Gravidanza in menopausa, è possibile?

24 Dicembre 2022

Una delle curiosità più diffuse nel mondo femminile e non riguardo la gravidanza è proprio quello sul reale e stretto rapporto che esiste tra l’arrivo della menopausa e la fine della vita fertile di una donna.

Dal punto di vista strettamente biologico, la menopausa coincide con l’esaurimento completo della riserva ovarica della donna, ciò vuol dire che da quel momento in avanti non saranno più disponibili nuovi ovociti da fecondare. Questo avviene perché, a differenza dell’uomo dove invece gli spermatozoi possono continuare ad essere prodotti, la donna ha una riserva limitata e stabilita già a partire dalla vita intrauterina e destinata inesorabilmente a terminare.

Discorso a parte spetta invece alle gravidanze ottenute comunque in post menopausa, ma tramite trattamenti di procreazione medicalmente assistita.

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Come posso riconoscere l’arrivo della menopausa?

Nella maggior parte dei casi, la menopausa si presenta tra i 45 e i 55 anni, quando invece esordisce prima si parla di menopausa precoce, evenienza possibile in seguito a patologie genetiche, interventi chirurgici o a causa di pregresse terapie come la chemio o la radioterapia.

Spesso le donne si rendono conto in totale autonomia dell’arrivo della menopausa, indipendentemente dall’età. Questo succede perché inevitabilmente il loro corpo affronta dei cambiamenti che si accompagnano a dei sintomi caratteristici, i cosiddetti sintomi della premenopausa o del climaterio, in parte anche simili a quelli di una gravidanza, tra i quali possiamo citare:

  • Vampate di calore;
  • Mal di testa;
  • Insonnia;
  • Ciclo mestruale irregolare;

Bisogna però fare attenzione, in quanto questa fase di transizione che accompagna la donna dalla vita fertile alla menopausa vera e propria può durare molto tempo anche fino a 5 anni, ed è quindi una finestra nella quale si può potenzialmente rimanere incinta, seppur con probabilità piuttosto basse, dovute soprattutto alla scarsa quantità e qualità degli ovociti rimasti.

Per questa ragione è comunque possibile sottoporre la paziente a tutta una serie di esami di screening finalizzati a capire quale sia la sua capacità fertile e quindi stimare la probabilità di avere una gravidanza anche se in prossimità della menopausa. Un esempio è l’esecuzione della conta dei follicoli antrali, gli esami ormonali come FSH, LH, ormone antimulleriano ed estradiolo.

 

 

È possibile rimanere incinta in premenopausa?

Come già accennato poco prima, dal punto di vista fisiologico sarebbe possibile intraprendere una gravidanza durante la premenopausa. C’è però da dire che si è maggiormente esposti a tutta una serie di rischi derivanti dall’età più avanzata, nonché dalla qualità degli ovociti residui in questa delicata fase.

Inevitabilmente gli ovociti superstiti sono più “vecchi” e maggiormente esposti al danno genetico, pertanto c’è un rischio aumentato di sviluppare malformazioni congenite, sofferenza fetale, aborto spontaneo e conseguentemente rischi per la salute della mamma.

Ecco perché, nonostante l’arco temporale potrebbe far pensare all’arrivo della menopausa, un’assenza di ciclo mestruale dovrebbe sempre essere accompagnato da un test di gravidanza o beta hCG, in modo tale da escludere un’eventuale gravidanza sopraggiunta in questo frangente.

I sintomi che accompagnano una gravidanza ottenuta in premenopausa sono del tutto sovrapponibili ad una normale gravidanza, con l’unica differenza che solitamente si diagnostica più tardi del normale, perché si tende a credere che la mancanza di flusso mestruale sia dovuto alla menopausa piuttosto che alla gravidanza o che sia una normale condizione secondaria alla premenopausa stessa.

In ogni caso, qualora si dovesse confermare la gravidanza, la donna deve essere sottoposta a controlli più stringenti così come anche il nascituro, in quanto sono entrambi esposti a rischi importanti, come:

  • Diabete gestazionale;
  • Preeclampsia ed eclampsia;
  • Aborto spontaneo;
  • Parto prematuro;
  • Sofferenza fetale;
  • Difetti nell’accrescimento.

In genere questi controlli vengono fatti in maniera più attenta e concentrata nel tempo, in qualunque gravidanza ottenuta dopo i 40 anni d’età, anche per l’aumento rischio di difetti cromosomici, come la sindrome di Down.

 

 

Come ottenere una gravidanza in menopausa?

Sulla base di quello appena detto, si potrebbe quindi pensare che è assolutamente impossibile diventare genitori una volta entrati in menopausa. Dal punto di vista strettamente fisiologico è così, però al giorno d’oggi, grazie al progresso della scienza, è possibile raggiungere questo obiettivo grazie all’impiego di tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Queste infatti ci permettono di oltrepassare i limiti imposti dalla natura utilizzando per esempio ovuli crioconservati in precedenza e derivanti dalla donna stessa o, più comunemente in queste circostanze, tramite fecondazione eterologa con ovodonazione.

Come è facile immaginare però, la gravidanza che può comunque essere intrapresa, sarà più difficile a causa dell’età più avanzata della donna e per questa ragione bisognerà supportare la paziente con adeguate sostituzioni ormonali che garantiranno la creazione di un ambiente uterino adatto all’impianto prima e alla gestazione poi.

Ben diverso è il discorso nelle donne con una condizione di menopausa precoce: in questo caso si tratta di pazienti solitamente più giovani, ma che per svariati motivi medici, vanno incontro ad una prematura riduzione del patrimonio ovocitario e quindi ad un suo precoce esaurimento. Per questo motivo, la gravidanza potrebbe procedere in maniera più “naturale” rispetto alle donne con età più avanzate.

Per questa ragione, spesso, alle pazienti in cui c’è un rischio di sviluppare in futuro questa condizione e nelle quali ci sia un desiderio materno, è fortemente consigliato di sottoporsi al prelievo degli ovociti e alla loro crioconservazione tramite vitrificazione. Questo è fondamentale in queste situazioni, in quanto permette di fermare nel tempo la capacità fertile della donna al momento esatto del prelievo ed eventualmente posticipare la gravidanza.

Questo avviene per esempio in donne che devono essere sottoposte a protocolli terapeutici radicali a livello pelvico o ginecologico, come operazioni chirurgiche o radio/chemioterapie che altrimenti comprometterebbero irreversibilmente la fertilità della donna stessa.

Questa tecnica infatti evita il ricorso ad ovociti esterni tramite ovodonazione, permettendo di ricorrere alla più classica fecondazione in vitro omologa.

 

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

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