Gravidanza in menopausa: è possibile? Guida completa

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

In menopausa conclamata, cioè dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni, una gravidanza spontanea non è più possibile perché le ovaie hanno esaurito i follicoli e non rilasciano più ovociti. La situazione è diversa in perimenopausa: in questa fase di transizione l’ovulazione è irregolare ma può ancora avvenire, quindi il concepimento naturale resta possibile e la contraccezione serve ancora. Dopo la menopausa l’unica via realistica per portare avanti una gravidanza è la procreazione medicalmente assistita con ovodonazione, perché l’utero, opportunamente preparato con terapia ormonale, può accogliere e sostenere la gestazione anche quando le ovaie non sono più attive.

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Premenopausa, perimenopausa e menopausa: le differenze che contano

La capacità di concepire dipende dalla fase in cui si trova la donna, e queste fasi non sono la stessa cosa.

La perimenopausa (spesso chiamata anche premenopausa o climaterio) è il periodo di transizione che precede la menopausa vera e propria. Può durare diversi anni, in alcuni casi fino a quattro o cinque. In questa fase la riserva ovarica si riduce e la qualità degli ovociti cala, ma le ovaie continuano a lavorare in modo intermittente: l’ovulazione diventa irregolare e imprevedibile, non scompare. Proprio per questo una gravidanza spontanea in perimenopausa è ancora possibile, anche se con probabilità più basse rispetto all’età fertile piena.

La menopausa conclamata si definisce a posteriori, quando sono trascorsi dodici mesi consecutivi senza alcuna mestruazione. A quel punto i follicoli ovarici sono esauriti, non c’è più ovulazione e la gravidanza spontanea non è più possibile. È una distinzione clinica netta: finché il ciclo, per quanto irregolare, può ancora comparire, non si è ancora in menopausa e il rischio (o la possibilità) di gravidanza esiste.

Un caso a parte è la menopausa precoce, detta anche insufficienza ovarica primaria, quando l’esaurimento della funzione ovarica avviene prima dei 40 anni per cause genetiche, chirurgiche o dopo terapie come chemio e radioterapia. Anche in questo caso la gravidanza spontanea diventa improbabile, ma trattandosi spesso di pazienti giovani con un utero sano, il percorso di PMA può risultare più agevole.

Sono incinta o è la menopausa? Come distinguere sintomi sovrapponibili

Il dubbio è frequente perché alcuni sintomi della perimenopausa e della gravidanza si assomigliano e possono trarre in inganno. In entrambe le condizioni si può presentare:

  • assenza di mestruazioni (amenorrea);
  • vampate di calore e sudorazione;
  • stanchezza e sbalzi d’umore;
  • tensione al seno;
  • mal di testa e nausea.

Quando il ciclo salta, la tentazione è attribuire tutto alla menopausa in arrivo. Ma proprio per la sovrapposizione dei sintomi, un’assenza di mestruazioni in perimenopausa non basta a escludere una gravidanza. Il modo per chiarire il dubbio è oggettivo, non interpretativo.

Il primo passo è un test di gravidanza, che rileva l’ormone beta hCG nelle urine o nel sangue. Se il test è negativo e il quadro resta incerto, si procede con i dosaggi ormonali: valori di FSH stabilmente elevati insieme a un estradiolo basso orientano verso la menopausa, mentre la conta dei follicoli antrali e altri esami come LH e ormone antimulleriano (AMH), il marcatore che riflette il numero di follicoli residui, completano la valutazione della riserva ovarica. È il ginecologo a interpretare questi dati nel contesto della singola paziente: nessun sintomo, da solo, è sufficiente per una diagnosi.

Gravidanza dopo la menopausa: la via della PMA con ovodonazione

Sul piano fisiologico, dopo la menopausa non ci sono più ovociti propri disponibili. Questo non significa che una gravidanza sia impossibile, ma che serve un percorso di procreazione medicalmente assistita.

