Cos’è l’isterosalpingosonografia
L’isterosalpingosonografia, chiamata anche sonoisterosalpingografia o SIS, è una procedura diagnostica che unisce due valutazioni in un unico esame. Da un lato studia la cavità uterina, per rilevare la presenza di polipi, fibromi sottomucosi, aderenze o malformazioni; dall’altro verifica la pervietà delle tube di Falloppio, cioè se il liquido introdotto riesce a percorrerle fino a fuoriuscire nella cavità addominale.
L’esame si basa su un’ecografia transvaginale. Un catetere sottile viene inserito attraverso il collo dell’utero e vi si inietta lentamente il mezzo di contrasto ecografico. Il ginecologo segue sullo schermo il percorso del liquido: se le tube sono aperte, il fluido le attraversa e si distribuisce nella pelvi; se sono chiuse, il liquido si arresta e permette di localizzare l’ostruzione.
Presso Fertilab Barcelona questa tecnica sostituisce la radiografia con mezzo di contrasto iodato, riducendo l’esposizione a radiazioni ionizzanti e il rischio di reazioni allergiche legate al contrasto radiologico.
Differenza tra isterosalpingosonografia e isterosalpingografia
I due esami hanno lo stesso obiettivo, studiare tube e cavità uterina, ma usano tecnologie diverse. È utile chiarire la distinzione perché i termini vengono spesso confusi.
L’isterosalpingografia (HSG) è un esame radiologico: utilizza i raggi X e un mezzo di contrasto iodato, che viene iniettato nell’utero mentre si acquisiscono immagini radiografiche. Il contrasto rende visibile il percorso del liquido lungo le tube sulle lastre.
L’isterosalpingosonografia usa invece l’ecografia. Il mezzo di contrasto è una soluzione salina sterile, spesso arricchita con microbolle di aria o con un gel ecogeno, e il passaggio del liquido viene osservato in diretta con la sonda transvaginale, senza radiazioni.
Le principali differenze pratiche sono queste:
- Radiazioni: l’HSG espone a raggi X, la versione ecografica no.
- Mezzo di contrasto: iodato nell’HSG, soluzione fisiologica sterile o gel nell’isterosalpingosonografia, con un rischio inferiore di reazioni allergiche.
- Modalità di visualizzazione: immagini radiografiche statiche nell’HSG, osservazione ecografica in tempo reale nell’isterosalpingosonografia.
A cosa serve
L’esame rientra tra le indagini di primo livello nello studio dell’infertilità femminile. Le tube di Falloppio sono il luogo in cui l’ovocita, dopo l’ovulazione, incontra gli spermatozoi: se sono ostruite o danneggiate, la fecondazione naturale diventa difficile o impossibile. Verificarne la pervietà è quindi un passaggio importante per capire le cause di una mancata gravidanza. In una quota di casi uno spasmo temporaneo della tuba può simulare un’ostruzione, motivo per cui l’esito va sempre interpretato dal ginecologo.
Nelle tube di Falloppio l’ovocita rilasciato a ogni ciclo attende di essere fecondato. Se la fecondazione avviene, lo zigote risale verso l’utero, dove prosegue lo sviluppo della gravidanza. Diverse condizioni possono compromettere questa funzione:
- Ostruzione totale o parziale delle tube
- Salpingite, cioè infiammazione delle tube
- Idrosalpinge, dilatazione dovuta all’accumulo di liquido
- Piosalpinge, accumulo di pus all’interno della tuba
- Aderenze pelviche
- Malformazioni uterine o tubariche
Oltre allo studio delle tube, l’esame consente di individuare alterazioni della cavità uterina, come polipi endometriali, fibromi sottomucosi o setti uterini, che possono a loro volta interferire con l’inizio di una gravidanza. Quando serve un approfondimento della cavità, il ginecologo può indicare un’isteroscopia. Le informazioni raccolte aiutano il ginecologo a orientare il percorso diagnostico e le eventuali indicazioni terapeutiche.
Come si svolge l’esame
L’isterosalpingosonografia è una procedura ambulatoriale che non richiede ricovero né anestesia generale. Nella maggior parte dei casi dura circa 30 minuti.
