Fivet fallita, cosa bisogna sapere

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Una FIVET fallita non significa che il percorso verso la gravidanza sia concluso. Il fallimento di un ciclo di fecondazione in vitro è un evento frequente: secondo i dati della letteratura internazionale, la probabilità di successo per singolo ciclo varia dal 25% al 40% a seconda dell’età della paziente, il che significa che la maggior parte delle coppie non ottiene una gravidanza al primo tentativo. Comprendere le cause del fallimento e gli esami disponibili per i tentativi successivi è il primo passo concreto per migliorare le probabilità di riuscita.

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Cosa si intende per FIVET fallita

Si parla di FIVET fallita quando un ciclo di fecondazione in vitro non porta a una gravidanza clinica. Il fallimento può verificarsi in diverse fasi del trattamento:

  • Scarsa risposta ovarica: la stimolazione non produce un numero sufficiente di ovociti maturi per procedere al prelievo.
  • Mancata fecondazione: gli ovociti prelevati non vengono fecondati in laboratorio, oppure gli embrioni non si sviluppano fino allo stadio di blastocisti.
  • Mancato annidamento: l’embrione viene trasferito in utero ma non si annida nell’endometrio. Si tratta della causa più frequente di FIVET fallita.
  • Gravidanza biochimica: il test beta hCG risulta inizialmente positivo ma i valori non crescono in modo adeguato e la gravidanza non evolve. È un esito intermedio che i medici considerano comunque un fallimento del ciclo, anche se indica che l’annidamento è avvenuto almeno parzialmente.

Per un approfondimento sulle cause del mancato annidamento si rimanda alla pagina principali cause di fallimento dell’impianto.

È possibile riconoscere sintomi di una FIVET fallita?

L’unico test affidabile per determinare il successo o il fallimento di un trattamento di fecondazione assistita è il dosaggio della beta hCG. Può essere effettuato su un campione di urine o, con maggiore precisione, tramite esame del sangue per quantificare i valori dell’ormone beta hCG.

La donna potrebbe avvertire sintomi fisici che si manifestano comunemente all’inizio di una gravidanza – disagio addominale, nausea, stanchezza, sonnolenza – ma questi non sono indicatori affidabili. Possono essere secondari all’effetto dei farmaci somministrati durante il protocollo di stimolazione e presentarsi anche in assenza di gravidanza.

D’altro canto, l’assenza di sintomatologia non deve destare preoccupazione: una gravidanza nelle prime fasi può procedere in maniera completamente asintomatica.

Un altro sintomo percepito come allarmante è il sanguinamento vaginale. La presenza di sanguinamento non implica necessariamente un fallimento terapeutico. Potrebbe trattarsi delle cosiddette perdite da impianto, che rappresentano un segnale di annidamento dell’embrione nell’endometrio.

Come indicato dagli specialisti della clinica Fertilab, è fondamentale non interrompere il trattamento farmacologico prescritto fino all’esito delle analisi della beta hCG, anche in presenza di sanguinamento.

Il ciclo mestruale dopo una FIVET fallita

Le mestruazioni ricompaiono con tempistiche diverse a seconda del tipo di trattamento utilizzato:

  • Transfer su ciclo naturale: il ciclo di solito ritorna nei giorni abituali della paziente.
  • Protocollo con farmaci ormonali: il ciclo tende a comparire 2-3 giorni dopo la sospensione del farmaco. Se non si presenta entro questa finestra temporale, è opportuno consultare il ginecologo.
  • Protocollo con agonisti del GnRH: la ricomparsa delle mestruazioni può richiedere tempi più lunghi, fino a 2-4 settimane dopo la sospensione.

La prima mestruazione dopo una FIVET fallita può essere diversa per durata e intensità rispetto al solito. Alcune donne riferiscono flussi più abbondanti o più dolorosi, altre un ritardo nella ripresa del ciclo regolare. Queste variazioni sono fisiologiche e generalmente si risolvono nel giro di 1-2 cicli.