L’ovodonazione è la via realistica in questa situazione: si utilizzano ovociti di una donatrice, fecondati in laboratorio con il seme del partner o di un donatore, e l’embrione ottenuto viene collocato in utero tramite transfer. Il punto chiave è che l’utero non invecchia come le ovaie: anche in menopausa, con una adeguata preparazione ormonale che ricrea un ambiente endometriale ricettivo, l’utero è in grado di accogliere l’embrione e portare avanti la gestazione.

In alcuni casi è possibile ricorrere agli ovociti propri crioconservati in precedenza, ad esempio da donne che avevano congelato i propri gameti prima di terapie oncologiche o in previsione di una menopausa precoce. In queste situazioni si può procedere con una fecondazione in vitro omologa, senza donazione esterna. Per approfondire la differenza tra le due strade puoi leggere la pagina su fecondazione omologa vs eterologa.

La preparazione dell’endometrio con terapia ormonale sostitutiva, a base di estrogeni e poi progesterone, è un passaggio necessario perché in assenza di attività ovarica il corpo non produce più autonomamente gli ormoni che rendono l’utero ricettivo. L’obiettivo è ottenere un endometrio trilaminare di spessore adeguato, la condizione che favorisce l’attecchimento dell’embrione al transfer. Per gli esiti clinici dei percorsi di PMA, i dati aggiornati sono consultabili nella pagina risultati clinici.

Rischi di una gravidanza in età avanzata

Una gravidanza ottenuta in perimenopausa o dopo la menopausa comporta un profilo di rischio più alto, sia per la donna sia per il feto, legato soprattutto all’età materna avanzata.

Per la madre i controlli sono più stringenti perché aumenta la probabilità di:

  • diabete gestazionale;
  • ipertensione, preeclampsia ed eclampsia;
  • parto prematuro;
  • necessità di parto cesareo.

Sul versante fetale, quando la gravidanza avviene con ovociti propri in età avanzata, cresce il rischio di anomalie cromosomiche (come la sindrome di Down), aborto spontaneo e difetti di accrescimento, perché gli ovociti residui sono più esposti al danno genetico. Va precisato che nella PMA con ovodonazione questo aspetto cambia: la qualità genetica dipende dagli ovociti della donatrice, tipicamente giovane, e non dall’età della ricevente. Restano invece i rischi ostetrici legati all’età materna, che richiedono un monitoraggio attento durante tutta la gravidanza. Per capire come cambia la fertilità con l’età puoi consultare la pagina sulla probabilità di gravidanza a 20, 30 e 40 anni.

Contraccezione in perimenopausa: serve ancora

Uno degli equivoci più diffusi è pensare che, con il ciclo ormai irregolare, non serva più proteggersi. Non è così. Finché non si è raggiunta la menopausa conclamata, l’ovulazione può ancora verificarsi, in modo imprevedibile, e con essa la possibilità di una gravidanza indesiderata.

La contraccezione va quindi mantenuta per tutta la perimenopausa. Indicativamente si considera sicuro sospenderla dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni, ma la valutazione va fatta con il proprio ginecologo, che tiene conto dell’età, dei sintomi e degli eventuali dosaggi ormonali. Alcune patologie ovariche possono influenzare fertilità e regolarità del ciclo in questa fase: l’argomento è approfondito nella pagina su malattie dell’ovaio e fertilità.

Domande frequenti su gravidanza e menopausa

Quante probabilità ci sono di rimanere incinta in menopausa?

In menopausa conclamata, cioè dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni, la probabilità di una gravidanza spontanea è nulla, perché i follicoli ovarici sono esauriti e non c’è più ovulazione. In perimenopausa, invece, la possibilità esiste ancora, seppur ridotta, perché l’ovulazione può comparire in modo irregolare. Dopo la menopausa una gravidanza è possibile solo tramite PMA con ovodonazione.

Come faccio a capire se sono incinta in menopausa?

Poiché amenorrea, vampate e stanchezza compaiono sia in gravidanza sia in perimenopausa, i sintomi da soli non bastano. Il primo passo è un test di gravidanza (beta hCG). Se serve chiarire ulteriormente, il ginecologo può prescrivere dosaggi ormonali di FSH ed estradiolo: un FSH elevato con estradiolo basso orienta verso la menopausa, mentre un beta hCG positivo conferma la gravidanza.

