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Varicocele maschile e infertilità

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Il varicocele è una condizione comune che colpisce gli uomini e consiste nell’ispessimento delle vene che si trovano intorno allo scroto, ossia la sacca che contiene gli organi riproduttivi maschili. Questo problema è piuttosto diffuso, ma spesso non viene riconosciuto come tale a causa della sua natura di essere asintomatico.

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Secondo i dati, circa il 15% degli uomini che presentano questa condizione è infertile. Tuttavia, il varicocele può influire negativamente sulla fertilità maschile ed è importante conoscerne tutti i rischi. In quest’articolo esamineremo le cause del varicocele, come influisce sulla fertilità maschile e quali misure possono essere prese per curare efficacemente la condizione.

 

Cos’è il varicocele?

Il varicocele maschile è una condizione in cui le vene dei testicoli si gonfiano e si induriscono. Si tratta di un’espansione anomala delle vene, simile alla varice, che colpisce i testicoli. Questa condizione, purtroppo, può essere causa di infertilità nelle persone di sesso maschile. La patologia può manifestarsi sia a sinistra che a destra.

Il varicocele maschile può essere asintomatico e quindi, l’uomo potrebbe non sentire dolore, pesantezza o infiammazione al tatto nel sacco scrotale posteriore. Spesso la condizione è riscontrata durante un esame fisico standard e può essere visibile come un rigonfiamento delle vene nello scroto quando il paziente sta in piedi. In alcuni casi, l’ecografia scrotale o altri esami di imaging possono aiutare ad identificarla con precisione.

Sebbene non necessario, gli uomini con sintomi persistenti possono richiedere ulteriori indagini diagnostiche per confermare la diagnosi e ricevere informazioni più dettagliate sulla dimensione e sul grado della condizione. Tuttavia, il varicocele non è l’unica causa di infertilità maschile. Altre cause possono includere problemi con gli ormoni, danni ai testicoli o problemi con i vasi sanguigni che forniscono sangue agli organi riproduttivi.

 

 

Cause e sintomi

Il varicocele maschile è una condizione in cui le vene del testicolo si ingrandiscono. Questa patologia è più comune nei maschi di età compresa tra i 15 e i 25 anni, anche se può verificarsi in qualsiasi età. Le cause possono essere genetiche o legate all’età. La maggior parte dei pazienti non ha sintomi, ma alcuni potrebbero notare gonfiore o dolore a livello delle vene del testicolo.

In alcuni casi, il varicocele può portare a infertilità, poiché la temperatura del testicolo aumentata può causare uno sviluppo ridotto dello spermatozoo e ridurre la qualità degli spermatozoi prodotti.

I sintomi del varicocele maschile possono variare, tuttavia è importante sapere che i più comuni sono dolore, gonfiore e/o una sensazione di pesantezza nella parte bassa dell’addome o nella regione inguinale. Questi segnali possono essere leggeri o intensi a seconda del grado di severità del varicocele. Un altro segno distintivo è quando la vena testicolare diventa visibilmente più grande in alcune persone con varicocele. Il dolore può aumentare durante l’esercizio fisico intenso e il sollevamento di pesi. Altri possibili sintomi includono:

  • astenia (stanchezza);
  • febbre;
  • vomito;
  • dolore acuto.

Inoltre, un varicocele cronico non trattato può comportare infertilità maschile a causa dell’aumentata temperatura intra-scrotale che può interferire con lo sviluppo normale degli spermatozoi. Pertanto, è importante riconoscere tempestivamente i segnali di allarme del varicocele per avviare un trattamento precoce ed evitare complicazioni future più gravi.

 

 

Varicocele maschile e infertilità

La causa principale è l’ostruzione del deflusso venoso dai testicoli, che comporta un aumento della pressione nelle vene. I sintomi più comuni sono gonfiore, dolore e sensazione di pesantezza al fianco o alla parte inferiore dell’addome. La diagnosi precoce è essenziale, poiché il trattamento adeguato prima che compaiano i sintomi può ridurre significativamente i rischi di infertilità. Il trattamento più comunemente raccomandato è un intervento chirurgico mini-invasivo che richiede solitamente solo poche ore in sala operatoria e offre buoni risultati a lungo termine. Nel caso in cui l’intervento chirurgico non fornisca i risultati desiderati, la scleroembolizzazione endovascolare rappresenterebbe un ulteriore opzione terapeutica da considerare per ridurre il flusso sanguigno anomalo attraverso le vene dilatate.

 

 

L’importanza di una diagnosi precoce

La diagnosi di varicocele maschile può essere effettuata dal proprio medico personale o da uno specialista della fertilità. Durante la visita medica, il medico cercherà di identificare segni e sintomi associati alla patologia.

Il chirurgo può anche eseguire un’ecografia per rilevare la presenza di vene dilatate nello scroto e quindi, tutti i segni della malattia. Inoltre, in alcuni casi particolari, il medico può raccomandare l’utilizzo della radiologia interventistica o la laparoscopia per verificare le condizioni dei testicoli e delle pareti addominali che circondano lo scroto.

La diagnosi accurata è importante per determinare l’entità del varicocele e prendere decisioni su come trattarlo con successo.

La diagnosi precoce del varicocele è fondamentale per prevenire o ridurre al minimo i possibili effetti negativi sulla fertilità maschile e sulla salute generale. I medici, visti i casi di pazienti giovanissimi, consigliano la diagnosi precoce può essere eseguita con un semplice screening di base, basato sull’esame fisico.

