Cisti ovariche e gravidanza: rischi, sintomi e cura

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Nella maggior parte dei casi una cisti ovarica in gravidanza è benigna e non compromette lo sviluppo del feto. Spesso si tratta di una cisti del corpo luteo, una formazione naturale che sostiene le prime settimane di gestazione e tende a riassorbirsi da sola entro il primo trimestre. La presenza di cisti raramente impedisce di concepire o di portare avanti la gravidanza. Il ginecologo valuta tipo, dimensioni ed evoluzione con controlli ecografici, e solo in casi rari, come torsione o rottura, valuta un intervento. Qui trovi cosa sono le cisti ovariche, quali tipi esistono, che rischi comportano in gravidanza e quando è opportuno un controllo.

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Cosa sono le cisti ovariche

Le cisti ovariche sono sacche piene di liquido che si formano dentro o sulla superficie dell’ovaio. Sono formazioni molto comuni in età fertile e nella maggior parte dei casi non danno sintomi. Durante l’ovulazione l’ovaio matura diversi follicoli, ma di solito solo uno arriva a maturazione completa. Quando un follicolo non si rompe o non viene riassorbito, può trasformarsi in una cisti.

La maggior parte delle cisti è funzionale, cioè legata al normale ciclo ovulatorio, e scompare spontaneamente nell’arco di qualche settimana o con il ciclo mestruale successivo. Solo una minoranza richiede accertamenti o un trattamento.

Tipi di cisti ovariche

Non tutte le cisti sono uguali. Distinguerne il tipo aiuta il ginecologo a capire come comportarsi.

  • Cisti follicolari: si formano quando il follicolo dominante non si rompe al momento dell’ovulazione e continua a riempirsi di liquido. Sono le cisti funzionali più comuni e di solito si riassorbono da sole nel giro di poche settimane.
  • Cisti del corpo luteo: si sviluppano dopo l’ovulazione, quando il follicolo che ha rilasciato l’ovocita si richiude e si riempie di liquido. Il corpo luteo produce il progesterone che sostiene le prime settimane di gestazione, per questo queste cisti sono benigne e frequenti a inizio gravidanza.
  • Cisti dermoidi (teratomi): derivano dalle cellule germinali dell’ovaio e contengono tessuti come pelle, peli, capelli o materiale sebaceo. Sono in genere benigne, ma possono richiedere la rimozione se crescono o superano alcuni centimetri.
  • Cisti endometriosiche (endometriomi): legate all’endometriosi, si formano quando tessuto simile a quello endometriale cresce fuori dall’utero. Sono note anche come cisti cioccolato per il liquido scuro e denso che contengono e possono incidere sulla fertilità e sulla riserva ovarica.
  • Cistoadenomi: si sviluppano dal tessuto superficiale dell’ovaio e possono raggiungere dimensioni importanti. Se ne distinguono forme sierose, a contenuto liquido, e mucinose, più dense. Sono quasi sempre benigni ma spesso vanno rimossi.

Le cisti funzionali (follicolari e del corpo luteo) sono le più comuni e le meno problematiche. Le altre rientrano tra le cisti organiche e richiedono una valutazione più attenta.

Cisti ovariche e concepimento

Nella maggior parte dei casi le cisti ovariche non impediscono di rimanere incinta. Le cisti funzionali, i cistoadenomi e le cisti dermoidi in genere non interferiscono con la capacità di concepire. Molte donne scoprono di avere una cisti proprio durante i controlli della gravidanza, senza aver avuto alcun problema a concepire.

La situazione è diversa quando la cisti è legata a condizioni come l’endometriosi o la sindrome dell’ovaio policistico, che possono ridurre la fertilità. In questi casi è la condizione di base, non la cisti in sé, a rendere più difficile il concepimento. Se cercate una gravidanza da tempo senza risultato, è utile una valutazione specialistica per capire se c’è una causa trattabile.