Si esegue in genere nella prima fase del ciclo mestruale, la fase follicolare, indicativamente tra l’ottavo e il tredicesimo giorno, quando le perdite mestruali sono terminate e non si è ancora in fase ovulatoria. Questo intervallo riduce il rischio di eseguire l’esame in presenza di una gravidanza iniziale e offre una migliore visualizzazione della cavità uterina.
Il percorso tipico dell’esame prevede alcuni passaggi:
1. La donna si posiziona come per una comune visita ginecologica.
2. Il medico esegue una prima ecografia transvaginale di riferimento.
3. Attraverso il collo dell’utero viene inserito un catetere sottile e morbido.
4. Dal catetere si inietta lentamente il mezzo di contrasto ecografico.
5. Il ginecologo osserva in tempo reale la distensione della cavità uterina e il passaggio del liquido lungo le tube.
Al termine il catetere viene rimosso e la donna può tornare alle proprie attività, salvo diverse indicazioni del medico.
È dolorosa?
Nella maggior parte dei casi l’isterosalpingosonografia provoca un fastidio di grado lieve o moderato, non un dolore intenso. La sensazione più comune è simile a crampi mestruali, dovuti alla distensione dell’utero causata dal liquido. Il disagio tende a diminuire rapidamente al termine della procedura.
L’esame non richiede anestesia. In alcuni casi il ginecologo può consigliare l’assunzione di un antidolorifico o antispastico poco prima dell’appuntamento per rendere la procedura più confortevole. La percezione del fastidio varia da persona a persona e dipende anche dalla presenza di eventuali ostruzioni tubariche.
Preparazione e controlli preliminari
Prima dell’esame viene di norma richiesta l’esecuzione di tamponi vaginali e cervicali con esito negativo, per escludere infezioni in atto che potrebbero essere diffuse durante la procedura. È importante segnalare al medico eventuali allergie, terapie in corso e la data dell’ultima mestruazione.
Poiché l’esame va programmato nella prima parte del ciclo, l’appuntamento viene fissato in base al calendario mestruale. In alcuni casi può essere consigliato l’uso di un antidolorifico prima dell’esame. Le indicazioni specifiche vengono fornite dal centro che esegue la procedura.
Cosa aspettarsi dopo l’esame
Dopo l’isterosalpingosonografia sono comuni piccole perdite vaginali, in parte di liquido introdotto durante l’esame e in parte ematiche, che si risolvono in genere nell’arco di uno o due giorni. Possono persistere per breve tempo lievi crampi simili a quelli mestruali.
Nella maggior parte dei casi si può riprendere la normale attività quotidiana subito dopo. È utile seguire le indicazioni del ginecologo riguardo alla ripresa dei rapporti sessuali e all’uso di eventuali assorbenti nelle ore successive.
Il possibile effetto sulla fertilità
In letteratura è stato osservato che, dopo lo studio della pervietà tubarica con mezzo di contrasto, in alcune donne la probabilità di gravidanza nei mesi successivi risulta aumentata. Questo effetto, talvolta descritto come “effetto terapeutico” o di lavaggio tubarico, è stato documentato in particolare per l’isterosalpingografia eseguita con mezzo di contrasto oleoso.
Si tratta di un’osservazione che va interpretata con cautela: non trasforma un esame diagnostico in un trattamento per l’infertilità, e la sua entità dipende da numerosi fattori individuali. L’isterosalpingosonografia rimane prima di tutto un esame diagnostico, il cui scopo è valutare tube e cavità uterina. Eventuali indicazioni terapeutiche vengono definite dal ginecologo in base al quadro complessivo.
Quando aspettare per i rapporti
Le indicazioni sulla ripresa dei rapporti sessuali dopo l’esame vengono fornite dal ginecologo e dipendono dalle caratteristiche della procedura eseguita e dal singolo caso. In genere, in presenza di piccole perdite, può essere consigliato attendere qualche giorno, il tempo necessario perché si risolvano. È sempre preferibile seguire le indicazioni personalizzate del medico che ha eseguito o prescritto l’esame.
Controindicazioni
L’isterosalpingosonografia non va eseguita in alcune situazioni, tra cui:
- Gravidanza in atto o sospetta, motivo per cui l’esame si programma nella prima fase del ciclo
- Infezione pelvica in fase acuta, che rappresenta una controindicazione temporanea
- Perdite ematiche in corso al momento previsto per l’esame
La valutazione dell’idoneità all’esame spetta sempre al ginecologo, che considera la storia clinica e gli esiti dei controlli preliminari.
