Ovaio policistico vs sindrome (PCOS): le differenze

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Ovaio policistico e sindrome dell’ovaio policistico non sono la stessa condizione. L’ovaio dall’aspetto policistico (in inglese PCOM, polycystic ovarian morphology) è un reperto ecografico: ovaie che contengono molti follicoli. Da solo non è una malattia e può comparire anche in donne del tutto sane. La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è invece un disturbo endocrino e metabolico che si diagnostica con i criteri di Rotterdam, quando sono presenti almeno due segni su tre. Avere le ovaie dall’aspetto policistico all’ecografia, quindi, non significa avere la PCOS.

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Ovaio policistico (PCOM): un reperto ecografico, non una malattia

L’ovaio dall’aspetto policistico descrive un quadro visto in ecografia: ovaie con un numero elevato di piccoli follicoli antrali, chiamati anche microcisti (che non sono vere cisti). Le cosiddette “cisti” sono in realtà follicoli immaturi che non completano la maturazione e non vanno confuse con le vere cisti ovariche, che sono formazioni singole e di dimensioni maggiori. Alla valutazione ecografica si associa spesso la conta dei follicoli antrali, cioè il numero di questi piccoli follicoli visibili nelle ovaie.

Questo reperto, da solo, non è una patologia. Molte donne hanno ovaie dall’aspetto policistico senza avere alcun sintomo e senza che la fertilità sia compromessa. La sola immagine ecografica non permette di formulare una diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico.

Un quadro simile è quello dell’ovaio multifollicolare (a volte chiamato micropolicistico), in cui le ovaie mostrano diversi follicoli in crescita ma con dimensioni, volume ovarico e assetto ormonale nella norma. Anche in questo caso si tratta di una descrizione ecografica e non di una malattia.

Per questo motivo l’ecografia da sola non basta a definire una malattia. Occorre affiancarla alla valutazione clinica del ciclo mestruale e al dosaggio ormonale.

Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): una condizione endocrino-metabolica

La sindrome dell’ovaio policistico, nota anche come sindrome di Stein-Leventhal, è un disturbo endocrino e metabolico. A differenza del semplice aspetto policistico delle ovaie, coinvolge l’equilibrio ormonale e il metabolismo dell’insulina e può influire sull’ovulazione e sulla fertilità.

I tratti che caratterizzano la PCOS sono l’eccesso di ormoni androgeni (iperandrogenismo), le alterazioni dell’ovulazione e, in molti casi, l’insulino-resistenza. È una delle cause più frequenti di anovulazione e di ciclo irregolare in età fertile.

La sindrome dell’ovaio policistico si gestisce, non “si passa” da sola: richiede una valutazione specialistica e un percorso personalizzato.

I criteri di Rotterdam: come si diagnostica la PCOS

La diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico segue i criteri di Rotterdam. Si parla di PCOS quando sono presenti almeno due dei seguenti tre criteri:

  • Oligo-ovulazione o anovulazione: ovulazione irregolare o assente, che si manifesta con cicli mestruali irregolari, ritardi o assenza di mestruazioni.
  • Iperandrogenismo clinico o biochimico: segni fisici di eccesso di ormoni androgeni (come acne o irsutismo) oppure valori ormonali elevati confermati dagli esami del sangue.
  • Ovaie dall’aspetto policistico all’ecografia: il reperto ecografico di ovaie con molti follicoli antrali o con un volume ovarico aumentato.

Poiché bastano due criteri su tre, avere ovaie dall’aspetto policistico non implica la PCOS: se manca il coinvolgimento ormonale o ovulatorio, il solo reperto ecografico non è sufficiente per la diagnosi. Nelle donne con PCOS i valori dell’ormone antimulleriano (AMH) tendono a essere più elevati, in relazione all’alto numero di follicoli, anche se questo dosaggio da solo non basta per la diagnosi. La PCOS è inoltre una diagnosi di esclusione, che presuppone di aver escluso altre condizioni con sintomi simili.

