Cosa sono i polipi uterini e i polipi endometriali
Un polipo uterino è una piccola escrescenza costituita da ghiandole, stroma e vasi sanguigni che sporge dalla parete interna dell’utero. Quando si sviluppa a partire dall’endometrio si parla di polipo endometriale; quando origina dal canale cervicale si parla di polipo cervicale. I termini “polipo uterino” e “polipo endometriale” vengono spesso usati come sinonimi perché la sede più frequente è la cavità uterina.
Le dimensioni variano da pochi millimetri ad alcuni centimetri. Un polipo può avere una base larga di impianto (sessile) oppure un peduncolo sottile che lo collega alla parete (peduncolato). Possono essere singoli o multipli.
I polipi uterini sono una condizione frequente in ginecologia e possono comparire sia in età fertile sia dopo la menopausa. Non vanno confusi con i fibromi, che originano invece dal tessuto muscolare della parete uterina: si tratta di formazioni diverse per natura, comportamento e trattamento.
I polipi uterini sono tumori?
No. I polipi uterini quasi sempre non sono tumori, ma escrescenze benigne della mucosa. Il rischio di trasformazione maligna o di aree di atipia esiste ma è raro e riguarda soprattutto le donne in postmenopausa e i polipi sintomatici. Per questo motivo il tessuto asportato durante la rimozione viene sempre inviato a un esame istologico, che conferma la natura del polipo ed esclude la presenza di cellule anomale.
La probabilità di riscontrare una lesione atipica o maligna aumenta con l’età, in presenza di sanguinamento dopo la menopausa e in caso di polipi di grandi dimensioni. Nelle donne giovani e senza sintomi il rischio è invece molto basso.
Cause e fattori di rischio
La causa esatta della formazione dei polipi è multifattoriale, ma un ruolo centrale è attribuito allo stimolo degli estrogeni sulla mucosa endometriale. Un eccesso di estrogeni o uno squilibrio ormonale può favorire una crescita localizzata del tessuto che porta alla formazione del polipo.
I principali fattori di rischio sono:
- età, con maggiore frequenza tra i 40 e i 60 anni e nel periodo perimenopausale e postmenopausale;
- obesità, che si associa a livelli più alti di estrogeni;
- ipertensione e altre condizioni metaboliche;
- assunzione di tamoxifene, farmaco usato in ambito oncologico, che ha un effetto stimolante sull’endometrio;
- terapia ormonale con estrogeni non bilanciati da progesterone.
Sintomi dei polipi uterini
I polipi uterini possono essere del tutto asintomatici e venire scoperti per caso durante un’ecografia o una visita ginecologica di controllo. Quando presenti, i sintomi più comuni riguardano il sanguinamento:
- sanguinamento uterino anomalo al di fuori del ciclo;
- spotting, cioè piccole perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra;
- mestruazioni più abbondanti o prolungate del solito (menorragia);
- perdite di sangue dopo i rapporti sessuali;
- sanguinamento dopo la menopausa, che va sempre segnalato al ginecologo.
Il sanguinamento dopo la menopausa merita particolare attenzione: pur essendo spesso legato a un polipo benigno, richiede sempre una valutazione specialistica per escludere altre cause.
Meno frequentemente i polipi possono associarsi a perdite vaginali o a un fastidio pelvico, ma il quadro tipico resta quello del sanguinamento irregolare. Poiché una parte dei polipi non dà alcun disturbo, i controlli ginecologici periodici restano il modo principale per individuarli in assenza di sintomi.
Polipi uterini e fertilità
I polipi possono interferire con la fertilità. Un polipo che occupa la cavità uterina o che si trova in prossimità dello sbocco delle tube può ostacolare l’impianto dell’embrione o alterare l’ambiente endometriale in cui l’impianto dovrebbe avvenire. Per questo un polipo endometriale è tra i fattori che vengono valutati nelle donne con difficoltà a concepire o con precedenti fallimenti di impianto.
In un percorso di ricerca della gravidanza, la presenza di un polipo significativo viene generalmente affrontata prima di procedere, perché la sua rimozione può migliorare le condizioni della cavità uterina. Chi vuole approfondire il tema del mancato attecchimento può leggere l’articolo sulle principali cause del fallimento dell’impianto.
Diagnosi dei polipi uterini
La diagnosi dei polipi uterini si basa su esami di imaging della cavità uterina, dal meno al più approfondito:
- Ecografia transvaginale: è l’esame di primo livello, non invasivo, che permette di individuare la presenza di formazioni all’interno dell’utero.
- Sonoisterografia (ecografia con infusione di soluzione fisiologica): distende la cavità uterina e consente di visualizzare meglio il polipo, la sua base di impianto e le dimensioni.
- Isteroscopia diagnostica: introduce una piccola telecamera (isteroscopio) attraverso il collo dell’utero e permette di osservare direttamente il polipo all’interno della cavità. È l’esame più accurato e può essere associato alla rimozione nello stesso momento.
La scelta dell’esame dipende dal quadro clinico e da quanto emerge dalla valutazione iniziale. Per capire meglio in cosa consiste questo esame è utile l’approfondimento su isteroscopia e fertilità.
Quando vanno rimossi i polipi uterini
Non tutti i polipi vanno rimossi. Per polipi molto piccoli e asintomatici il ginecologo può proporre un monitoraggio nel tempo. La rimozione è invece indicata nei seguenti casi:
- presenza di sintomi, in particolare sanguinamenti anomali o spotting;
- infertilità o ricerca di gravidanza, quando il polipo può interferire con l’impianto;
- donne in postmenopausa, per il maggiore rischio di atipia;
- sospetto di atipia o malignità in base alle caratteristiche del polipo;
- polipi di dimensioni rilevanti o in crescita.