Cisti ovariche in gravidanza

Quando in gravidanza si scopre una cisti, il più delle volte si tratta di una cisti del corpo luteo. Nelle prime settimane il corpo luteo produce gli ormoni che sostengono l’utero e nutrono l’embrione, finché la placenta non è abbastanza sviluppata da assumere questo compito. A volte il corpo luteo si riempie di liquido che non viene riassorbito subito e forma così una cisti.

Queste cisti sono benigne e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente entro le prime 16 settimane, senza creare problemi alla mamma né al bambino. Se la cisti è piccola, di solito è sufficiente osservarla nel tempo. Se cresce, la donna può avvertire gonfiore o dolore addominale, ma anche in questi casi la formazione tende comunque a riassorbirsi.

Rischi e sintomi d’allarme

Le complicanze serie sono rare, ma è utile conoscerle. I due rischi principali di una cisti ovarica, in gravidanza e non, sono la torsione dell’ovaio e la rottura della cisti.

La torsione avviene quando l’ovaio ruota su se stesso e blocca il flusso di sangue: provoca un dolore addominale improvviso e intenso, spesso su un solo lato, e va valutata con urgenza. La rottura fa fuoriuscire il liquido contenuto nella sacca e causa un dolore acuto; nella maggior parte dei casi il liquido si riassorbe da solo, ma se compaiono segni di infezione o di emorragia serve un controllo immediato.

I sintomi per cui è bene rivolgersi subito al medico sono:

  • dolore addominale o pelvico acuto e improvviso
  • gonfiore addominale marcato
  • dolore accompagnato da febbre o vomito
  • vertigini, debolezza o senso di svenimento

Un dolore addominale in gravidanza ha molte cause possibili, spesso banali; se vuoi orientarti puoi leggere l’approfondimento sul mal di pancia in gravidanza. In ogni caso un dolore intenso e improvviso va sempre valutato dallo specialista.

Monitoraggio ecografico

Lo strumento principale per seguire una cisti è l’ecografia, di solito transvaginale. Permette di misurarne le dimensioni e di valutarne la morfologia: una cisti semplice, con pareti sottili e contenuto liquido omogeneo, si comporta diversamente da una cisti complessa, con setti o parti solide al suo interno. Questa distinzione aiuta a capire se si tratta di una cisti funzionale o organica. Quando la cisti viene scoperta all’inizio della gravidanza, il ginecologo programma controlli ecografici periodici per seguirne l’evoluzione.

Le cisti piccole si tengono semplicemente sotto osservazione. Quelle che superano dimensioni rilevanti, indicativamente oltre i 4-5 cm, o che persistono oltre il primo trimestre, vengono monitorate più da vicino. Nella maggior parte dei casi il quadro si risolve da solo e non serve alcun trattamento.

Quando serve un intervento

L’intervento chirurgico in gravidanza è raro e riservato a situazioni specifiche. Il ginecologo può valutarlo quando:

  • la cisti si rompe con rischio di infezione o emorragia
  • si verifica una torsione dell’ovaio con blocco del flusso sanguigno
  • la cisti raggiunge dimensioni tali da mettere a rischio la gestazione o il feto

Quando l’intervento è necessario ma non urgente, si tende a programmarlo dopo il primo trimestre per ridurre il rischio di aborto spontaneo, valutando caso per caso in base alla situazione della madre e del feto. In base alle dimensioni e al tipo di cisti, si sceglie tra laparoscopia e chirurgia addominale tradizionale. La decisione spetta sempre allo specialista, sulla base del quadro clinico complessivo.

Cisti ovariche e procreazione medicalmente assistita

Nei percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) le cisti ovariche vengono valutate prima di iniziare la stimolazione. Una cisti funzionale spesso viene solo monitorata, perché tende a risolversi da sola; in alcuni casi si attende un ciclo o si adatta il protocollo. Le cisti legate all’endometriosi meritano un’analisi più attenta, perché possono incidere sulla riserva ovarica e sulla risposta alla stimolazione.

La presenza di una cisti non esclude di per sé l’accesso a un trattamento di PMA. Lo specialista definisce il percorso più adatto in base al tipo di cisti, alle dimensioni e alla condizione di base, così da procedere nelle condizioni più sicure.