Cause di una FIVET fallita

Inquadrare con certezza la causa di un fallimento è complesso, data l’eterogeneità dei fattori coinvolti. La clinica Fertilab garantisce una valutazione personalizzata per ogni caso, con l’obiettivo di stabilire causa e prognosi il più precise possibili.

I fattori si suddividono in due gruppi: quelli da valutare prima del trattamento e quelli che emergono dopo il fallimento.

Fattori pre-trattamento

  • Età materna: l’avanzare degli anni incide sul numero e sulla qualità degli ovociti prodotti. Dopo i 35 anni la riserva ovarica diminuisce progressivamente e dopo i 40 il calo diventa marcato, con un impatto diretto sulle probabilità di successo della FIVET.
  • Fattore maschile: alterazioni dei parametri seminali (concentrazione, motilità, morfologia) riducono le possibilità di fecondazione. Per un approfondimento si rimanda alla pagina sulla qualità del liquido seminale.
  • Indice di massa corporea (BMI): valori al di fuori dell’intervallo 19-30 si associano a problemi ovulatori e a un maggior rischio di aborto. L’obesità incide anche sulla fertilità maschile, alterando il rapporto testosterone/estrogeni.
  • Endometriosi: la patologia compromette la qualità ovocitaria e la recettività endometriale, riducendo le probabilità di annidamento.
  • Conta dei follicoli antrali: è uno degli indici più affidabili per stimare la riserva ovarica e prevedere la risposta alla stimolazione.
  • Fattori tossici: fumo di sigaretta, consumo eccessivo di alcol e alimentazione sregolata espongono a maggiore probabilità di esito negativo.
  • Anomalie anatomiche uterine: malformazioni congenite (utero setto, utero bicorne) o acquisite (polipi endometriali, miomi sottomucosi) possono interferire con l’annidamento. Anche l’idrosalpinge, ossia l’accumulo di liquido nelle tube di Falloppio ostruite, riduce le probabilità di annidamento per l’effetto tossico del fluido tubarico sull’endometrio.

Fattori post-fallimento

Dopo un ciclo di FIVET fallita, il team medico rivaluta il percorso analizzando:

  • Risposta ovarica: a seconda del numero e della qualità degli ovociti ottenuti, il protocollo di stimolazione può essere modificato, aggiustando in particolare i livelli di progesterone, utile indice di recettività endometriale.
  • Fattore endometriale: la presenza di endometrio scarsamente proliferativo, endometrite cronica, alterazioni del sistema immunitario o predisposizione a patologie trombotiche sono cause documentate di ripetuti fallimenti di FIVET.
  • Endometrite cronica: è un’infiammazione persistente dell’endometrio, spesso asintomatica, causata da batteri. Viene diagnosticata tramite biopsia endometriale con analisi immunoistochimica (ricerca di plasmacellule CD138+). Il trattamento antibiotico mirato può migliorare significativamente le probabilità di annidamento nei cicli successivi.
  • Fattori immunologici: alterazioni delle cellule natural killer (NK) uterine, sindromi trombofiliche (mutazione del fattore V di Leiden, sindrome da anticorpi antifosfolipidi), deficit di proteina C e proteina S possono compromettere la vascolarizzazione endometriale e l’annidamento.
  • Qualità del liquido seminale e frammentazione del DNA spermatico: anche se l’ICSI consente di utilizzare pochi spermatozoi, la loro qualità resta determinante. La frammentazione del DNA spermatico è un parametro spesso trascurato che può spiegare fallimenti ripetuti, specialmente quando la qualità embrionaria è subottimale nonostante ovociti normali. Si misura con il test TUNEL o SCD.
  • Qualità embrionaria: la classificazione morfologica degli embrioni durante la coltura in laboratorio è un indice prognostico rilevante. L’utilizzo della coltura fino a blastocisti (giorno 5-6) consente una selezione più accurata degli embrioni con maggiore potenziale di annidamento.
  • Controllo qualità di laboratorio e personale medico adeguato: le condizioni di coltura embrionaria, la strumentazione e l’esperienza del team di embriologia incidono sui risultati.

