Cosa è l’endometriosi e differenze con l’adenomiosi

3 Novembre 2022

Tra le patologie che possono colpire l’apparato riproduttore della donna e causare problemi di fertilità, ci sono l’endometriosi e l’adenomiosi. Si tratta di due termini che molto spesso vengono associati in maniera diretta, ma che in realtà presentano alcune differenze.

L’endometriosi colpisce l’endometrio e le cellule che lo compongono (le cellule endometriali). L’endometrio è una mucosa che si trova nella cavità interna dell’utero e la ricopre. Nell’endometriosi, le cellule endometriali si trovano anche in altre sedi oltre alla cavità uterina (si possono trovare nelle ovaie, nelle tube di Falloppio o nella vagina, ma anche nell’intestino o in alcuni punti dell’addome). Questa sede anomala genere un’infiammazione cronica benigna che colpisce i genitali femminili e la cavità addominale.

Anche l’adenomiosi colpisce l’endometrio che, in questo caso, si trova nel miometrio, che è la parete muscolare dell’utero. È il miometrio che si contrae, ad esempio, durante il travaglio e permette il parto. Anche in questo caso, viene provocata un’infiammazione cronica. Circa il 10% delle donne che sono affette da endometriosi, presentano anche adenomiosi. Infatti, in ambito medico, molti definiscono l’adenomiosi come “endometriosi interna”. Sia l’endometriosi che l’adenomiosi possono essere causa di infertilità femminile e sono accomunate dal dolore come sintomo principale.

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Che cos’è l’endometriosi: cause e classificazione

Vediamo, più nello specifico, cosa è l’endometriosi. Come già anticipato, nell’endometriosi l’endometrio non si trova dove dovrebbe essere. Sono affette da endometriosi maggiormente le donne tra i 25 e i 35 anni e tale patologia colpisce tra il 10 e il 20% delle donne in età fertile. Non sempre la diagnosi avviene in maniera tempestiva, oppure può essere accidentale (rilevata durante esami di routine o effettuati per ricercare altre patologie), dato che spesso le donne affette da endometriosi non hanno sintomi.

Tra i sintomi dell’endometriosi c’è il dolore, che si localizza nella parte bassa dell’addome. Il dolore diventa più intenso nel periodo pre-mestruale. Tra gli altri sintomi ci sono le mestruazioni dolore (che vengono definite “dismenorrea”) e i dolori durante i rapporti sessuali (dispareunia). Il dolore può essere molto forte anche durante la minzione e la defecazione. Dipende dal punto in cui si è localizzato l’endometrio.

Gli esperti dell’American Society for Reproductive Medicine (ASRM, l’associazione americana di medicina riproduttiva) hanno fatto una classificazione dell’endometriosi in quattro stadi.

  • Il primo stadio è l’endometriosi minima. In questo caso, l’endometrio che si trova al di fuori della sua sede si estende per pochi millimetri e si posiziona superficialmente.
  • Il secondo stadio è l’endometriosi lieve. In questo caso l’endometrio ha un’estensione e una profondità maggiori.
  • Il terzo stadio è l’endometriosi moderata. L’endometrio si estende ancora di più. Si trovano anche aderenze e cicatrici tra gli organi che si trovano nella parte bassa dell’addome. Sono inoltre presenti delle cisti su una o su entrambe le ovaie.
  • Il quarto stadio è l’endometriosi grave. Le aderenze, le cicatrici e le cisti sono presenti in maniera ancora più importante e invasiva.

Trattamento endometriosi: alimentazione, intervento chirurgico

Dato che l’endometriosi è una patologia cronica e infiammatoria, si possono seguire anche alcuni accorgimenti alimentari. Per trattare l’endometriosi con l’alimentazione, bisogna preferire cibi ricchi di antiossidanti, con effetto anti infiammatorio e disintossicanti. Sono indicati i cibi ricchi di fibre come i cereali integrali, i legumi, la verdura e la frutta fresca. Le fibre aiutano le attività intestinali e digestive.

Tra i cibi che hanno azione anti infiammatoria ci sono gli alimenti ricchi di Omega 3 (pesce azzurro, salmone e tonno fresco, ma olio d’oliva, frutta secca, semi di girasole, semi di zucca e semi di lino). Anche gli integratori possono essere d’aiuto. Altri tipi di trattamento riguardano anche la gravità dei sintomi. Per tenere sotto controllo il dolore, vengono prescritti farmaci come la pillola anticoncezionale, che possono essere assunti anche per molto tempo. Se le cicatrici sono troppo estese e se il dolore è tale da essere limitante anche durante le normali attività di vita quotidiana, si può prendere in considerazione un intervento chirurgico per l’endometriosi. Si tratta di un trattamento che deve essere valutato con attenzione ed eseguito da medici esperti per evitare errori.

 

Che cos’è l’adenomiosi: cause, tipi e sintomi

Vediamo invece l’adenomiosi cos’è. L’adenomiosi colpisce un numero minore di donne, circa l’1%. Colpisce in numero maggiore le donne che hanno più di 40 anni e hanno già avuto uno o più parti. È meno frequente invece nelle donne più giovani e che non hanno ancora avuto figli.

Tra le cause dell’adenomiosi possiamo trovare l’invasione diretta. In questo caso le cellule dell’endometrio arrivano nel miometrio a causa di tagli nella parete muscolare che possono verificarsi durante interventi chirurgici o un parto cesareo. Anche un’alterazione dello sviluppo dell’apparato riproduttivo femminile oppure un’infiammazione dell’utero potrebbero causare l’adenomiosi. Tra i tipi di adenomiosi possiamo trovare l’adenomiosi focale (localizzata solo in alcuni punti) e l’adenomiosi diffusa (più estesa). Poi possiamo suddividerla anche in adenomiosi superficiale e adenomiosi profonda, a seconda della posizione in cui si trova. Tra i sintomi dell’adenomiosi troviamo: dolore durante il periodo mestruale, dolore durante i rapporti sessuali, dolore al livello della parte bassa della schiena, sanguinamento in periodi non legati a quello mestruale e anemia.

 

Adenomiosi: diagnosi, rischi e trattamento

Per diagnosticare l’adenomiosi si utilizzano esami diagnostici come l’ecografia trans-vaginale o la risonanza magnetica della pelvi (RMN). Tra i rischi dell’adenomiosi abbiamo quelli di una riduzione della fertilità e quindi una difficoltà a concepire. Se invece si riesce a concepire in presenza di adenomiosi, potrebbe aumentare la probabilità di avere un aborto spontaneo. Il trattamento dell’adenomiosi maggiormente consigliato, e risolutivo per i sintomi, è la rimozione dell’utero (isterectomia).

Viene preferito soprattutto perché l’adenomiosi colpisce le donne che hanno già partorito e hanno già realizzato il loro desiderio di diventare mamme. In donne che cercano ancora una gravidanza, oppure che non vogliono rimuovere l’utero prima della menopausa, si cercano dei trattamenti alternativi. Per ridurre il dolore, possono aiutare i trattamenti ormonali, effettuati con contraccettivi orali oppure dispositivi intrauterini medicati. Questi ultimi sono consigliati maggiormente alle donne che hanno mestruazioni molto dolorose oppure hanno una perdita massiccia di sangue durante il periodo mestruale.

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

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