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L’obesità può incidere sulla fertilità?

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

La fertilità femminile può essere influenzata non solo da determinate patologie o da fattori genetici, ma anche dallo stile di vita. Tra questi fattori rientrano anche le oscillazioni del peso corporeo e della distribuzione del tessuto adiposo e l’obesità.

In caso di peso superiore al valore medio (o anche inferiore) possono esserci problemi di infertilità, che nella maggioranza dei casi possono essere risolti tornando semplicemente al proprio “normopeso” (quindi perdendo peso in caso di obesità o acquistando peso in caso di magrezza eccessiva e sottopeso).

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Mentre in altri casi potrebbe essere necessario ricorrere a dei trattamenti specifici per ripristinare la fertilità o per concepire. Si tratta di una situazione che non tutte le donne accettano e comprendono, in un primo momento, e che potrebbe generare forti sensi di colpa o di inadeguatezza. Pertanto, è fondamentale un approccio multidisciplinare che coinvolga più professionisti (in primis nutrizionista e psicologo) per risolvere tale condizione. Anche il rapporto con il cibo va rivisto e corretto. Il cibo va considerato solamente come nutrimento, che poi è il suo scopo principale.

 

Come il peso corporeo influenza il ciclo mestruale: cicli irregolari e anovulatori

Le alterazioni del peso corporeo (sia sovrappeso che sottopeso) possono causare mestruazioni irregolari e cicli anovulatori. Il ciclo mestruale femminile è ben scandito da specifici ormoni e meccanismi neuroendocrini, che possono essere influenzati da un aumento, o un calo, ponderale. Queste mutazioni interferiscono con il normale funzionamento delle ovaie (che si occupano proprio del rilascio degli ovociti maturi e pronti per essere fecondati) e dell’endometrio (che si occupa dell’impianto dell’embrione dopo il concepimento).

Secondo le statistiche scientifiche, le donne obese possono avere anovulazione in percentuale 4 volte maggiore rispetto alle donne normopeso ed il rischio aumenta in caso di obesità insorta in maniera precoce. L’obesità, molto spesso, si associa anche a insulinoresistenza (situazione di scarsa sensibilità all’insulina, l’ormone che si occupa del metabolismo degli zuccheri) e all’ovaio policistico (situazione di ingrossamento delle ovaie con cisti, che viene riscontrato nel 40/50% delle donne obese). In più, la sindrome dell’ovaio policistico predispone all’insorgenza del diabete gestazionale e del diabete di tipo II. Una situazione che può diventare permanente e durare anche dopo la fine della gravidanza.

Cicli anovulatori e amenorrea possono verificarsi anche nelle donne sottopeso. In più, queste donne presentano scarsa qualità ovarica e sono maggiormente predisposte all’insorgenza della menopausa precoce (una menopausa che arriva prima dei 40 anni e che quindi compromette la possibilità di avere figli).

 

Obesità e infertilità: ovociti ed embrioni di qualità inferiore

L’obesità può andare ad influire anche sulla qualità degli ovociti di una donna (stando agli studi scientifici, la qualità dei gameti è uno dei fattori determinanti per ottenere una gravidanza). In questo caso, possono essere riscontrate delle anomalie negli ovuli e dei livelli maggiori delle molecole responsabili dell’infiammazione all’interno del liquido follicolare. Infatti, una situazione di eccesso di peso, si associa anche a infiammazione cronica silente. Questa infiammazione cronica va quindi a interferire con i fisiologici meccanismi di maturazione degli ovociti. In associazione a questa condizione, anche lo sviluppo dell’embrione sarà più lento e la sua qualità inferiore.

 

Problemi di infertilità da obesità: mancato impianto, aborti e complicanze

Dopo la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo avviene il cosiddetto “impianto”. Ovvero il momento in cui l’embrione “si aggrappa” all’endometrio e alle pareti dell’utero e inizia una gravidanza. Le donne in sovrappeso o obese presentano un’alterazione nella capacità ricettiva dell’endometrio, che di conseguenza può comportare delle difficoltà di attecchimento e una minore probabilità di avviare una gravidanza. Se invece si è riuscite ad ottenere la gravidanza, nel corso del primo trimestre aumenta anche il rischio di aborti spontanei e ripetuti.

Possono esserci poi anche delle complicanze durante la gravidanza dovute all’obesità e al sovrappeso come: preeclampsia (o gestosi), diabete gestazionale, ipertensione e parto prematuro.

Anche le donne sottopeso presentano un alto rischio di aborti spontanei e prematuri.

 

Problemi di fertilità e procreazione medicalmente assistita

Quando non si riesce a ottenere una gravidanza mediante rapporti sessuali è possibile ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA o fecondazione assistita). Queste procedure mediche riescono ad ottenere il concepimento e una gravidanza proprio in tutti quei casi di infertilità o sterilità. Per avere una gravidanza si posson utilizzare sia gameti propri (fecondazione omologa) che gameti di un donatore o di una donatrice (fecondazione eterologa). Nel caso dell’inseminazione artificiale lo sperma viene inserito in utero attraverso una cannula, mentre nella fecondazione in vitro la fecondazione avviene in laboratorio su piastra di coltura. In entrambe le tecniche, poi, la donna viene posta stimolazione ormonale per ottenere il maggior numero possibile di ovociti. Dal punto di vista fisiologico, infatti, ogni mese matura un solo ovocita pronto per essere fecondato, mentre altri ovuli si disgregano. Con la stimolazione ormonale viene portato a maturare un numero maggiore di ovociti (il numero ideale è tra 8 e 10).

 

L’obesità influenza anche il successo dei trattamenti di PMA

Nel contesto dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita, come già anticipato, le donne vengono sottoposte a stimolazioni ormonali. In una donna sovrappeso o obesa le dosi di farmaco da utilizzare dovranno essere più elevate rispetto alle dosi da utilizzare per le pazienti normopeso. Questa strategia mira ad ottenere una risposta adeguata al trattamento da parte della paziente.

Tuttavia, a fronte di dosi più elevate, sono inevitabili maggiori effetti collaterali del farmaco e tempi di trattamento più lunghi. In più, il numero e la qualità degli ovociti recuperati generalmente risulta inferiore rispetto alle donne di peso normale, dal momento che gli ovociti sono stati danneggiati dallo stress ossidativo. Si parte quindi da ovociti geneticamente più fragili, che danno come risultato embrioni di qualità inferiore e più difficili da impiantare nell’utero. Infine, non bisogna dimenticare l’aumento del rischio di complicanze durante la terapia di riproduzione assistita, come difficoltà nel recupero degli ovociti, sanguinamento anomalo, ecc.

Pertanto, per ottenere una gravidanza, bisogna rivolgersi a cliniche specializzate in questo settore per essere sicuri di avere il piano di trattamento più adeguato a sé. Dal punto di vista europeo, un paese estremamente all’avanguardia nell’ambito della PMA è la Spagna e sono tanti gli Italiani che vanno all’estero per sottoporsi a tali procedure. Fertilab Barcelona è all’avanguardia nelle tecniche di riproduzione assistita, e offre supporto a tutti gli italiani che desiderano valutare tutte le possibili soluzioni per coronare questo sogno.

Autore
Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
13 Aprile 2023
Data di aggiornamento
24 Ottobre 2023

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