Come interpretare lo spermiogramma: valori e referto

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Interpretare uno spermiogramma significa confrontare i valori del referto con i parametri di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I dati principali da controllare sono la concentrazione (numero di spermatozoi), la motilità (capacità di movimento) e la morfologia (forma degli spermatozoi). Un referto è considerato nella norma quando ogni parametro raggiunge o supera la soglia minima indicata dall’OMS. Un singolo valore alterato non equivale a una diagnosi di infertilità: i valori di riferimento indicano il limite inferiore osservato in uomini con fertilità dimostrata, non una soglia netta tra fertile e non fertile. Per una lettura clinica corretta serve sempre il parere di un medico.

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Che cos’è lo spermiogramma e a cosa serve

Lo spermiogramma, chiamato anche esame del liquido seminale o seminogramma, è l’analisi di laboratorio del campione di sperma. È lo strumento diagnostico di riferimento per valutare la fertilità maschile.

L’esame misura sia caratteristiche del liquido (volume, pH, aspetto, viscosità) sia caratteristiche degli spermatozoi (concentrazione, numero totale, motilità, morfologia, vitalità), oltre alla presenza di leucociti. Il confronto con i valori di riferimento OMS permette di identificare eventuali alterazioni che possono influire sulla capacità di concepire e di orientare gli accertamenti successivi.

Viene richiesto in diverse situazioni: nell’ambito di un percorso della coppia che non riesce a ottenere una gravidanza dopo un periodo di rapporti mirati, come controllo dopo un intervento o una terapia che può incidere sulla fertilità, oppure prima di iniziare un percorso di procreazione medicalmente assistita. Il ruolo della fertilità maschile nella difficoltà a concepire è rilevante: in una quota significativa di coppie il fattore maschile contribuisce, da solo o insieme a quello femminile, alla difficoltà di concepimento.

Come si legge lo spermiogramma

Per leggere un referto si procede parametro per parametro, confrontando ciascun valore con la soglia minima di riferimento. Ogni parametro racconta un aspetto diverso della qualità del campione.

Il volume indica la quantità di liquido seminale prodotto per eiaculazione. Il pH misura l’acidità o la basicità del campione: un valore alterato può segnalare problemi alle vescicole seminali o alla prostata. La concentrazione conta gli spermatozoi presenti in ogni millilitro, mentre il numero totale li conta nell’intero eiaculato. L’aspetto del liquido seminale normale è grigio opalescente. La fluidificazione (o liquefazione) è il processo per cui il campione, inizialmente denso, diventa più fluido nei minuti successivi alla raccolta (dato da verificare), mentre la viscosità descrive la consistenza del campione una volta fluidificato: alterazioni di questi aspetti possono ostacolare il movimento degli spermatozoi.

La motilità valuta la capacità di movimento e si distingue in progressiva (spermatozoi che avanzano in modo rettilineo verso l’ovocita), non progressiva (si muovono senza avanzare) e immobile. La motilità progressiva è la più rilevante ai fini del concepimento. La morfologia indica la percentuale di spermatozoi con forma normale, cioè con testa, tratto intermedio e coda regolari. La vitalità misura la percentuale di spermatozoi vivi. I leucociti (globuli bianchi) in numero elevato possono indicare un’infiammazione o un’infezione in corso.

Quando tutti i parametri rientrano nei valori di riferimento si parla di normozoospermia.

Tabella dei valori di riferimento OMS dello spermiogramma

I valori riportati di seguito corrispondono ai limiti inferiori di riferimento dell’OMS (manuale WHO 2021) e vanno intesi come dati indicativi. Non sono soglie che separano nettamente uomini fertili e non fertili: rappresentano il quinto percentile osservato in una popolazione di uomini che avevano concepito entro dodici mesi. Solo un medico può interpretare il referto nel quadro clinico completo.

Parametro Valore di riferimento OMS (indicativo)
Volume almeno 1,4 ml
pH almeno 7,2
Concentrazione almeno 16 milioni di spermatozoi per ml
Numero totale almeno 39 milioni di spermatozoi per eiaculato
Motilità totale almeno il 42%
Motilità progressiva almeno il 30%
Morfologia (forme normali) almeno il 4%
Vitalità almeno il 54% di spermatozoi vivi
Leucociti meno di 1 milione per ml

I valori possono variare leggermente tra laboratori e in base all’edizione del manuale OMS utilizzata come riferimento. Il referto indica sempre gli intervalli adottati dal laboratorio che ha eseguito l’analisi.