Esami e strategie dopo una FIVET fallita

Dopo un fallimento, è possibile approfondire l’indagine diagnostica con esami mirati per individuare cause altrimenti non rilevabili.

Test ERA (Endometrial Receptivity Analysis)

Il test ERA analizza l’espressione di 238 geni dell’endometrio per determinare la finestra di impianto personalizzata della paziente. Circa il 25% delle donne presenta una finestra di impianto spostata rispetto ai tempi standard. In questi casi, modificare il giorno del transfer in base al risultato del test ERA può migliorare le probabilità di annidamento.

Scratch endometriale

Lo scratch endometriale consiste in una lieve abrasione della mucosa uterina eseguita nel ciclo precedente al transfer. La risposta riparativa stimola la produzione di citochine e fattori di crescita che potrebbero migliorare la recettività. I risultati nella letteratura sono controversi, ma alcuni studi riportano un beneficio nelle pazienti con ripetuti fallimenti di annidamento.

Diagnosi genetica preimpianto (PGT-A)

Il PGT-A analizza il corredo cromosomico degli embrioni prima del transfer, identificando le aneuploidie che rappresentano la causa più frequente di mancato annidamento e aborto precoce. È particolarmente indicato per donne oltre i 37-38 anni, con fallimenti ripetuti o aborti ricorrenti. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina sulla diagnosi genetica preimpianto.

Isteroscopia diagnostica

Permette di visualizzare la cavità uterina e identificare patologie non rilevabili con l’ecografia: polipi endometriali, aderenze intrauterine (sindrome di Asherman), setti uterini, endometrite cronica.

Analisi del microbiota endometriale

La composizione batterica dell’endometrio influisce sulla recettività. I test EMMA (Endometrial Microbiome Metagenomic Analysis) e ALICE (Analysis of Infectious Chronic Endometritis) valutano rispettivamente l’equilibrio del microbiota endometriale, in particolare la quota di lattobacilli, e i patogeni associati all’endometrite cronica. Un microbiota alterato può essere corretto con probiotici o terapia antibiotica mirata prima di un nuovo transfer.

Tassi di successo della FIVET per fascia di età

I tassi di successo della FIVET variano in modo significativo in base all’età della donna al momento del trattamento. I dati della letteratura internazionale indicano approssimativamente:

  • Sotto i 35 anni: probabilità di gravidanza clinica per ciclo tra il 35% e il 45%
  • 35-37 anni: tra il 25% e il 35%
  • 38-40 anni: tra il 20% e il 28%
  • 41-42 anni: tra il 10% e il 18%
  • Oltre i 42 anni: inferiore al 10% con ovociti propri

Questi valori sono indicativi e variano in base al centro e alle caratteristiche della paziente. Per i dati specifici di Fertilab Barcelona si rimanda alla pagina risultati clinici. I tassi si riferiscono a un singolo ciclo: le probabilità cumulative dopo più tentativi sono significativamente superiori.

Tempi per un secondo tentativo

Quando il primo tentativo è fallito e si opterà per una nuova stimolazione ovarica, è consigliato attendere almeno 2-3 mesi. Durante questa finestra temporale, il team medico lavora per identificare la causa dell’insuccesso e personalizzare il protocollo successivo. Nel frattempo, si lascia un periodo di riposo adeguato alle ovaie per recuperare dopo la stimolazione.

Non è necessario attendere questi mesi qualora il piano preveda un criotransfer: non servendo una nuova stimolazione, con le mestruazioni l’endometrio si rigenera e si procede con la preparazione endometriale, lo scongelamento e il trasferimento dell’embrione. Per approfondire si rimanda alla pagina vitrificazione degli ovociti.

