Astenozoospermia: cause, diagnosi e come avere figli

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

L’astenozoospermia è la ridotta motilità degli spermatozoi nel liquido seminale, cioè una percentuale di spermatozoi mobili inferiore ai valori di riferimento fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). È una delle cause più frequenti di infertilità maschile perché uno spermatozoo poco mobile fatica a raggiungere e fecondare l’ovocita. Si diagnostica con lo spermiogramma, l’esame del liquido seminale. Nella maggior parte dei casi si può avere figli: con le forme lievi anche in modo naturale, con quelle più severe attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA).

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Cos’è l’astenozoospermia

Con astenozoospermia (o astenospermia) si indica un liquido seminale in cui la quota di spermatozoi dotati di movimento è più bassa del normale. La motilità è la capacità dello spermatozoo di spostarsi in modo attivo grazie al movimento del flagello, cioè la coda: senza un movimento sufficiente, e in particolare senza motilità progressiva in linea retta, lo spermatozoo fatica a risalire le vie genitali femminili e a raggiungere l’ovocita, e la fecondazione naturale diventa difficile.

Di solito questa condizione non dà sintomi propri. Un uomo con astenozoospermia spesso se ne accorge solo dopo un esame del seme richiesto per difficoltà a concepire. Quando è presente una causa sottostante, possono comparire i sintomi di quella causa: per esempio, nel varicocele, gonfiore o senso di peso al testicolo.

Come si diagnostica: lo spermiogramma e i valori OMS

L’esame di riferimento è lo spermiogramma, che analizza un campione di liquido seminale e ne valuta più parametri: concentrazione e numero totale di spermatozoi, motilità, morfologia, volume e viscosità dell’eiaculato.

Per la motilità, l’OMS distingue la motilità progressiva (spermatozoi che avanzano) dalla motilità totale (progressivi più non progressivi). Secondo i valori di riferimento OMS si parla di astenozoospermia quando la motilità progressiva è inferiore al 30-32% oppure la motilità totale è inferiore al 40%.

Poiché la qualità del seme varia nel tempo, un singolo risultato alterato non basta a definire una diagnosi: l’esame va di norma ripetuto a distanza di alcune settimane, rispettando le regole di raccolta del campione e un periodo di astinenza sessuale di 2-7 giorni, come indicato dai criteri OMS. Se l’astenozoospermia viene confermata, il passo successivo sono esami mirati (visita andrologica, ecografia, dosaggi ormonali, eventuali analisi genetiche) per individuarne la causa. Per capire meglio i singoli valori può essere utile leggere la guida sull’interpretazione dello spermiogramma.

Differenza con oligozoospermia, teratozoospermia e azoospermia

Lo spermiogramma può segnalare alterazioni diverse, che a volte coesistono. È utile distinguerle perché riguardano parametri diversi:

  • Astenozoospermia: riguarda la motilità, cioè quanti spermatozoi si muovono e come.
  • Oligozoospermia: riguarda il numero, cioè una concentrazione di spermatozoi inferiore ai valori di riferimento.
  • Teratozoospermia: riguarda la morfologia, cioè la forma degli spermatozoi, con una quota troppo alta di forme anomale.
  • Azoospermia: indica l’assenza totale di spermatozoi nell’eiaculato.

Le prime tre condizioni possono presentarsi insieme: si parla allora, per esempio, di oligoastenoteratozoospermia (OAT) quando numero, motilità e morfologia sono tutti ridotti. L’azoospermia è invece una situazione a sé, perché nel seme non si rilevano spermatozoi.

Gradi di gravità: quando l’astenozoospermia è grave

Non tutte le astenozoospermie hanno lo stesso peso sulla fertilità. In genere si distingue una forma lieve, in cui la motilità è solo di poco sotto i valori di riferimento, da forme moderate e severe, in cui la percentuale di spermatozoi mobili è nettamente più bassa. La forma viene considerata grave quando la quota di spermatozoi mobili è molto ridotta e la motilità totale scende ampiamente sotto la soglia di riferimento.