Domande frequenti sulle cisti ovariche in gravidanza

Ciste ovarica in gravidanza è pericolosa?

Nella maggior parte dei casi no. Le cisti ovariche che compaiono in gravidanza sono di solito cisti del corpo luteo, benigne, e si risolvono spontaneamente entro le prime 16 settimane. Le complicanze serie, come torsione o rottura, sono rare. Un controllo ecografico permette di seguirne l’evoluzione in sicurezza.

Si possono avere figli con cisti ovariche?

Sì. Nella maggior parte dei casi le cisti ovariche non impediscono di concepire né di portare avanti una gravidanza. La fertilità può ridursi quando la cisti è legata a condizioni come l’endometriosi o la sindrome dell’ovaio policistico; in questi casi è utile una valutazione specialistica.

Quali sono i rischi di una rottura di una cisti ovarica durante la gravidanza?

La rottura provoca un dolore addominale acuto per la fuoriuscita del liquido dalla sacca. Nella maggior parte dei casi il liquido si riassorbe da solo senza conseguenze per il bambino. I rischi da tenere sotto controllo sono l’infezione e l’emorragia: se al dolore si aggiungono febbre, vomito o senso di svenimento, serve un controllo immediato.

Quando preoccuparsi per le cisti ovariche?

È bene rivolgersi al medico quando compaiono un dolore acuto e improvviso, un gonfiore addominale marcato, dolore associato a febbre o vomito, oppure vertigini e debolezza. Questi sintomi possono indicare una torsione o una rottura e vanno valutati senza attendere.

Cos’è la cisti del corpo luteo in gravidanza?

È una cisti benigna che si forma dal corpo luteo, la struttura che dopo l’ovulazione produce gli ormoni necessari a sostenere le prime settimane di gestazione. Quando si riempie di liquido dà origine a una cisti che di solito si riassorbe entro il primo trimestre.

Le cisti ovariche in gravidanza si riassorbono da sole?

Nella maggior parte dei casi sì. Le cisti funzionali e quelle del corpo luteo tendono a scomparire spontaneamente entro le prime 16 settimane. Per questo, se sono piccole e prive di sintomi, di solito si limita il controllo a un monitoraggio ecografico.

Che dimensioni deve avere una cisti per essere monitorata più da vicino?

Le cisti piccole si tengono semplicemente sotto osservazione. Quelle che superano indicativamente i 4-5 cm o che persistono oltre il primo trimestre vengono seguite con controlli ecografici più ravvicinati per valutarne l’evoluzione.

Quali tipi di cisti ovariche possono ridurre la fertilità?

Le cisti endometriosiche, legate all’endometriosi, sono quelle che più spesso incidono sulla fertilità. Le cisti funzionali, i cistoadenomi e le cisti dermoidi in genere non interferiscono con la capacità di concepire.

Un intervento chirurgico in gravidanza è sempre necessario?

No, è raro. Si valuta solo in caso di rottura con rischio di infezione o emorragia, torsione dell’ovaio o cisti di dimensioni tali da mettere a rischio la gestazione. Quando possibile, l’intervento viene programmato dopo il primo trimestre.

Il dolore addominale in gravidanza è sempre legato a una cisti?

No. In gravidanza il dolore addominale ha molte cause possibili, spesso non preoccupanti. Solo una parte è riconducibile a una cisti. Un dolore acuto e improvviso, però, va sempre valutato dal ginecologo.

Si può fare la PMA se si ha una cisti ovarica?

Nella maggior parte dei casi sì. La presenza di una cisti non esclude di per sé un trattamento di procreazione medicalmente assistita. Lo specialista valuta tipo, dimensioni e condizione di base per definire il percorso più sicuro, monitorando o trattando la cisti prima della stimolazione.

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore della Riproduzione Assistita, la Dott.ssa Priscilla Andrade unisce una solida formazione accademica a una profonda vocazione per l’assistenza personalizzata.
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Data di pubblicazione
3 Novembre 2022
Data di aggiornamento
24 Luglio 2026

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