Qual è la probabilità di rimanere incinta naturalmente a 50 anni?

A 50 anni la fertilità naturale è molto bassa perché la riserva ovarica è quasi esaurita e l’ovulazione, se ancora presente, è rara e irregolare. Un concepimento spontaneo non è del tutto escluso finché non si è raggiunta la menopausa conclamata, ma è un evento poco frequente. Chi desidera una gravidanza a questa età viene generalmente indirizzato verso la procreazione medicalmente assistita.

Quali sono i casi di donne incinte durante la menopausa?

I casi di gravidanza in età avanzata riguardano quasi sempre due situazioni. La prima è una gravidanza spontanea insorta in perimenopausa, scambiata per menopausa proprio a causa dei sintomi sovrapponibili. La seconda, più frequente dopo la menopausa conclamata, è una gravidanza ottenuta tramite PMA con ovodonazione o con ovociti propri crioconservati in precedenza.

Qual è la differenza tra perimenopausa e menopausa?

La perimenopausa è la fase di transizione che precede la menopausa: le mestruazioni diventano irregolari ma l’ovulazione può ancora avvenire. La menopausa conclamata si definisce quando sono trascorsi dodici mesi consecutivi senza mestruazioni: a quel punto le ovaie hanno esaurito i follicoli e la funzione riproduttiva spontanea è terminata.

Si può rimanere incinta dopo due anni di menopausa?

Spontaneamente no. Trascorsi dodici mesi senza mestruazioni si parla di menopausa conclamata, e a maggior ragione dopo due anni la riserva ovarica è esaurita. Una gravidanza a questo punto è possibile solo con la procreazione medicalmente assistita, ricorrendo all’ovodonazione o a ovociti propri congelati in precedenza.

L’utero può portare avanti una gravidanza in menopausa?

Sì. A differenza delle ovaie, l’utero conserva a lungo la capacità di accogliere un embrione. Con una adeguata preparazione ormonale che rende l’endometrio ricettivo, l’utero può sostenere l’impianto e la gestazione anche in menopausa, ed è il principio su cui si basa la gravidanza tramite ovodonazione.

Serve ancora la contraccezione in perimenopausa?

Sì. Finché l’ovulazione può verificarsi, anche in modo irregolare, la possibilità di una gravidanza esiste. La contraccezione va mantenuta durante tutta la perimenopausa e in genere si valuta di sospenderla dopo dodici mesi senza mestruazioni, sempre dopo confronto con il ginecologo.

Quali esami servono per capire se sono in menopausa?

Oltre alla storia mestruale, il ginecologo può richiedere dosaggi ormonali come FSH ed estradiolo, a cui si affiancano LH e ormone antimulleriano, e la conta ecografica dei follicoli antrali. Questi esami valutano la riserva ovarica e aiutano a distinguere una menopausa in arrivo da altre condizioni, gravidanza compresa.

Quali sono i rischi di una gravidanza in età avanzata?

Aumentano i rischi ostetrici per la madre, come diabete gestazionale, ipertensione, preeclampsia e parto prematuro. Con ovociti propri cresce anche il rischio di anomalie cromosomiche e aborto per il feto. Con l’ovodonazione la qualità genetica dipende dalla donatrice, ma restano i rischi legati all’età materna, per cui la gravidanza richiede un monitoraggio ravvicinato.

È possibile una gravidanza in caso di menopausa precoce?

Anche nella menopausa precoce la gravidanza spontanea diventa improbabile per l’esaurimento anticipato della funzione ovarica. Tuttavia, trattandosi spesso di donne giovani con un utero sano, il percorso di PMA può risultare più favorevole. Alle pazienti a rischio di menopausa precoce con desiderio di maternità si propone talvolta la crioconservazione degli ovociti per preservare la fertilità.

Autore
Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
24 Dicembre 2022
Data di aggiornamento
17 Novembre 2023

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