Durante l’esame obiettivo il medico ispeziona le vene del paziente alla ricerca di ingrandimenti, tensioni o dolore indotti dal varicocele. Se viene rilevata un’anomalia si procederà con ulteriori indagini e test che comprendono un’ecografia delle vene dello scroto per confermare la presenza di un varicocele.

Una volta diagnosticato il varicocele sarà importante iniziare immediatamente un trattamento adeguato allo scopo di ridurre al minimo l’impatto sul benessere e la fertilità maschile.

 

 

Trattamento e cura

Fortunatamente, la maggior parte delle volte, il varicocele si può curare o prevenire con l’intervento chirurgico. L’operazione sembra essere la migliore opzione per trattare la patologia in questione ed evitare complicanze come infertilità e dolore cronico.

Ricordiamo infatti, che solo con una diagnosi precoce si può procedere nel modo migliore al fine di evitare qualsiasi complicazione. Per questo, un controllo di routine è sempre consigliato per preservare la propria salute sessuale.

Ad ogni modo, se vi è stato diagnosticato il varicocele non c’è da preoccuparsi: esistono diversi tipi di interventi chirurgici disponibili per trattare il varicocele maschile, tra cui laparoscopia, microscopia micro-invasiva (MIR) e open surgery (ossia l’asportazione tradizionale delle vene dilatate).

Per tutti questi interventi vengono impiegati i più avanzati strumenti chirurgici per garantire risultati ottimali e ridurre al minimo il rischio di complicazioni post-operatorie. Inoltre, come abbiamo già accennato sopra, un’altra tecnica molto efficace utilizzata per trattare il varicocele maschile è la scleroembolizzazione. Si tratta di un procedimento non invasivo in cui viene iniettato un agente sclerosante nell’area interessata attraverso dei piccolissimi tubicini (cateterismo).

Questo agente sigilla le pareti della vena dilatata bloccando il flusso sanguigno ed impedendo così che si formino ulteriormente coaguli nelle vie venose intorno al testicolo.

Il trattamento del varicocele è importante per migliorare la qualità degli spermatozoi e aumentare le chances di concepimento.

Per riassumere, ci sono diverse opzioni di trattamento disponibili, tra cui:

  • Intervento chirurgico: questa è l’opzione più efficace per il trattamento del varicocele. L’intervento chirurgico mira a rimuovere o chiudere le vene dilatate, riducendo così la temperatura nei testicoli.
  • Farmaci: alcuni farmaci possono essere prescritti per alleviare i sintomi del varicocele, come ad esempio il dolore o l’infiammazione.
  • Cambiamenti nello stile di vita: se si vuole guarire, è bene affiancare alle cure anche una corretta alimentazione e regolare esercizio fisico.

 

 

L’intervento

Il trattamento per il varicocele mira a migliorare la spermatogenesi o evitare che possa peggiorare in futuro.

Se il varicocele è associato a sintomi come dolore o fastidio, se il testicolo colpito è più piccolo, se è di grado elevato (3° o 4° grado) o se provoca problemi alla fertilità, può essere necessario un intervento chirurgico (varicocelectomia).

Questo processo prevede la chiusura della vena colpita per indirizzare il flusso di sangue verso le vene normali. È bene sapere che la microchirurgia è un metodo particolarmente efficace in termini di miglioramento della qualità del liquido seminale e di risoluzione di numerosi casi di infertilità maschile. L’intervento può ripristinare la fertilità spontanea e può essere richiesto anche in casi di procreazione medicalmente assistita di 1° livello (inseminazione intrauterina).

Può anche essere utile recuperare gli spermatozoi in casi di azoospermia (assenza di spermatozoi) legata al varicocele, anche se non sempre è possibile. Inoltre, dopo l’intervento, è consigliabile eseguire controlli periodici per monitorare i parametri spermatici. Dopo che l’operazione è stata effettuata, bisognerà eseguire un altro esame ecocolordoppler per verificare se l’intervento è stato un successo e per prevenire la possibile insorgenza di complicanze.

Questo esame, che può essere eseguito sia con tecniche di ultrasuoni che di risonanza magnetica, fornisce un’immagine dettagliata dell’interno del corpo e consente di identificare eventuali anomalie nella struttura dei vasi sanguigni. Si tratta quindi di una procedura diagnostica fondamentale per controllare lo stato dei vasi sanguigni e per garantire che il trattamento abbia avuto successo.

 

 

Come ridurre il dolore 

Il varicocele può provocare disagio e dolore, quindi è consigliabile indossare biancheria intima comoda come slip o un sospensorio. Se la terapia con un sospensorio non è efficace, parlate con il medico per capire se la varicocelectomia o l’utilizzo di un tubicino di plastica possono essere la soluzione adatta al vostro caso.

Dopo l’intervento, il chirurgo raccomanderà di utilizzare misure apposite per sostenere il testicolo e di applicare una borsa del ghiaccio per ridurre il gonfiore. Si potrebbe sentire un certo grado di dolore per le successive settimane, ma poi il disagio dovrebbe svanire del tutto ed il testicolo riprendere la sua normale funzionalità.

Per aiutare la guarigione, è inoltre importante che il paziente si prenda del tempo per riposare e seguire le indicazioni mediche per assicurare un completo recupero delle parti interessate.

Autore
Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
24 Dicembre 2022
Data di aggiornamento
24 Dicembre 2022

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