La diagnosi viene formulata con prudenza nelle ragazze molto giovani, perché nei primi anni dopo il menarca i cicli irregolari e l’aspetto policistico delle ovaie possono essere transitori e portare a interpretazioni errate.

I sintomi della sindrome dell’ovaio policistico

I sintomi della PCOS variano da persona a persona e non sono sempre tutti presenti. I più frequenti sono:

  • Cicli mestruali irregolari: ritardi, cicli lunghi, assenza di mestruazioni o cicli senza ovulazione.
  • Acne e pelle grassa.
  • Irsutismo: crescita di peli in zone tipicamente maschili, come viso, petto e addome.
  • Difficoltà a concepire, legata all’ovulazione irregolare o assente.
  • Insulino-resistenza e tendenza all’aumento di peso in una parte delle persone con PCOS.

Alcune persone presentano pochi sintomi, altre un quadro più marcato. Anche per questo la PCOS richiede un approccio personalizzato e una valutazione complessiva, non basata su un singolo esame.

PCOS e fertilità

La sindrome dell’ovaio policistico è una delle cause più comuni di ridotta fertilità femminile, perché può alterare o bloccare l’ovulazione. Senza un’ovulazione regolare, il concepimento diventa più difficile.

Avere la PCOS non significa non poter avere figli. In molti casi l’ovulazione può essere ripristinata o stimolata. Il primo intervento riguarda in genere lo stile di vita; quando serve, si ricorre a terapie farmacologiche mirate a indurre l’ovulazione. Se questi approcci non sono sufficienti, i trattamenti di procreazione medicalmente assistita rappresentano un’opzione. Nei percorsi di fecondazione in vitro si lavora con gli ovociti prelevati e con il transfer dell’embrione in utero.

Il semplice aspetto policistico delle ovaie, invece, in genere non compromette la fertilità e spesso non richiede alcuna terapia.

Si può guarire dalla PCOS?

Dalla sindrome dell’ovaio policistico non si guarisce nel senso di eliminarla in modo definitivo, ma la si può gestire in modo efficace. L’obiettivo del trattamento è controllare i sintomi e ridurne l’impatto sulla salute e sulla fertilità.

Gli interventi sullo stile di vita, come una alimentazione equilibrata e l’attività fisica regolare, sono spesso il primo passo e possono migliorare l’ovulazione e l’equilibrio metabolico. A seconda del caso e degli obiettivi, lo specialista può indicare terapie ormonali per regolarizzare il ciclo e ridurre l’iperandrogenismo, oppure trattamenti per favorire l’ovulazione in chi cerca una gravidanza. I sintomi possono attenuarsi, ma la gestione è un percorso continuativo.

Il dibattito sul nuovo nome della PCOS

Da tempo, in ambito scientifico, si discute la proposta di rinominare la sindrome dell’ovaio policistico. La ragione è che il nome attuale mette al centro l’aspetto delle ovaie, mentre la condizione ha una natura soprattutto endocrina e metabolica. Il termine “ovaio policistico” può risultare fuorviante, perché suggerisce che il problema stia solo nelle ovaie e alimenta la confusione con il semplice reperto ecografico.

L’idea alla base della proposta è adottare una denominazione che rifletta meglio la componente ormonale e metabolica della sindrome. Il dibattito è ancora aperto e non esiste, al momento, un nuovo nome ufficiale adottato in modo condiviso.

Domande frequenti su ovaio policistico e PCOS

Qual è la differenza tra ovaio policistico e sindrome dell’ovaio policistico?

L’ovaio policistico (PCOM) è un reperto ecografico: ovaie con molti follicoli, che da solo non è una malattia. La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è invece un disturbo endocrino e metabolico che si diagnostica con i criteri di Rotterdam. Avere ovaie dall’aspetto policistico non significa avere la PCOS.

Avere le ovaie dall’aspetto policistico significa avere la PCOS?

