Isteroscopia e fertilità: a cosa serve e quando farla

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

L’isteroscopia è un esame che permette di osservare direttamente l’interno della cavità uterina attraverso un’ottica sottile e illuminata, l’isteroscopio, inserito attraverso la vagina e il collo dell’utero. Nello studio della fertilità serve a individuare e correggere anomalie come polipi, fibromi sottomucosi, aderenze, setto uterino ed endometrite cronica, che possono ostacolare l’impianto dell’embrione. Rimuovere queste alterazioni rende la cavità uterina più ricettiva e può migliorare le probabilità di gravidanza. Può essere diagnostica, quando serve solo a esaminare l’utero, oppure operativa, quando tratta nello stesso momento le anomalie riscontrate.

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Cos’è l’isteroscopia

L’isteroscopia è una procedura ginecologica poco invasiva che consente al medico di guardare dentro l’utero senza incisioni. L’isteroscopio è un tubo sottile dotato di una telecamera e di una fonte di luce: viene introdotto attraverso il canale vaginale e cervicale fino alla cavità uterina, che viene distesa con un liquido o un gas per visualizzarne bene le pareti. Le immagini vengono trasmesse su un monitor, così il ginecologo può esaminare l’endometrio e il collo dell’utero in tempo reale.

Rispetto ad altri esami, come l’ecografia, l’isteroscopia offre una visione diretta dell’interno dell’utero e individua anomalie che non sempre risultano visibili con le tecniche di imaging. Per questo rientra tra gli esami di riferimento sia nella diagnosi sia nel trattamento delle condizioni uterine, con un ruolo specifico nello studio dell’infertilità femminile.

Isteroscopia diagnostica e isteroscopia operativa

L’isteroscopia può avere due finalità distinte, che spesso si combinano nella stessa seduta.

L’isteroscopia diagnostica serve a esplorare la cavità uterina e a identificare eventuali irregolarità strutturali, come polipi, fibromi, aderenze o malformazioni. Viene usata anche per confermare i risultati di altri accertamenti, come un’ecografia o un’isterosalpingografia, l’esame che verifica se le tube di Falloppio sono pervie.

L’isteroscopia operativa (o chirurgica) tratta le anomalie individuate durante la fase diagnostica. Con strumenti dedicati il medico può rimuovere polipi, fibromi sottomucosi o aderenze, oppure correggere un setto uterino. Il vantaggio è la possibilità di diagnosticare e intervenire nello stesso atto, evitando un secondo accesso in sala operatoria. L’asportazione di un polipo si chiama polipectomia isteroscopica, quella di un fibroma miomectomia isteroscopica.

A cosa serve l’isteroscopia nello studio della fertilità

Nel percorso di studio dell’infertilità l’isteroscopia serve a valutare lo stato della cavità uterina e a trattare le condizioni che possono ridurre le probabilità di concepimento o interferire con l’impianto dell’embrione. Le principali sono:

  • Polipi uterini: neoformazioni benigne dell’endometrio che possono ostacolare l’impianto. Ne parliamo in modo approfondito nella pagina dedicata ai polipi uterini.
  • Fibromi sottomucosi (o miomi sottomucosi): formazioni benigne che si sviluppano verso la cavità uterina e possono deformarla, interferendo con l’annidamento dell’embrione. Trovi un approfondimento nella pagina dedicata ai fibromi e la gravidanza.
  • Aderenze intrauterine (sindrome di Asherman): bande di tessuto cicatriziale che si formano all’interno dell’utero, alterano il flusso mestruale e possono causare infertilità. L’isteroscopia consente di localizzarle e rimuoverle.
  • Setto uterino: una malformazione congenita in cui una banda di tessuto divide parzialmente la cavità uterina e può essere corretta per via isteroscopica con un intervento di metroplastica. Ne parliamo nel dettaglio nella pagina sull’utero setto e i suoi effetti sulla gravidanza.
  • Endometrite cronica: un’infiammazione persistente dell’endometrio che può ostacolare la gravidanza. L’isteroscopia permette di osservarne i segni diretti e di eseguire una biopsia endometriale mirata per confermare la diagnosi.

L’esame è utile anche per chiarire la causa di aborti spontanei ripetuti (poliabortività), talvolta legati a difetti dell’annidamento, per localizzare un dispositivo intrauterino (IUD) dislocato e per confermare anomalie sospettate con altri esami. Anche l’iperplasia endometriale, un ispessimento eccessivo dell’endometrio, può essere valutata in questo contesto.

Isteroscopia, infertilità e fallimento dell’impianto

Un embrione, anche di buona qualità, ha bisogno di un utero ricettivo per annidarsi. Quando la cavità uterina presenta polipi, fibromi sottomucosi, aderenze o segni di infiammazione, l’ambiente in cui dovrebbe avvenire l’impianto risulta alterato. Questo aiuta a spiegare perché l’isteroscopia venga spesso proposta dopo ripetuti fallimenti dell’impianto o in caso di infertilità senza una causa apparente.

