Gravidanza e infertilità maschile

1 Novembre 2022

Quando una coppia decide di cercare una gravidanza, potrebbe non riuscire subito nel proprio intento. Ciò potrebbe essere dovuto a una condizione di infertilità nella donna, oppure all’infertilità maschile. Stando alle statistiche, l’infertilità maschile riguarda circa il 15% degli uomini ed è sempre più diffusa tra i giovani. La differenza tra l’infertilità e la sterilità è che, in quest’ultima, gli spermatozoi possono essere totalmente assenti (azoospermia) o insufficientemente presenti (cripto-azoospermia) nel liquido seminale. Altre due situazioni sono l’assenza di eiaculazione (aspermia) o la morte degli spermatozoi presenti nel liquido seminale (necrozoospermia).

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I sintomi

Generalmente, i sintomi dell’infertilità maschile non sono rilevabili dall’individuo, tranne in alcune sindromi specifiche, come il varicocele. Nel varicocele, infatti, l’uomo potrebbe avvertire una sensazione di fastidio oppure di “peso” al livello dello scroto. La diagnosi di infertilità maschile viene fatta solitamente attraverso lo spermiogramma. Questo esame deve essere effettuato dopo che ci si è astenuti dai rapporti sessuali per almeno 3-5 giorni. Bisogna valutare due campioni di sperma in circa due mesi per avere un quadro completo.

Attraverso lo spermiogramma è possibile valutare lo sperma e gli spermatozoi, tenendo conto di valori come: il pH, il volume, la viscosità, la motilità e la morfologia. Successivamente, possono essere effettuati dei test relativi al DNA degli spermatozoi (test TUNEL, SCSA, HALO) oppure il MAR-Test che valuta se sono presenti anticorpi anti-spermatozoi sugli spermatozoi stessi. Potrebbe essere necessario anche sottoporsi ad analisi genetiche oppure a un ecocolordoppler scrotale, per valutare la vascolarizzazione.

 

Infertilità maschile: quali sono le cause

Tra le cause dell’infertilità maschile possiamo includere le cause genetiche. Uno sviluppo non totale dei testicoli, infatti, generalmente è provocato da cause genetiche (si evidenzia già nel feto) e, di conseguenza, avviene una scarsa produzione di spermatozoi. Un’altra causa è il criptorchidismo, che indica la mancata discesa dei testicoli. Questa situazione si verifica nel primo anno di vita del bambino e può essere risolta con un intervento chirurgico. Tuttavia, i testicoli non riescono a riprendere una totale funzionalità. Anche le infezioni e le infiammazioni delle vie seminali possono causare infertilità.

Tra le cause transitorie di infertilità, possiamo inserire anche la febbre. Dopo aver avuto la febbre, la propria fertilità potrebbe essere ridotta per 60-180 giorni. Un’altra causa, che abbiamo già accennato prima, è il varicocele. Si tratta di un ingrandimento delle vene dei testicoli, che può creare danni al DNA degli spermatozoi. Anche la disfunzione erettile può causare infertilità, dal momento che non vengono eiaculati spermatozoi. Traumi diretti ai testicoli, alcuni farmaci e interventi chirurgici specifici, possono ridurre la funzionalità degli spermatozoi. Attenzione anche allo stile di vita. Una vita sedentaria, il fumo, l’alcol, il sovrappeso, l’obesità e un’alimentazione scorretta possono danneggiare gli spermatozoi. Ci sono poi dei casi in cui non è possibile individuare una causa specifica di infertilità.

 

Come si può trattare l’infertilità maschile

Il trattamento dell’infertilità maschile dipende dalla corretta individuazione della causa. Nei casi in cui non si riesce a identificare la causa dell’infertilità, non è nemmeno possibile procedere con una terapia efficacie. Nel caso in cui l’infertilità sia causata da disturbi ormonali, una corretta terapia ormonale può risolvere la situazione. In alcuni casi meno gravi, l’assunzione di antiossidanti come la vitamina C, la vitamina E e la carnitina, può risultare risolutiva. In caso di varicocele, il trattamento prevede un intervento chirurgico.

Solitamente si riesce ad ottenere un concepimento in maniera naturale entro nove mesi dalla procedura chirurgica. In altri casi, invece, è necessario ricorrere a procedure di procreazione medicalmente assistita (PMA). Se non ci sono spermatozoi nel liquido seminale, non è detto che questi non vengano prodotti per niente. Di conseguenza, possono essere prelevati in altri punti dell’apparto riproduttivo e poi impiantati.

Una tecnica di procreazione è la ICSI (Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), che permette di fecondare direttamente un ovocita con lo spermatozoo. Se invece si decide di ricorrere alla FIVET, la fecondazione in vitro, viene utilizzata un’apposita piastra preparata con un terreno di coltura per accogliere gli ovociti e gli spermatozoi. Gli spermatozoi e gli ovociti vengono opportunamente prelevati e controllati, per verificare che siano adatti alla fecondazione. Una volta messi sulla piastra, lo spermatozoo riuscirà a fecondare direttamente l’ovocita. Tra gli ovociti fecondati, poi, si sceglie quale sia l’embrione geneticamente migliore e viene impiantato nell’utero.

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

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