Cosa sono i polipi uterini?

24 Dicembre 2022

I polipi cervicali ed endometriali nelle donne sono una patologia benigna che si può sviluppare al livello della cervice uterina o dell’endometrio. Si tratta di escrescenze simili ad un tumore, che possono variare per dimensione e forma. In genere, si manifestano come un accumulo di cellule anomale all’interno della cavità uterina e possono causare forti dolori pelvici, sanguinamento vaginale o aumento della frequenza delle mestruazioni. Se lasciati senza trattamento, possono portare a gravidanze ectopiche o infertilità.

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Per questo motivo è importante che le donne vadano regolarmente dal ginecologo per controllare la presenza di polipi nell’utero. Questa patologia può essere curata attraverso l’ablazione mediante laser, la conizzazione o l’asportazione chirurgica della massa tumorale. I polipi uterini sono una problematica con cui tutte le donne possono essere confrontate.

Sebbene possano sembrare spaventosi, i polipi uterini non rappresentano necessariamente una patologia grave e possono essere trattati in modo efficace. Una diagnosi accurata può aumentare le possibilità di trattare efficacemente il problema prima che diventi serio.

Inoltre, la cura di un polipo uterino precocemente diagnosticato consente alle donne di vivere con maggiore tranquillità sapendo che sono monitorati e tenuti sotto controllo nel caso in cui si presentasse qualche complicazione. Ecco tutto quello che devi sapere sui polipi all’utero e sul loro trattamento.

 

Polipi uterini, di cosa si tratta

I polipi uterini sono tumori benigni che possono svilupparsi al livello della cervice o dell’endometrio. Sono estensioni simili a escrescenze e possono variare in forma, dimensione e consistenza.

Sebbene di solito non rappresentino un pericolo, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico se si ha il sospetto di soffrire di questa patologia. È importante ricordare che i polipi uterini non pregiudicano la capacità riproduttiva della donna e nemmeno l’infertilità.

I polipi cervicali sono più frequentemente causati da infezioni virali come HPV (papilloma virus), Herpes Simplex virus 1 e 2 o clamidia, ma anche da fattori ormonali come l’assunzione di contracettivi orali. I polipi endometriali possono essere inoltre causati da squilibri ormonali o da una dieta scorretta, ricca di grassi saturi.

 

La causa dei polipi uterini

I fattori di rischio per i polipi uterini possono essere divisi in due categorie: quelli legati alla predisposizione genetica (ereditarietà) e quelli legati allo stile di vita. La predisposizione genetica può contribuire a una maggiore suscettibilità allo sviluppo dei polipi endometriali, poiché di recente sono stati identificati alcuni marcatori genetici associati con essi.

Inoltre, alcune malattie croniche come l’obesità, il diabete e l’ipertensione arteriosa possono aumentare la probabilità che si verifichi una lesione poliposa uterina. Un altro fattore importante è rappresentato dall’utilizzo prolungato di contraccettivi orali ed estrogenici. Infatti, le donne che assumono tali farmaci per diversi anni hanno un maggior rischio di sviluppare i polipi endometriali rispetto alle donne che non li assumono. Infine, anche l’età avanzata sembra essere un importante predittore del rischio.

I polipi uterini possono svilupparsi in diversi modi, ma una delle cause più comuni è l’esposizione prolungata agli ormoni estrogeni. Un disequilibrio di questo importante ormone può causare la formazione di polipi sul rivestimento dell’utero. Un’altra causa comune è quella che riguarda le infezioni da virus o batteriche che possono danneggiare l’area dell’utero e provocare l’insorgenza di tumori benigni. Inoltre, alcuni fattori di rischio ambientali come l’inquinamento atmosferico e i prodotti chimici industrializzati possono aumentare il rischio della comparsa della malattia.

 

 

Sintomi e segni

I sintomi dei polipi uterini possono variare in base alla loro posizione all’interno dell’utero. Tuttavia, alcuni dei sintomi più comuni che le donne possono sperimentare includono:

  • sanguinamento vaginale anormale;
  • dolori addominali o pelvici;
  • scariche vaginali di colore marrone;
  • sensazione di avere un corpo estraneo nell’utero;
  • problemi urinari come frequenza, difficoltà a urinare e minzione dolorosa.