Cosa significano i termini delle alterazioni

Quando uno o più parametri escono dai valori di riferimento, il referto usa termini specifici che descrivono il tipo di alterazione. I principali sono i seguenti.

  • Oligozoospermia: concentrazione o numero di spermatozoi inferiore ai valori di riferimento.
  • Astenozoospermia: motilità ridotta, con pochi spermatozoi in grado di avanzare. È tra le alterazioni più frequenti della qualità seminale.
  • Teratozoospermia: percentuale di spermatozoi con forma normale al di sotto del riferimento.
  • Oligoastenoteratozoospermia (OAT): presenza contemporanea di concentrazione ridotta, motilità ridotta e morfologia alterata.
  • Azoospermia: assenza totale di spermatozoi nel campione eiaculato.
  • Criptozoospermia: spermatozoi presenti in numero molto basso, rilevabili solo dopo centrifugazione del campione.
  • Necrozoospermia: percentuale elevata di spermatozoi non vivi.

Il termine normozoospermia indica invece un referto in cui tutti i parametri rientrano nei valori di riferimento.

Come deve essere lo spermiogramma per essere fertile

Non esiste un valore che garantisca la fertilità né uno che la escluda con certezza. I riferimenti OMS descrivono il limite inferiore osservato in uomini che avevano concepito: superarli rende il concepimento più probabile, ma anche referti sotto soglia sono compatibili con una gravidanza, così come referti nella norma non la assicurano.

Per questo lo spermiogramma va letto come indicazione di probabilità, non come verdetto. Valori alterati segnalano che le probabilità di concepimento naturale possono ridursi, non l’impossibilità di ottenere una gravidanza. La valutazione della fertilità considera sempre più parametri insieme, la storia clinica della persona e la situazione della coppia.

Cosa fare se i valori sono alterati

Il primo passo davanti a un referto alterato è ripetere l’esame a distanza di tempo. La produzione di liquido seminale varia in modo naturale e può risentire di fattori temporanei come stress, febbre, infezioni o assunzione di farmaci. Ripetere lo spermiogramma dopo alcune settimane, in genere a 1-3 mesi dal primo, permette di distinguere un’alterazione transitoria da un dato stabile. L’intervallo di alcuni mesi tiene conto anche del ciclo di produzione degli spermatozoi (spermatogenesi), che dura circa 72-74 giorni (dato da verificare): un evento avvenuto poche settimane prima dell’esame può ancora riflettersi sul risultato.

Se i valori restano alterati è opportuno rivolgersi a un andrologo, lo specialista della salute riproduttiva maschile, che può prescrivere approfondimenti come esami ormonali, ecografie o test genetici in base al quadro. Tra le cause che possono alterare i parametri seminali rientra ad esempio il varicocele, una dilatazione delle vene del testicolo che può incidere sulla qualità degli spermatozoi. Gli esami ormonali indagano l’equilibrio degli ormoni che regolano la produzione di spermatozoi, in particolare FSH, LH e testosterone, mentre i test genetici possono essere indicati in caso di concentrazioni molto basse o di azoospermia. In casi selezionati può essere proposto anche il test di frammentazione del DNA spermatico, che valuta l’integrità del materiale genetico degli spermatozoi.

Quando le alterazioni incidono sulla possibilità di concepire, un percorso di procreazione medicalmente assistita è una delle strade percorribili, valutata caso per caso. La scelta della tecnica dipende dal tipo e dall’entità dell’alterazione, oltre che dalla situazione della coppia: nei casi di fattore maschile grave si ricorre spesso alla ICSI, che prevede l’iniezione di un singolo spermatozoo direttamente nell’ovocita. Nel valutare un centro può essere utile consultare i risultati clinici, che rendono conto degli esiti dei trattamenti in modo trasparente.

La variabilità del campione e la corretta preparazione

Un singolo spermiogramma fotografa la qualità del campione in un preciso momento e può non rappresentare la condizione abituale. La variabilità fisiologica è il motivo per cui un esame isolato non basta a formulare una diagnosi.

Per ottenere un risultato attendibile è importante rispettare le indicazioni di preparazione. La raccomandazione più rilevante riguarda l’astinenza sessuale, che dovrebbe essere di 2-5 giorni prima dell’esame: un periodo troppo breve o troppo lungo può alterare volume e concentrazione. È inoltre consigliabile evitare l’esame in presenza di febbre, infezioni in atto o terapie farmacologiche che possano influenzare il risultato, e seguire le istruzioni del laboratorio per la raccolta e la consegna del campione.

