitando sia i rapporti sia l’eiaculazione. Un periodo più breve o più lungo può modificare volume e concentrazione del campione.
- Igiene accurata di mani e genitali prima della raccolta, per ridurre il rischio di contaminazione.
- Nessun lubrificante o crema durante la raccolta, salvo prodotti indicati dal laboratorio.
- Comunicare febbre recente, farmaci in corso o assunti di recente e stati influenzali: episodi di febbre alta nelle settimane precedenti possono influire sulla produzione di spermatozoi, per questo a volte l’esame viene rimandato.
In caso di dubbi sulla preparazione conviene chiedere indicazioni direttamente al laboratorio, che può fornire istruzioni specifiche in base alla propria procedura.
Cosa analizza lo spermiogramma
Lo spermiogramma esamina il liquido seminale su due livelli. L’analisi macroscopica osserva le caratteristiche generali del campione, mentre quella microscopica studia gli spermatozoi.
Tra i parametri macroscopici rientrano:
- Volume dell’eiaculato;
- pH del liquido seminale;
- aspetto, fluidificazione e viscosità del campione.
Tra i parametri microscopici si valutano:
- Concentrazione degli spermatozoi, cioè il loro numero per millilitro;
- Motilità, cioè la capacità di movimento, distinta in motilità progressiva (spermatozoi che avanzano attivamente) e motilità totale;
- Morfologia, cioè la forma e la struttura;
- Vitalità, cioè la percentuale di spermatozoi vivi;
- presenza di leucociti, che può segnalare un’infiammazione o un’infezione.
Ogni valore viene confrontato con i parametri di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cui edizione più recente è quella del 2021 (WHO 2021). Quando un parametro scende sotto la soglia di riferimento si usano termini specifici: si parla di oligozoospermia per una concentrazione ridotta, di astenozoospermia per una motilità insufficiente e di teratozoospermia per una percentuale bassa di forme normali; le tre alterazioni possono anche coesistere nello stesso campione. Per la spiegazione dettagliata dei singoli valori e delle soglie di normalità si rimanda alla guida sull’interpretazione dello spermiogramma, che raccoglie la tabella completa.
La variabilità del risultato e gli esami di secondo livello
Il liquido seminale non è sempre uguale nel tempo. Fattori come febbre, stress, stile di vita, terapie in corso o l’intervallo di astinenza possono influenzare i parametri di una singola raccolta. Per questo un risultato alterato non porta subito a una diagnosi: lo spermiogramma si ripete spesso a distanza di alcune settimane, così da confrontare più campioni e ottenere un quadro più stabile.
Quando i risultati mostrano anomalie o quando il contesto clinico lo richiede, lo specialista può prescrivere esami di secondo livello per approfondire. Tra questi ci sono:
- Spermiocoltura, per individuare eventuali infezioni del liquido seminale;
- Test di frammentazione del DNA spermatico, che studia l’integrità del materiale genetico degli spermatozoi;
- Test genetici, indicati in alcuni quadri specifici;
- Dosaggi ormonali, per valutare gli ormoni coinvolti nella produzione degli spermatozoi.
La scelta degli approfondimenti dipende dal singolo caso e viene definita dallo specialista in base ai risultati dello spermiogramma. Chi vuole conoscere i dati di esito dei percorsi di procreazione assistita può consultare la pagina dei risultati clinici. Per un caso frequente di alterazione della motilità è disponibile un approfondimento sull’astenozoospermia.
Domande frequenti sullo spermiogramma
Come si fa l’esame dello spermiogramma?
Il campione di liquido seminale si raccoglie per masturbazione in un contenitore sterile, in una stanza riservata del laboratorio oppure a casa con consegna rapida. Va raccolto l’intero eiaculato e comunicati orario della raccolta e giorni di astinenza. L’esame è indolore e non comporta rischi.
Cosa devo fare prima di fare lo spermiogramma?
Occorre osservare un’astinenza sessuale di 2-5 giorni, curare l’igiene di mani e genitali, evitare lubrificanti durante la raccolta e segnalare febbre recente o farmaci assunti di recente. In caso di episodi febbrili nelle settimane precedenti l’esame può essere rimandato.
Per quale motivo si fa lo spermiogramma?
Si esegue per valutare la fertilità maschile. Le indicazioni più comuni sono la ricerca di una gravidanza senza esito, la fase che precede un percorso di PMA, il controllo dopo una vasectomia e la valutazione dopo il trattamento di un varicocele.
Quando devo eiaculare prima di uno spermiogramma?
L’ultima eiaculazione dovrebbe risalire a un periodo compreso tra 2 e 5 giorni prima della raccolta. Un intervallo più breve o più lungo può alterare il volume e la concentrazione del campione e rendere il risultato meno attendibile.
Lo spermiogramma è doloroso?
No. La raccolta avviene per masturbazione e non comporta dolore né fastidio fisico. È un esame semplice, che alcune persone vivono con un po’ di imbarazzo, ma le strutture predispongono ambienti riservati per la privacy.
Dove si raccoglie il campione?
Di norma in una stanza dedicata del laboratorio, così che il materiale venga analizzato subito. Se la struttura lo consente, la raccolta può avvenire a casa, purché il campione arrivi in laboratorio entro un tempo breve e a temperatura corporea.
Cosa misura lo spermiogramma?
Valuta parametri macroscopici come volume e pH, e parametri microscopici come concentrazione, motilità, morfologia e vitalità degli spermatozoi, oltre alla presenza di leucociti. I valori vengono confrontati con i parametri di riferimento dell’OMS.
Quante volte va ripetuto lo spermiogramma?
Spesso l’esame viene ripetuto a distanza di alcune settimane, perché il liquido seminale varia nel tempo. Confrontare più campioni permette di ottenere un quadro più affidabile ed evita di basare una valutazione su un solo risultato.
Un risultato alterato significa infertilità?
Non necessariamente. Un valore fuori norma su una singola raccolta può dipendere da fattori temporanei come febbre, stress o stile di vita. Per questo si ripete l’esame e, se serve, si prescrivono accertamenti di secondo livello.
Quali esami si fanno dopo lo spermiogramma?
In base ai risultati e al quadro clinico, lo specialista può richiedere una spermiocoltura, un test di frammentazione del DNA spermatico, test genetici o dosaggi ormonali. Sono esami di approfondimento che aiutano a individuare le cause di eventuali alterazioni.
Serve una preparazione particolare prima dell’esame?
Sì. Le raccomandazioni principali sono l’astinenza sessuale di 2-5 giorni, una buona igiene, evitare lubrificanti e comunicare al laboratorio febbre o farmaci recenti. Sono accorgimenti che rendono il risultato più attendibile.