La gravità non si giudica però solo sul numero: contano anche la presenza di altre alterazioni associate (numero e morfologia), la causa individuata e i risultati di eventuali esami ripetuti nel tempo. Per questo la valutazione va affidata a uno specialista, che inquadra il singolo caso invece di fermarsi a una percentuale isolata.

Le cause dell’astenozoospermia

Le cause possibili sono molte e spesso si combinano tra loro. Le principali sono:

  • Varicocele: dilatazione delle vene del testicolo, tra le cause più frequenti di alterazione del seme.
  • Infezioni delle vie genitali, che possono danneggiare gli spermatozoi o ostacolarne il movimento.
  • Stress ossidativo: un eccesso di radicali liberi che danneggia le cellule spermatiche e può contribuire alla frammentazione del DNA spermatico, con effetti sia sulla motilità sia sulla capacità fecondante.
  • Febbre alta ed esposizione prolungata al calore (per esempio saune frequenti o alcune attività lavorative), che interferiscono con la produzione e la qualità degli spermatozoi.
  • Fumo, alcol e uso di sostanze, che riducono la qualità del seme.
  • Farmaci e trattamenti come chemioterapia o radioterapia.
  • Squilibri ormonali: alterazioni dei livelli di FSH, LH e testosterone possono ridurre la produzione e la qualità degli spermatozoi. Per questo tra gli accertamenti rientrano i dosaggi ormonali.
  • Cause genetiche, che possono incidere sulla struttura e sul movimento degli spermatozoi.
  • Età: dopo i 45 anni la motilità tende a ridursi.

In una quota di casi non si individua una causa precisa: si parla allora di astenozoospermia idiopatica. Anche in questa situazione restano comunque disponibili strategie per favorire una gravidanza.

Si può avere figli con l’astenozoospermia?

Sì, nella maggior parte dei casi è possibile avere figli. Il percorso dipende dalla gravità e dalla eventuale presenza di altre alterazioni del seme.

Con le forme lievi, quando le altre condizioni della coppia lo permettono, la gravidanza può arrivare in modo naturale, a volte semplicemente con più tempo e con la correzione dei fattori di rischio. Nelle forme più marcate, o quando la ricerca naturale non dà esito, si ricorre alla procreazione medicalmente assistita, scegliendo la tecnica in base al quadro clinico:

  • Inseminazione intrauterina (IUI): gli spermatozoi preparati in laboratorio vengono introdotti nell’utero. È indicata soprattutto nelle forme lievi, quando resta un numero sufficiente di spermatozoi mobili.
  • Fecondazione in vitro (FIVET): ovociti e spermatozoi vengono messi a contatto in laboratorio, così che la fecondazione avvenga al di fuori del corpo.
  • ICSI: un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovocita. È la tecnica di riferimento quando la motilità è molto ridotta o si associano altre alterazioni del seme, perché supera il problema del movimento insufficiente.

La scelta tra IUI, FIVET e ICSI viene fatta dallo specialista valutando i parametri del seme, l’età e la situazione della partner. I dati di esito dei percorsi di PMA sono consultabili nella pagina dei risultati clinici.

Cosa può migliorare la motilità degli spermatozoi

Su alcuni fattori si può intervenire. Le strategie principali sono tre e spesso vanno combinate:

  • Stile di vita: smettere di fumare, ridurre l’alcol, mantenere un peso adeguato, praticare attività fisica ed evitare l’esposizione prolungata al calore. In alcuni casi questi cambiamenti migliorano i parametri del seme nel giro di qualche mese, dato che la spermatogenesi, cioè il ciclo di produzione degli spermatozoi, dura circa tre mesi.
  • Antiossidanti: integratori mirati possono essere valutati dallo specialista per contrastare lo stress ossidativo, sempre all’interno di un percorso clinico e non in autonomia.
  • Trattamento della causa: quando si individua un fattore specifico, si agisce su quello. Per esempio, le infezioni si trattano con terapia mirata e il varicocele può essere valutato per una correzione chirurgica.

Quando questi interventi non bastano a ottenere una gravidanza, restano disponibili le tecniche di PMA descritte sopra. Prima di intraprendere il percorso può essere utile un inquadramento andrologico: la pagina sul perché rivolgersi a un andrologo spiega il ruolo di questo specialista.