Cosa chiedere al proprio medico dopo una FIVET fallita

Dopo un ciclo senza successo, è utile arrivare al colloquio di revisione con domande precise. Alcuni punti da affrontare:

  • Come è stata la risposta ovarica? Quanti ovociti prelevati, quanti fecondati, quanti embrioni hanno raggiunto lo stadio di blastocisti.
  • Quale qualità avevano gli embrioni trasferiti? Classificazione morfologica, velocità di sviluppo.
  • L’endometrio era adeguato al momento del transfer? Spessore, pattern ecografico, livelli di progesterone.
  • Servono esami aggiuntivi? Test ERA, cariotipo di coppia, pannello trombofilico, biopsia per endometrite cronica, test di frammentazione del DNA spermatico.
  • Ha senso considerare il PGT-A? Soprattutto oltre i 37 anni o dopo fallimenti ripetuti.
  • Il protocollo di stimolazione va modificato? Tipo di farmaci, dosaggi, durata.
  • Quali sono le probabilità realistiche per il prossimo tentativo? In base all’età, alla risposta precedente e ai fattori correttibili identificati.

Il supporto psicologico dopo una FIVET fallita

L’impatto emotivo di una FIVET fallita non va sottovalutato. Le coppie in trattamento di PMA presentano livelli di stress e ansia superiori alla popolazione generale, con un peggioramento dopo ogni ciclo senza successo.

Il fallimento può generare:

  • Senso di colpa e tendenza a cercare responsabilità personali (“è colpa mia?”)
  • Isolamento sociale, difficoltà a condividere il percorso con familiari e amici
  • Tensione nella relazione di coppia
  • Perdita di motivazione a proseguire il trattamento
  • Ansia anticipatoria rispetto ai tentativi successivi

La clinica Fertilab mette a disposizione un servizio di counselling psicologico dedicato alle coppie in percorso di PMA, disponibile in tutte le fasi del trattamento. Il supporto è particolarmente utile dopo un fallimento, per elaborare l’esperienza e decidere con lucidità i passi successivi.

Gravidanza naturale dopo FIVET

È documentato che una parte delle coppie riesce a concepire spontaneamente dopo un percorso di fecondazione assistita, anche fallimentare.

Secondo uno studio condotto dalla Monash University di Melbourne su 236 donne che hanno partorito con fecondazione in vitro o altri trattamenti di riproduzione assistita, dal 33% al 46% è riuscita a concepire un secondo figlio per via naturale entro 2 anni dal primo parto (Chambers et al., Human Reproduction, 2017).

La possibilità di gravidanza spontanea esiste anche dopo un trattamento di FIVET fallito. Uno studio dell’Imperial College e del King’s College di Londra ha seguito un campione di 403 coppie per un periodo di 6 anni dopo il fallimento del trattamento: il 17% (circa 3 coppie su 10 nel campione complessivo) è riuscita a ottenere una gravidanza spontanea (Troude et al., Human Reproduction, 2012).

Una possibile spiegazione è che in molti casi si ricorre a tecniche di PMA anche in condizioni di subfertilità, non di sterilità assoluta. Anche se i cicli di PMA falliscono, la possibilità di concepimento spontaneo resta presente.

Per approfondire il tema delle tecniche di fecondazione in vitro si rimanda alle pagine dedicate.

Domande frequenti sulla FIVET fallita

Quando la FIVET non funziona?

La FIVET può non funzionare per molteplici ragioni: scarsa qualità ovocitaria o embrionaria, alterazioni dell’endometrio (endometrite cronica, inadeguata recettività), fattore maschile (frammentazione del DNA spermatico), anomalie cromosomiche degli embrioni, fattori immunologici o trombotici. In molti casi il fallimento è multifattoriale.

Quante probabilità ci sono di rimanere incinta con la FIVET?

Le probabilità variano principalmente in base all’età della donna: sotto i 35 anni si attestano intorno al 35-45% per ciclo, tra i 38 e i 40 anni intorno al 20-28%, oltre i 42 anni scendono sotto il 10% con ovociti propri. Le probabilità cumulative dopo più cicli sono superiori a quelle del singolo tentativo. Per i dati specifici di Fertilab Barcelona si rimanda alla pagina risultati clinici.

La FIVET funziona al primo tentativo?