Individuare e correggere queste anomalie migliora le condizioni della cavità uterina e ottimizza l’ambiente endometriale, rendendolo più adatto ad accogliere l’embrione. Il fallimento dell’impianto ha spesso più cause concomitanti: puoi approfondirle nella pagina dedicata alle principali cause di fallimento dell’impianto.

Come si svolge l’isteroscopia

L’isteroscopia si esegue in genere in regime ambulatoriale o di day hospital e non richiede un ricovero notturno. La procedura diagnostica viene spesso effettuata senza anestesia. In alcuni casi si ricorre a un’anestesia locale per intorpidire il collo dell’utero, mentre l’anestesia generale può essere proposta quando è previsto un trattamento operativo contestuale o quando la paziente preferisce essere addormentata.

Durante l’esame la paziente è distesa in posizione ginecologica. Il medico può inserire uno speculum per mantenere aperta la vagina, come nel Pap test, anche se non sempre è necessario. L’isteroscopio viene poi introdotto attraverso il canale cervicale fino alla cavità uterina, che viene distesa con un liquido, in genere soluzione fisiologica, per facilitare la visione, mentre la telecamera trasmette le immagini su un monitor.

Un’isteroscopia diagnostica dura in genere pochi minuti, spesso tra 5 e 10, mentre la procedura può arrivare fino a circa 30 minuti quando include un trattamento operativo. Si esegue di solito nella prima fase del ciclo, la fase follicolare, dopo la fine delle mestruazioni, quando l’endometrio è più sottile e la visualizzazione della cavità è migliore. Questa tempistica aiuta anche a escludere una gravidanza in corso.

L’isteroscopia è dolorosa

Nella maggior parte dei casi l’isteroscopia non è dolorosa. Durante l’introduzione dell’isteroscopio e la distensione dell’utero è possibile avvertire un fastidio simile ai crampi mestruali, che tende a esaurirsi in breve tempo. La percezione varia da persona a persona: alcune donne riferiscono solo un lieve disagio, altre un fastidio più marcato. Quando è prevista una procedura operativa o quando la paziente lo preferisce, si può ricorrere all’anestesia per rendere l’esame più confortevole.

Probabilità di gravidanza dopo l’isteroscopia

L’isteroscopia di per sé non è un trattamento per l’infertilità: incide sulle probabilità di gravidanza quando corregge una causa uterina che ostacolava il concepimento o l’impianto. Rimuovere un polipo, un fibroma sottomucoso o delle aderenze, oppure correggere un setto, può rendere la cavità uterina più ricettiva e favorire un percorso riproduttivo più efficace.

L’entità del beneficio dipende dalla condizione trattata, dall’età e dal quadro clinico complessivo della singola paziente, per cui non esiste una percentuale valida per tutti. Per conoscere i dati aggiornati sui percorsi di procreazione medicalmente assistita puoi consultare la pagina dei risultati clinici.

L’isteroscopia influenza la fertilità

L’isteroscopia non danneggia la fertilità. È una procedura poco invasiva che non compromette la capacità riproduttiva e, anzi, può migliorarla quando corregge un problema uterino. Individuando e trattando polipi, fibromi, aderenze, setti o segni di infiammazione, l’esame contribuisce a creare condizioni più favorevoli per una futura gravidanza.

Come ogni procedura, comporta un rischio contenuto di complicazioni, come un raro danno all’utero o al collo dell’utero, un sanguinamento più abbondante o un’infezione, motivo per cui viene eseguita solo quando i benefici attesi superano i rischi. Non è indicata durante la gravidanza o in presenza di un’infezione pelvica attiva.

Recupero e ripresa dei rapporti

La maggior parte delle donne riprende le normali attività quotidiane già il giorno successivo all’isteroscopia e in alcuni casi lo stesso giorno. Dopo un’anestesia generale può essere consigliabile riposare per qualche giorno. Nei giorni seguenti è normale avvertire crampi lievi, simili a quelli mestruali, e avere perdite ematiche modeste.

Per ridurre il rischio di infezione si consiglia in genere di evitare i rapporti sessuali per circa una settimana o comunque finché le perdite non si sono interrotte. Le indicazioni precise sui tempi vengono fornite dal medico in base al tipo di procedura eseguita, diagnostica o operativa.

Isteroscopia prima di una FIVET

Prima di un ciclo di fecondazione in vitro (FIVET) l’isteroscopia può essere proposta per verificare che la cavità uterina sia in condizioni ottimali ad accogliere l’embrione. Individuare e correggere in anticipo anomalie come polipi, fibromi sottomucosi o aderenze permette di preparare l’utero al transfer e di ridurre il rischio che un problema uterino comprometta l’impianto.

