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Le cause più frequenti di infertilità maschile e femminile

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Per alcune coppie, la ricerca di una gravidanza può diventare un percorso un po’ più difficile a causa dei problemi di infertilità, sia maschile che femminile. Secondo le statiche dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, circa il 15% delle coppie ha problemi di infertilità, che riguarda in percentuale più o meno equa sia gli uomini che le donne. Nel 20% dei casi, poi, le difficoltà di concepimento riguardano una combinazione di fattori che riguardano entrambi i partner e si parla di “sterilità combinata”.

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Quando si parla di problemi di fertilità o di sterilità, comunque, non bisogna pensare ad una impossibilità totale di concepire o di diventare genitori. Per prima cosa e per capire come precedere, è bene valutare la situazione e capire quali sono le cause più frequenti di infertilità maschile e femminile. Ci sono poi dei casi in cui (il 10/20% circa) non si riesce a individuare la causa precisa dei problemi di fertilità e si parla di sterilità di origine sconosciuta.

Sterilità femminile: quali sono le cause più frequenti

Le cause più frequenti di infertilità o sterilità femminile sono varie. Ci sono dei fattori che sono reversibili, come quelli relativi ad alterazioni anatomiche, che possono essere corretti e risolti con un intervento chirurgico. Per avere una gravidanza è importante che l’ovulo sia di alta qualità e ciò è correlato con l’età della donna.

Più l’età di una donna è avanzata, minore sarà la qualità dei suoi ovociti. Per questo riguarda le cause di infertilità della donna, esse possono essere a carico di qualsiasi componente dell’apparato riproduttivo femminile (quindi ovaie, utero, tube di Falloppio e cervice).

Le cause ovariche racchiudono tutte quelle situazioni di assenza di ovulazione. La mancata ovulazione generalmente è dovuta a problematiche ormonali, per una loro mancanza o un loro eccesso di produzione, dovute a: anovulazione, insufficienza ovarica, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o menopausa precoce (menopausa che insorge prima dei 40 anni).

Le cause uterine generalmente provocano infertilità e non sterilità. Solitamente sono dovute ad alterazioni anatomiche a carico dell’utero, sia congenite che acquisite. Queste alterazioni anatomiche possono causare aborti ripetuti. Tra le cause congenite si trovano le malformazioni uterine come la duplicazione parziale o completa dell’utero. Tra le cause acquisite si trovano miomi, polipi, endometrite e sinechie.

Le cause tubariche riguardano le tube di Falloppio (o trombe di Falloppio o salpingi). Le tube sono fondamentali per consentire l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita e, di conseguenza, il concepimento. Pertanto, un’anomalia a carico delle trombe porta a problemi di fertilità. Tra le cause ci sono: assenza delle tube, ostruzione delle tube e salpingite (infiammazione delle salpingi).

Le cause cervicali riguardano invece il collo dell’utero e che rendono quindi difficile l’avanzamento degli spermatozoi. Esse possono essere: stenosi del collo dell’utero (riduzione del lume dovuta a polipi o cisti) o interventi di chirurgia pregressa.

Possono esserci poi dei fattori genetici e delle anomalie cromosomiche che portano a ripetuti aborti spontanei.

 

Sterilità maschile: quali sono le cause più frequenti

Anche le cause di infertilità o sterilità maschile sono di vario tipo. Tra questo è possibile trovare: fattori genetici, fattori anatomici, fattori ambientali o altre malattie.

Il fattore genetico riguarda generalmente delle anomalie a carico dello sperma dovute a: sindrome di Klinefelter, fibrosi cistica, ecc. Nella maggior parte dei casi, però, non vengono riscontrate cause specifiche e si ipotizza che ciò sia dovuto a mutazioni del cromosoma Y.

Le cause anatomiche riguardano alterazioni o disturbi che impediscono o bloccano parzialmente o in parte il passaggio del liquido seminale e quindi degli spermatozoi. Alcune anomalie possono essere congenite, e quindi presenti già dalla nascita, oppure acquisite successive a infezioni, traumi o cicatrici successive a interventi chirurgici a carico dell’apparato urogenitale.

Le cause ambientali riguardano abitudini di vita scorrette che vanno a compromettere la quantità e la qualità dello sperma come: consumo di tabacco, alcol o droghe.

Ci sono poi altre malattie che possono insorgere nell’arco della vita e che possono compromettere la fertilità come la parotite (i cosiddetti “orecchioni”), le disfunzioni ormonali e altre.

 

Come risolvere problemi di fertilità: la procreazione medicalmente assistita

La scoperta di un problema di fertilità o di sterilità può spaventare alcune persone o far insorgere dei timori relativi all’impossibilità di poter concepire e di avere un bambino. Per avere una gravidanza è possibile quindi ricorrere alla procreazione medicalmente assistita (o PMA), un insieme di procedure mediche che servono proprio a poter concepire quando non ci si riesce tramite rapporto sessuale. Tra queste tecniche si trovano l’inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro (FIVET).

L’inseminazione artificiale è il metodo “più semplice” di fecondazione assistita perché prevede l’inserimento dello sperma direttamente nell’utero della donna tramite una cannula. Rispetto ai rapporti sessuali ha una percentuale di successo maggiore ed è anche più vantaggiosa. Questo perché i campioni di seme vengono raccolti, poi studiati e preparati in laboratorio, selezionando lo sperma di più alta qualità.

Inoltre, seguendo il normale ciclo della donna, la fecondazione avviene contemporaneamente all’ovulazione, oppure viene eseguita la stimolazione ovarica sulla partner femminile per aumentare la maturazione degli ovociti. Infatti, durante ogni ciclo mestruale, un solo ovocita matura, mentre gli altri si decompongono e vengono “persi. Attraverso la stimolazione ovarica, questi ovuli vengono “salvati” e si possono ottenere anche 8/10 ovociti maturi.

Con la fecondazione in vitro, invece, la fecondazione viene eseguita in laboratorio su piastre di coltura opportunamente preparate e controllate. Gli ovociti della partner femminile e lo sperma del partner maschile vengono raccolti e portati in laboratorio. Tra gli embrioni formati, vengono selezionati i migliori e trasferiti nell’utero della donna (di solito un embrione alla volta, ma non c’è limite al numero totale). Una volta completate, in entrambe le procedure, circa due settimane dopo, può essere eseguito un test di gravidanza.

Entrambe queste tecniche possono essere effettuate anche tramite “fecondazione eterologa”, ovvero utilizzando il gamete di un donatore (quindi o ovulo o sperma). In caso di utilizzo di un ovulo da donatrice, si parla di ovodonazione e la procedura è pressocché la stessa, ma la donna viene solamente sottoposta alla preparazione dell’endometrio e non a tutto il processo necessario per il pick-up degli ovuli.

Autore
Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
13 Aprile 2023
Data di aggiornamento
17 Novembre 2023

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