No. Il solo reperto ecografico di ovaie policistiche non basta per la diagnosi di PCOS. Servono almeno due criteri su tre tra oligo-ovulazione o anovulazione, iperandrogenismo e ovaie policistiche all’ecografia. Molte donne sane hanno ovaie dall’aspetto policistico senza avere la sindrome.

Quali sono i criteri di Rotterdam?

I criteri di Rotterdam richiedono la presenza di almeno due segni su tre: oligo-ovulazione o anovulazione, iperandrogenismo clinico o biochimico, ovaie dall’aspetto policistico all’ecografia. La PCOS è inoltre una diagnosi di esclusione rispetto ad altre condizioni con sintomi simili.

Quali sono i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico?

I sintomi più frequenti sono cicli mestruali irregolari, acne, irsutismo, difficoltà a concepire e insulino-resistenza. Non sono sempre tutti presenti e variano da persona a persona.

Quali sono le cause dell’ovaio policistico senza sindrome PCOS?

L’aspetto policistico delle ovaie senza PCOS è spesso una caratteristica costituzionale delle ovaie, con una componente genetica e familiare. In molte donne è un reperto ecografico privo di significato patologico, senza sintomi né conseguenze sulla fertilità, purché non siano presenti gli altri criteri diagnostici della sindrome.

Quanti tipi di ovaio policistico ci sono?

È utile distinguere due situazioni diverse: il semplice aspetto policistico delle ovaie (reperto ecografico che non è di per sé una malattia) e la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), che è un disturbo endocrino e metabolico diagnosticato con i criteri di Rotterdam. La prima situazione può essere presente anche in assenza della seconda.

Qual è il nuovo nome per la sindrome dell’ovaio policistico?

Al momento non esiste un nuovo nome ufficiale. In ambito scientifico si discute da tempo la proposta di rinominare la PCOS con una denominazione che rifletta meglio la sua natura endocrina e metabolica, dato che il nome attuale mette in primo piano l’aspetto delle ovaie. Il dibattito è ancora aperto.

La sindrome dell’ovaio policistico impedisce di avere figli?

No. La PCOS è una delle cause più comuni di ridotta fertilità perché può alterare l’ovulazione, ma in molti casi l’ovulazione può essere ripristinata o stimolata. Gli interventi sullo stile di vita, le terapie per indurre l’ovulazione e, quando serve, i trattamenti di procreazione medicalmente assistita rendono possibile una gravidanza in molte situazioni.

Si può guarire dalla sindrome dell’ovaio policistico?

Dalla PCOS non si guarisce in modo definitivo, ma si gestisce. Con lo stile di vita e le terapie mirate i sintomi possono migliorare e l’impatto sulla salute e sulla fertilità si può ridurre. La gestione è un percorso continuativo.

L’ovaio policistico va curato?

Il semplice aspetto policistico delle ovaie, in assenza di sintomi e degli altri criteri della PCOS, in genere non richiede alcuna terapia. La sindrome dell’ovaio policistico, invece, va gestita con lo stile di vita e, quando indicato, con terapie specifiche decise dallo specialista.

Perché la diagnosi di PCOS non si fa nelle ragazze molto giovani?

Nei primi anni dopo il menarca i cicli irregolari e l’aspetto policistico delle ovaie possono essere transitori e rientrare nella normalità di quella fase. Formulare una diagnosi troppo presto rischia di portare a interpretazioni errate, per questo si procede con prudenza.

A chi rivolgersi in caso di sospetta PCOS o difficoltà a concepire?

In caso di cicli molto irregolari, sintomi di iperandrogenismo o difficoltà a ottenere una gravidanza è utile una valutazione ginecologica specialistica, che integri ecografia, esami ormonali e storia clinica. Puoi approfondire con lo staff di Fertilab Barcelona e consultare le informazioni sulle malattie dell’ovaio e la fertilità.

Autore
Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore della Riproduzione Assistita, la Dott.ssa Priscilla Andrade unisce una solida formazione accademica a una profonda vocazione per l’assistenza personalizzata.
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Data di pubblicazione
7 Marzo 2022
Data di aggiornamento
24 Luglio 2026

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