L’esame viene inserito nel percorso quando il quadro clinico lo rende opportuno, per esempio dopo ripetuti fallimenti dell’impianto o quando altri accertamenti hanno fatto sospettare un’alterazione della cavità uterina. La scelta di eseguire l’isteroscopia prima della FIVET viene valutata caso per caso dallo specialista.

Domande frequenti sull’isteroscopia

Che cos’è l’isteroscopia e come è correlata alla fertilità?

L’isteroscopia è una procedura poco invasiva che consente al ginecologo di osservare direttamente l’interno dell’utero tramite un’ottica sottile e illuminata, l’isteroscopio, inserito attraverso la vagina e il collo dell’utero. Nello studio della fertilità serve a individuare e trattare anomalie della cavità uterina, come polipi, fibromi sottomucosi, aderenze o setti, che possono ostacolare il concepimento o l’impianto dell’embrione.

Qual è la differenza tra isteroscopia diagnostica e operativa?

L’isteroscopia diagnostica serve solo a esaminare la cavità uterina e a individuare eventuali anomalie. L’isteroscopia operativa, o chirurgica, tratta direttamente quelle anomalie nello stesso atto, per esempio rimuovendo un polipo o un fibroma sottomucoso. Spesso le due fasi si combinano nella stessa seduta.

Qual è la probabilità di rimanere incinta dopo l’isteroscopia?

L’isteroscopia incide sulle probabilità di gravidanza quando corregge una causa uterina che ostacolava il concepimento o l’impianto, per esempio la rimozione di un polipo, di un fibroma o di aderenze. L’entità del beneficio dipende dalla condizione trattata, dall’età e dal quadro clinico, quindi non esiste una percentuale valida per tutte. Per i dati aggiornati puoi consultare la pagina dei risultati clinici.

L’isteroscopia può influenzare la fertilità femminile?

Sì, ma in senso favorevole. L’isteroscopia non danneggia la fertilità e non compromette la capacità riproduttiva. Al contrario, può migliorarla quando individua e corregge un problema uterino, come polipi, fibromi, aderenze o segni di infiammazione, rendendo la cavità uterina più ricettiva.

L’isteroscopia è dolorosa?

Nella maggior parte dei casi non è dolorosa. È possibile avvertire un fastidio simile ai crampi mestruali durante l’introduzione dell’isteroscopio e la distensione dell’utero, ma tende a esaurirsi in breve tempo. Quando è previsto un trattamento operativo o se la paziente lo preferisce, si può ricorrere all’anestesia.

Come si svolge l’isteroscopia e quanto dura?

Si esegue in regime ambulatoriale o di day hospital, con la paziente in posizione ginecologica. L’isteroscopio viene introdotto fino alla cavità uterina, distesa con un liquido, e trasmette le immagini su un monitor. La procedura diagnostica dura in genere pochi minuti, mentre quella operativa può arrivare fino a circa 30 minuti.

Dopo quanti giorni dall’isteroscopia diagnostica si possono avere rapporti?

In genere si consiglia di evitare i rapporti sessuali per circa una settimana o comunque finché le perdite ematiche non si sono interrotte, per ridurre il rischio di infezione. Le indicazioni precise dipendono dal tipo di procedura eseguita e vengono fornite dal medico.

Quali condizioni uterine si possono trattare con l’isteroscopia?

L’isteroscopia consente di individuare e, se necessario, trattare polipi uterini, fibromi sottomucosi, aderenze intrauterine (sindrome di Asherman), setto uterino, segni di endometrite cronica e dispositivi intrauterini dislocati. La loro rimozione o correzione può migliorare le condizioni della cavità uterina.

Chi non dovrebbe sottoporsi a isteroscopia?

L’isteroscopia non è indicata durante la gravidanza o in presenza di un’infezione pelvica attiva. Il medico valuta la storia clinica e lo stato di salute della paziente per stabilire se la procedura è appropriata, bilanciando benefici e rischi.

A cosa serve l’isteroscopia prima di una FIVET?

Prima di una FIVET l’isteroscopia serve a verificare che la cavità uterina sia in condizioni ottimali ad accogliere l’embrione. Individuare e correggere in anticipo anomalie come polipi, fibromi sottomucosi o aderenze aiuta a preparare l’utero al transfer e a ridurre il rischio che un problema uterino comprometta l’impianto.

Chi è incinta dopo un’isterosalpingografia?

L’isterosalpingografia è un esame diagnostico che verifica se le tube di Falloppio sono pervie e non è un trattamento per l’infertilità. Alcune donne concepiscono nei mesi successivi quando le tube risultano pervie e non ci sono altri ostacoli alla gravidanza, ma l’esito dipende dal quadro clinico individuale. Puoi approfondire questo esame nella pagina dedicata all’isterosalpingosonografia.

Autore
Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
27 Luglio 2023
Data di aggiornamento
16 Luglio 2026

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