Domande frequenti sull’isterosalpingosonografia
Come si svolge un’isterosalpingografia?
Sia l’isterosalpingografia sia l’isterosalpingosonografia si svolgono in ambulatorio, senza anestesia generale. Si inserisce un catetere sottile attraverso il collo dell’utero e si inietta un mezzo di contrasto: iodato con controllo radiografico nell’HSG, soluzione fisiologica sterile con controllo ecografico nell’isterosalpingosonografia. Il medico osserva il passaggio del liquido lungo le tube. L’esame dura in genere circa 30 minuti.
Qual è la differenza tra isterosalpingosonografia e isterosalpingografia?
L’isterosalpingografia (HSG) è un esame radiologico che usa raggi X e un mezzo di contrasto iodato. L’isterosalpingosonografia usa l’ecografia e una soluzione salina sterile o un gel, senza radiazioni e con un minor rischio di reazioni allergiche. L’obiettivo, valutare tube e cavità uterina, è lo stesso.
A cosa serve l’isterosalpingosonografia?
Serve a studiare la pervietà delle tube di Falloppio e la forma della cavità uterina, soprattutto nello studio dell’infertilità. Permette di individuare tube ostruite o pervie e anomalie uterine come polipi, fibromi sottomucosi, aderenze o setti.
Quanto è dolorosa l’isterosalpingografia?
In genere provoca un fastidio di grado lieve o moderato, simile a crampi mestruali, dovuto alla distensione dell’utero. Non richiede anestesia. Il disagio tende a ridursi rapidamente al termine dell’esame e, quando indicato, il medico può consigliare un antidolorifico da assumere prima della procedura.
In quale fase del ciclo si esegue?
Si esegue di norma nella prima parte del ciclo mestruale, indicativamente tra l’ottavo e il tredicesimo giorno, dopo la fine delle perdite mestruali. Questo intervallo riduce il rischio di eseguire l’esame in gravidanza e migliora la visualizzazione della cavità uterina.
Quanto dura l’esame?
La procedura dura in genere circa 30 minuti ed è ambulatoriale. Non richiede ricovero né anestesia generale.
Serve una preparazione particolare?
Di norma vengono richiesti tamponi vaginali e cervicali negativi per escludere infezioni in atto. L’appuntamento viene programmato nella prima fase del ciclo. In alcuni casi il medico può consigliare un antidolorifico prima dell’esame. È utile segnalare allergie, terapie in corso e la data dell’ultima mestruazione.
Cosa succede dopo l’esame?
Sono comuni piccole perdite vaginali e lievi crampi, che si risolvono in genere entro uno o due giorni. Nella maggior parte dei casi si riprende subito la normale attività quotidiana, seguendo le indicazioni del ginecologo.
Aumenta la probabilità di rimanere incinta dopo l’esame?
La letteratura segnala che, dopo lo studio delle tube con mezzo di contrasto, in alcune donne la probabilità di gravidanza nei mesi successivi può risultare aumentata, effetto documentato in particolare per l’isterosalpingografia con contrasto oleoso. Va interpretato con cautela: l’esame resta prima di tutto diagnostico e non sostituisce un trattamento per l’infertilità.
Quanto aspettare per avere rapporti dopo un’isterosalpingografia?
Le indicazioni dipendono dal singolo caso e dalla procedura eseguita. In presenza di piccole perdite può essere consigliato attendere qualche giorno, il tempo necessario perché si risolvano. È preferibile seguire le indicazioni personalizzate del ginecologo.
Ci sono controindicazioni?
L’esame non si esegue in caso di gravidanza in atto o sospetta, di infezione pelvica in fase acuta o di perdite ematiche in corso. La valutazione dell’idoneità spetta al ginecologo, sulla base della storia clinica e dei controlli preliminari.
L’esame conferma se le tube sono pervie?
L’esame consente di verificare se il mezzo di contrasto attraversa le tube e fuoriesce nella cavità addominale, indice di pervietà, oppure se si arresta, segnalando una possibile ostruzione. L’interpretazione dei risultati e gli eventuali approfondimenti sono definiti dal ginecologo. Puoi approfondire il tema della ostruzione delle tube e fertilità e delle cause più frequenti di infertilità.