In alcuni casi, i polipi uterini non provocano alcun sintomo ed è per questo motivo che può essere importante effettuare periodicamente esami ginecologici di routine.

In tal modo, i polipi uterini possono essere individuati prima che diventino troppo grandi o provochino complicazioni più serie. Nella maggior parte dei casi, non causano sintomi ma in alcune donne possono provocare dolore pelvico, perdite vaginali insolitamente abbondanti o emorragie anomale. La diagnosi precoce è fondamentale per trattare i polipi in modo tempestivo prima che si trasformino in un tumore più grave.

L’ecografia transvaginale è l’esame più comune usato per diagnosticare i polipi dell’utero. Inoltre, un esame chiamato isteroscopia può essere utilizzato per visualizzarli direttamente dall’interno dell’utero e fornire informazioni più dettagliate sulla loro posizione e dimensione.

 

Fattori di rischio

Esiste un fattore di rischio per i polipi uterini? La risposta è sì! Alcuni fattori che possono aumentare la probabilità di sviluppare polipi uterini sono il passaggio dell’età, l’obesità, l’assunzione di farmaci come gli ormoni estrogenici, l’iperplasia endometriale e una storia personale o familiare di polipi uterini.

Inoltre, le donne con una maggiore esposizione a certi tipi di prodotti chimici industriali hanno anche maggiori probabilità di sviluppare questa condizione. Se credete di rientrare in queste categorie, è importante informarsene e discutere con il medico della situazione.

Per prevenire i polipi uterini cercate sempre di mantenervi in buona salute attraverso una dieta equilibrata ed esercizio regolare.

 

 

Diagnosi di polipi uterini

La diagnosi di poliposi uterina con ecografia è una procedura non invasiva e sicura, utilizzata per rilevare eventuali anomalie dell’utero. Può essere effettuata con tecnologia a ultrasuoni ed è in grado di rilevare la presenza di polipi all’interno dell’utero.

La procedura prevede l’insufflazione di gel sul ventre del paziente, dopodiché un sondino viene posizionato sulla superficie esterna dell’addome e vengono trasmessi ultrasuoni attraverso la pelle. Gli ultrasuoni producono immagini che mostrano chiaramente se ci sono o meno polipi all’interno dell’utero; inoltre, possono anche avere utilità nella valutazione delle caratteristiche tessutali delle strutture uterine.

L’ecografia è considerata un test efficace per confermare la diagnosi di poliposi uterina ed è fondamentale per fornire le cure più appropriate al paziente. Dopo l’ecografia, può essere necessario procedere con altri test come la laparoscopia, l’isteroscopia, la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata (TC) per confermare la presenza dei polipi e identificarne le dimensioni e l’eventuale estensione.

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva che consente al medico d’ispezionare direttamente il bacino femminile. L’isteroscopia è invece una tecnica endoscopica che prevede l’inserimento dell’isteroscopio nell’utero per visualizzare direttamente i polipi presenti all’interno del canale cervicale o nella cavità uterina. La risonanza magnetica (RMN) fornisce immagini dettagliate degli organi pelvici mentre la TC mostra segnali più deboli ma a livello maggiore di dettaglio rispetto ad altri metodi come ecografia ed RMN.

Anche se a molte donne incute paura, l’isteroscopia è un esame diagnostico endoscopico che utilizza un isteroscopio, uno strumento tubolare sottile inserito attraverso la vagina nella cavità uterina.

L’isteroscopio si collega a un monitor video per visualizzare le immagini dell’interno dell’utero. Un anestetico locale può essere somministrato per garantire comfort durante l’esame. Durante l’esame, il medico può applicare strumenti chirurgici miniaturizzati o altri materiali attraverso l’isteroscopio per rimuovere polipi o prelevare alcuni campioni di tessuto come biopsie e citologia cervicale.

Generalmente, l’intervento dura da 5 a 10 minuti ma può richiedere più tempo se necessario. Terminata la procedura, il paziente verrà rilasciato lo stesso giorno con indicazioni su come gestire i sintomi dopo l’esame.

 

 

I rischi associati ai polipi uterini

La diagnosi di poliposi uterina può comportare alcuni rischi per la salute. Sebbene l’ecografia sia un modo affidabile e