In una percentuale variabile di casi sì: per donne sotto i 35 anni la probabilità si aggira intorno al 35-45% per ciclo. Questo significa che la maggior parte delle coppie necessita di più di un tentativo. Non ottenere la gravidanza al primo ciclo è un esito statisticamente atteso, non un’eccezione.

È colpa mia se la FIVET fallisce?

No. Il fallimento della FIVET dipende da fattori biologici che non sono sotto il controllo della paziente né del partner. L’età degli ovociti, il corredo cromosomico degli embrioni, la recettività endometriale e la qualità del liquido seminale sono determinanti biologici, non conseguenze di comportamenti personali. Il senso di colpa è comprensibile ma non ha fondamento clinico.

Quanti tentativi di FIVET servono?

Non esiste un numero predefinito. Le probabilità cumulative di gravidanza aumentano fino a 3-4 cicli, dopo i quali il beneficio aggiuntivo si riduce. La decisione dipende dall’età, dalla risposta ai trattamenti precedenti e dal quadro clinico complessivo.

Cosa fare dopo due FIVET fallite?

Dopo due fallimenti è indicata una rivalutazione approfondita con esami mirati: test ERA, biopsia endometriale per endometrite cronica, pannello trombofilico, test di frammentazione del DNA spermatico, cariotipo di coppia, PGT-A per i successivi embrioni. L’obiettivo è identificare cause trattabili prima del nuovo ciclo.

Quando riprovare dopo un transfer fallito?

Se è prevista una nuova stimolazione ovarica, è consigliato attendere 2-3 mesi. Se sono disponibili embrioni crioconservati per un criotransfer, i tempi si riducono: è sufficiente attendere un ciclo mestruale per la preparazione endometriale.

Quando la FIVET fallisce cosa succede al ciclo mestruale?

Le mestruazioni ricompaiono in genere 2-3 giorni dopo la sospensione del farmaco nel caso di protocolli con terapia ormonale, oppure nei tempi abituali nel caso di transfer su ciclo naturale. La prima mestruazione può essere diversa per durata e intensità; la regolarizzazione avviene di norma entro 1-2 cicli.

Il test di frammentazione del DNA spermatico è utile dopo una FIVET fallita?

Sì, soprattutto quando la qualità embrionaria è risultata subottimale nonostante ovociti normali, o in caso di fallimenti ripetuti. Un indice di frammentazione elevato può orientare verso strategie correttive (antiossidanti, varicocelectomia, selezione spermatica avanzata) o verso l’ICSI con spermatozoi selezionati.

Lo scratch endometriale aumenta le possibilità di successo?

I risultati sono controversi. Alcuni studi riportano un beneficio nelle pazienti con ripetuti fallimenti di annidamento, mentre altri non confermano un vantaggio significativo. È una procedura ambulatoriale minimamente invasiva che il medico può proporre caso per caso, valutando il rapporto rischio-beneficio nella singola paziente.

Cosa significa gravidanza biochimica dopo FIVET?

Una gravidanza biochimica si verifica quando il test beta hCG risulta positivo ma la gravidanza non evolve fino a essere visibile ecograficamente. È un esito che indica che l’annidamento è avvenuto almeno parzialmente, il che rappresenta un dato clinicamente rilevante per la prognosi dei cicli successivi.

È possibile rimanere incinta naturalmente dopo una FIVET fallita?

Sì. Uno studio dell’Imperial College e del King’s College di Londra ha documentato che il 17% delle coppie ha ottenuto una gravidanza spontanea nei 6 anni successivi al fallimento della FIVET. Un altro studio della Monash University di Melbourne ha rilevato che dal 33% al 46% delle donne che hanno partorito con PMA è riuscita a concepire spontaneamente entro 2 anni.

Autore
Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore della Riproduzione Assistita, la Dott.ssa Priscilla Andrade unisce una solida formazione accademica a una profonda vocazione per l’assistenza personalizzata.
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Data di pubblicazione
4 Novembre 2022
Data di aggiornamento
24 Luglio 2026

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