Domande frequenti sull’astenozoospermia

Come avere figli con astenozoospermia?

Dipende dalla gravità. Con le forme lievi la gravidanza può arrivare naturalmente, a volte dopo aver corretto stile di vita e fattori di rischio. Nelle forme più severe si ricorre alla procreazione medicalmente assistita: inseminazione intrauterina (IUI) nei casi più lievi, FIVET o ICSI quando la motilità è molto ridotta. La tecnica viene scelta dallo specialista in base ai parametri del seme e alla situazione della coppia.

Astenozoospermia quando è grave?

È considerata grave quando la percentuale di spermatozoi mobili è molto bassa e la motilità totale scende ampiamente sotto i valori di riferimento OMS. La valutazione non si basa solo su un numero: contano anche la presenza di altre alterazioni del seme, la causa e i risultati di esami ripetuti nel tempo.

Chi è rimasta incinta con astenozoospermia?

Molte coppie in cui l’uomo ha una ridotta motilità degli spermatozoi riescono ad avere figli, sia naturalmente nelle forme lievi sia tramite PMA nelle forme più severe. Non esiste un esito uguale per tutti: la probabilità dipende dalla gravità, dall’età della partner e dalla causa. I dati di esito dei trattamenti sono riportati nella pagina dei risultati clinici.

Chi soffre di azoospermia può avere figli?

L’azoospermia è l’assenza di spermatozoi nell’eiaculato ed è una condizione diversa dall’astenozoospermia. In diversi casi è comunque possibile avere figli: quando si riescono a recuperare spermatozoi direttamente dal testicolo, questi possono essere usati con la ICSI. La possibilità dipende dal tipo di azoospermia e va valutata dallo specialista.

Che differenza c’è tra astenozoospermia e oligozoospermia?

L’astenozoospermia riguarda la motilità (quanti spermatozoi si muovono), mentre l’oligozoospermia riguarda il numero (una concentrazione di spermatozoi sotto i valori di riferimento). Le due condizioni possono presentarsi insieme.

Che differenza c’è tra astenozoospermia e teratozoospermia?

La teratozoospermia riguarda la morfologia, cioè la forma degli spermatozoi, con una quota troppo alta di forme anomale. L’astenozoospermia riguarda invece il movimento. Sono parametri distinti dello spermiogramma e possono coesistere.

Quali sono i valori di riferimento OMS per la motilità?

Si parla di astenozoospermia quando la motilità progressiva è inferiore al 30-32% oppure la motilità totale è inferiore al 40%. Questi valori vanno sempre letti insieme agli altri parametri dello spermiogramma.

L’astenozoospermia dà sintomi?

Di norma no. Spesso viene scoperta solo con lo spermiogramma, in genere richiesto per difficoltà a concepire. Se è presente una causa come il varicocele, possono comparire i sintomi di quella causa.

L’astenozoospermia si può curare?

Quando si individua una causa trattabile, come un’infezione o un varicocele, si interviene su quella. In molti casi lo stile di vita e gli antiossidanti, valutati dallo specialista, possono contribuire a migliorare i parametri. Quando questo non basta per ottenere una gravidanza, restano disponibili le tecniche di PMA.

Quanto tempo serve per migliorare la motilità?

Il ciclo di produzione degli spermatozoi dura circa tre mesi. Per questo gli effetti dei cambiamenti dello stile di vita o del trattamento di una causa si valutano di solito ripetendo lo spermiogramma dopo alcuni mesi.

Con l’astenozoospermia serve per forza la ICSI?

No. La ICSI è la tecnica di riferimento quando la motilità è molto ridotta o si associano altre alterazioni del seme. Nelle forme lievi possono essere sufficienti l’inseminazione intrauterina o, in alcuni casi, il concepimento naturale. La scelta spetta allo specialista.

Un solo spermiogramma alterato basta per la diagnosi?

No. La qualità del seme varia nel tempo, quindi un singolo risultato alterato va confermato ripetendo l’esame a distanza di alcune settimane, rispettando le regole di astinenza e di raccolta del campione.

Autore
Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
4 Aprile 2022
Data di aggiornamento
16 Luglio 2026

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