Domande frequenti sullo spermiogramma

Come si leggono i risultati di uno spermiogramma?

Si confronta ogni valore del referto con la soglia di riferimento OMS corrispondente. I parametri principali sono concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi, a cui si aggiungono volume, pH, numero totale, vitalità e leucociti. Se tutti i parametri raggiungono o superano le soglie minime, il referto è nella norma (normozoospermia). L’interpretazione clinica va sempre affidata a un medico.

Quali sono i valori di un buon spermiogramma?

Secondo i riferimenti OMS (indicativi): volume almeno 1,4 ml, concentrazione almeno 16 milioni per ml, numero totale almeno 39 milioni, motilità totale almeno 42%, motilità progressiva almeno 30%, morfologia almeno 4% di forme normali, vitalità almeno 54%, pH almeno 7,2 e leucociti sotto 1 milione per ml.

Come deve essere lo spermiogramma per essere fertile?

Non c’è un valore che renda un uomo fertile o infertile in modo automatico. I riferimenti OMS indicano il limite inferiore osservato in uomini che avevano concepito, quindi rappresentano una soglia di probabilità e non un confine netto. Valori sopra i riferimenti rendono il concepimento più probabile, ma anche referti sotto soglia sono compatibili con una gravidanza.

Come capire se lo spermiogramma va bene?

Un referto è considerato nella norma quando tutti i parametri rientrano nei valori di riferimento: in questo caso si parla di normozoospermia. Se uno o più valori sono alterati, il referto riporta un termine specifico (ad esempio oligozoospermia o astenozoospermia). Anche in presenza di un valore sotto soglia, solo il medico può dire cosa significhi nel quadro complessivo.

Cosa significa oligozoospermia?

Indica una concentrazione o un numero di spermatozoi inferiore ai valori di riferimento. Da sola non equivale a infertilità: va valutata insieme agli altri parametri e alla storia clinica.

Che differenza c’è tra azoospermia e criptozoospermia?

Nell’azoospermia non si rilevano spermatozoi nel campione eiaculato. Nella criptozoospermia gli spermatozoi sono presenti in numero molto basso e diventano rilevabili solo dopo centrifugazione del campione.

Cosa vuol dire oligoastenoteratozoospermia (OAT)?

È la presenza contemporanea di tre alterazioni: concentrazione ridotta (oligozoospermia), motilità ridotta (astenozoospermia) e morfologia alterata (teratozoospermia). Indica che più parametri sono contemporaneamente sotto i valori di riferimento.

Perché la motilità è così importante?

Perché determina la capacità degli spermatozoi di raggiungere l’ovocita. Si distingue in progressiva, non progressiva e immobile: la motilità progressiva è quella che consente agli spermatozoi di avanzare verso l’ovocita ed è la più rilevante per il concepimento.

Ogni quanto va ripetuto lo spermiogramma?

Un singolo esame non basta a definire la fertilità. In genere si consiglia di ripeterlo a 1-3 mesi dal primo per confrontare i risultati e distinguere un’alterazione temporanea da un dato stabile, tenendo conto della naturale variabilità del campione.

Quanti giorni di astinenza servono prima dell’esame?

La preparazione prevede in genere un’astinenza sessuale di 2-5 giorni. Un periodo troppo breve o troppo lungo può alterare volume e concentrazione e rendere il risultato meno affidabile.

Quali fattori possono alterare i risultati dello spermiogramma?

Stress, febbre, infezioni in atto, alcune terapie farmacologiche e un’astinenza non corretta possono influenzare i valori. Per questo si raccomanda di seguire le indicazioni di preparazione ed eventualmente ripetere l’esame.

Lo spermiogramma da solo basta a diagnosticare l’infertilità?

No. È l’esame di riferimento per la fertilità maschile, ma un solo referto non è sufficiente. Va integrato con la valutazione clinica e, quando serve, con approfondimenti come esami ormonali, ecografie o test genetici, di norma su indicazione di un andrologo.

A chi rivolgersi se i valori sono alterati?

Allo specialista in andrologia, che valuta il referto nel quadro clinico e stabilisce eventuali approfondimenti. Se le alterazioni incidono sulla capacità di concepire, si può valutare un percorso di procreazione medicalmente assistita in base al caso.

Autore
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Dott.ssa Priscilla Andrade

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore della Riproduzione Assistita, la Dott.ssa Priscilla Andrade unisce una solida formazione accademica a una profonda vocazione per l’assistenza personalizzata.
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Data di pubblicazione
13 Aprile 2023
Data di aggiornamento
24 Luglio 2026

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