Cosa sono i follicoli ovarici e il loro ruolo nella fertilità

3 Novembre 2022

Prima di parlare di follicoli ovarici è bene distinguere il follicolo ovarico dal concetto di ovocita, detto anche ovulo. Fare questa iniziale differenza è importante, in quanto molte persone confondono spesso i due termini tra di loro, credendo che si tratti della stessa cosa.

Per follicolo ovarico invece si intende quella struttura anatomo-funzionale che fa parte dell’ovaio. L’ovocita è la cellula che maturerà in una parte microscopica della parete del follicolo in seguito alla normale stimolazione ormonale della donna durante il ciclo mestruale. All’interno del follicolo sono riconoscibili altre popolazioni cellulari che producono estrogeni, fondamentali per lo sviluppo e maturazione degli ovuli stessi.

L’ovocita non è altro che il gamete della donna, cioè la controparte femminile dello spermatozoo. Sono le cellule che, dopo la fecondazione, daranno origine all’embrione e quindi alla gravidanza.

Il bagaglio di ovociti di una donna viene determinato già nelle prime settimane di vita dell’embrione: si parte infatti con una quota fissa che andrà progressivamente a ridursi con l’avanzare degli anni, fino al raggiungimento della menopausa. Dal menarca (prima mestruazione) la donna selezionerà un ovocita da fecondare. Questa selezione non avviene solo in termini numerici, ma anche qualitativi e questo è uno dei motivi principali per cui, col passare degli anni, le probabilità di avere una gravidanza naturale decrescono e al contrario aumentano le probabilità di eventi abortivi o di malformazioni fetali.

 

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Dal punto di vista anatomico, il follicolo maturo sarà così composto:

  • Ovocita con una superficie esterna detta zona pellucida;
  • Una cavità ripiena di liquido, osservabile anche durante l’esame ecografico;
  • Una serie di strati concentrici di rivestimento: le cellule della granulosa e le cellule della teca interna ed esterna. Tra queste si ritrova la membrana basale.

 

Perché è importante conoscere il numero dei follicoli?

La clinica Fertilab mette a completa disposizione una serie di esami approfonditi per lo studio e la valutazione della funzionalità ovarica della donna, soprattutto in vista di una eventuale scelta di fecondazione medicalmente assistita.

Infatti, all’interno del piano fertilità proposto, rientra proprio il cosiddetto studio della riserva ovarica.

Per valutare questo importante parametro, la clinica mette in campo diverse analisi ormonali e strumentali come, per esempio, la quantificazione dei livelli di ormone antimulleriano, FSH, LH, estradiolo e l’esecuzione di indagini ecografiche mirate.

Ad oggi, la conta dei follicoli per ovaio è però la stima più fedele che siamo in grado di effettuare, in quanto dà un’idea diretta ed oggettiva di quella che è la riserva ovarica della donna. Questo valore si calcola in base al numero di follicoli osservati durante i primi giorni di ciclo mestruale (orientativamente dal 2° al 5° giorno) mediante ecografia transvaginale (solitamente più precisa e affidabile della semplice ecografia trans addominale).

I follicoli così trovati vengono detti anche follicoli antrali. L’ecografia ci è utile per seguire l’evoluzione dei follicoli sia in un ciclo spontaneo sia in quelli stimolati durante i comuni trattamenti di fertilità.

In base al valore così ottenuto possiamo dire quindi se la riserva è adeguata oppure no:

  • solitamente si definisce normale se la conta è tra i 6 e i 10;
  • si parla di scarsa riserva ovarica per valori inferiori a 6;
  • la riserva ovarica sarà alta se superiore a 12.

Spesso si può riportare, oltre al numero dei follicoli, anche la dimensione follicolare, che in questa specifica fase del ciclo mestruale va dai 2 ai 10 mm.

Questi dati però non devono fuorviare: avere una riserva ovarica scarsa non è una condanna certa a non poter avere una gravidanza, semplicemente si ha una maggiore probabilità di insuccesso, ma la prognosi non è comunque assoluta. Al contrario, le donne con una riserva ovarica alta, hanno una maggiore probabilità di rispondere in maniera esagerata ad eventuali trattamenti per la fertilità.

Quando si studiano i follicoli, è possibile notare la presenza del cosiddetto follicolo dominante. In un ciclo naturale, infatti, tra i vari follicoli antrali ne viene selezionato uno che prende appunto il nome di dominante. Questo follicolo si può distinguere bene dagli altri, in particolare per le sue dimensioni e per il ritmo di crescita.

Alla fine della sua crescita diventerà un follicolo maturo o di Graaf, pronto per essere espulso con l’ovulazione e quindi per una possibile fecondazione. Tutti i restante follicoli, non selezionati, scompaiono e non saranno più visibili. Prima dell’ovulazione, il diametro medio del follicolo dominante sarà di 22-24 mm (con un intervallo più ampio che va da 18 a 36 mm). Questo è l’unico valore che può pronosticare con ragionevole certezza l’ovulazione.

Quando però la donna è sottoposta a trattamento di stimolazione ormonale per un tentativo di fecondazione assistita, i follicoli antrali che andranno incontro a maturazione saranno tutti o quasi tutti. Il ritmo di crescita cambierà da uno all’altro. Non appena i vari follicoli avranno raggiunto la dimensione target di 18 mm, verrà somministrato l’ormone beta hCG che indurrà l’ovulazione e quindi l’espulsione dei follicoli così stimolati.

A questo punto, verranno prelevati i follicoli ottenuti, in genere a distanza di 36 ore dalla somministrazione di questo ormone. Lo scopo di questo trattamento è infatti quello di ottenere il maggior numero possibile di ovuli maturi che potranno essere scelti in laboratorio per la fecondazione artificiale o potranno essere congelati per un tentativo futuro.

L’induzione della crescita di questi follicoli però non equivale automaticamente all’ottenimento di un ovocita maturato correttamente: infatti, proprio come in un eiaculato non tutti gli spermatozoi saranno ugualmente in grado di fecondare, anche nella donna non tutti i follicoli avranno al loro interno ovuli maturi e neppure tutti con la stessa qualità, ecco il motivo di una seconda selezione in vitro.

 

Cosa si intende per sindrome del follicolo vuoto?

La sindrome del follicolo vuoto è una rara condizione nella quale si presenta un mancato recupero di ovociti dopo stimolazione ovarica ormonale in un trattamento FIV e in pazienti con una crescita follicolare e livelli di estradiolo adeguati. Ad oggi, non esiste una causa certa di questa sindrome.

Sono diverse le ipotesi al riguardo, tra cui:

  • scorretta somministrazione di hCG;
  • risposta anomala al trattamento;
  • alterazione della maturazione follicolare.

Riuscire a prevedere in quali donne potrebbe manifestarsi è estremamente difficile, ma alcune osservazione sembrano concordare che sia più comune in donne con casi precedenti di sterilità primaria (ovvero che non hanno mai ottenuto una gravidanza), ma che presentano buona conta follicolare e che presentano un’età generalmente più avanzata.

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

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