La decisione viene sempre personalizzata in base all’età, ai sintomi e agli obiettivi riproduttivi.
Come si rimuovono i polipi uterini
L’intervento di riferimento è la polipectomia isteroscopica. Si esegue introducendo l’isteroscopio attraverso la vagina e il collo dell’utero, senza tagli sull’addome. Il polipo viene individuato e asportato per via vaginale. Nella maggior parte dei casi la procedura si svolge in regime ambulatoriale o in day surgery, con tempi di recupero brevi.
Il tessuto rimosso viene inviato all’esame istologico, che conferma la natura benigna del polipo. Trattandosi di una lesione benigna, dopo l’asportazione non è previsto alcun trattamento oncologico: la rimozione è di per sé risolutiva.
Nella maggior parte dei casi la donna torna a casa lo stesso giorno e riprende le normali attività in tempi rapidi. Nei giorni successivi possono comparire perdite di sangue lievi e di breve durata, del tutto attese dopo la procedura. Il ginecologo fornisce le indicazioni sul decorso e su eventuali controlli di verifica.
Recidiva dei polipi uterini
Dopo l’asportazione i polipi possono ripresentarsi, perché i fattori che ne favoriscono la formazione (in particolare lo stimolo estrogenico) possono persistere. La recidiva è più probabile in presenza di polipi multipli o di condizioni che mantengono lo squilibrio ormonale. Per questo, dopo la rimozione, il ginecologo può indicare controlli periodici per monitorare la cavità uterina nel tempo.
Polipi uterini e procreazione medicalmente assistita
Nei percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) lo stato della cavità uterina viene valutato con attenzione, perché condiziona la possibilità che il transfer degli embrioni vada a buon fine. Se durante gli accertamenti viene individuato un polipo endometriale significativo, la sua rimozione viene di norma programmata prima del transfer, così da ottimizzare le condizioni dell’endometrio.
Anche altre condizioni dell’endometrio e degli organi riproduttivi possono influire sul percorso: approfondimenti utili riguardano l’iperplasia endometriale e la fertilità e le malattie dell’ovaio e la fertilità. I dati di esito dei trattamenti sono consultabili nella pagina dei risultati clinici.
Domande frequenti sui polipi uterini
Cosa comporta avere un polipo all’utero?
Un polipo all’utero può non dare alcun sintomo oppure causare sanguinamenti anomali, spotting tra un ciclo e l’altro, mestruazioni più abbondanti o perdite dopo i rapporti. In alcuni casi può interferire con l’impianto dell’embrione e quindi con la fertilità. Nella grande maggioranza dei casi è una formazione benigna.
I polipi uterini sono tumori?
No, quasi sempre non sono tumori ma escrescenze benigne della mucosa uterina. Il rischio di atipia o di trasformazione maligna è raro e riguarda soprattutto le donne in postmenopausa. L’esame istologico dopo la rimozione conferma la natura del polipo.
Quando i polipi uterini vanno tolti?
La rimozione è indicata quando il polipo dà sintomi (sanguinamenti, spotting), in caso di infertilità o ricerca di gravidanza, nelle donne in postmenopausa e quando c’è un sospetto di atipia. I polipi piccoli e asintomatici possono essere solo monitorati nel tempo.
Come si curano i polipi uterini?
Si rimuovono con la polipectomia isteroscopica, un intervento mininvasivo eseguito per via vaginale senza tagli sull’addome, spesso in regime ambulatoriale. Il tessuto asportato viene analizzato con esame istologico. Non è previsto alcun trattamento oncologico, perché si tratta di lesioni benigne.
I polipi uterini sono pericolosi?
Nella maggior parte dei casi non sono pericolosi, essendo formazioni benigne. Il rischio di atipia o malignità esiste ma è raro e aumenta con l’età e nella postmenopausa. Un sanguinamento anomalo o dopo la menopausa va comunque sempre valutato dal ginecologo.
I polipi uterini impediscono di rimanere incinta?
Non sempre, ma un polipo che occupa la cavità uterina può ostacolare l’impianto dell’embrione e ridurre le probabilità di gravidanza. Per questo, in chi cerca una gravidanza, un polipo significativo viene generalmente rimosso prima di proseguire.
Come si diagnostica un polipo uterino?
La diagnosi parte dall’ecografia transvaginale, che individua la formazione. In caso di dubbio si ricorre alla sonoisterografia o all’isteroscopia diagnostica, l’esame più accurato perché permette di osservare direttamente il polipo all’interno dell’utero.
Un polipo uterino può causare sanguinamento tra un ciclo e l’altro?
Sì, lo spotting tra una mestruazione e l’altra è uno dei sintomi più comuni dei polipi uterini, insieme a mestruazioni più abbondanti e a perdite dopo i rapporti sessuali.
I polipi uterini possono ripresentarsi dopo la rimozione?
Sì, i polipi possono recidivare, soprattutto se persistono i fattori che ne favoriscono la formazione, come lo squilibrio ormonale. Il ginecologo può indicare controlli periodici dopo l’intervento.
Il polipo uterino può dare sanguinamento in menopausa?
Sì. Un sanguinamento dopo la menopausa può essere causato da un polipo benigno, ma richiede sempre una valutazione specialistica per escludere altre cause.
Il tamoxifene favorisce i polipi uterini?
Sì, il tamoxifene ha un effetto stimolante sull’endometrio e rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di polipi uterini. Chi assume questo farmaco viene di norma seguito con controlli ginecologici periodici.
