Perdite bianche della donna: c’è da preoccuparsi?

18 Ottobre 2022

La normale fisiologia dell’apparato riproduttore femminile prevede che, per via della flora batterica locale e delle variazioni ormonali periodiche, cambi la composizione e la qualità del liquido vaginale.

Sicuramente tra le più particolari e interessanti vi sono le perdite bianche. Queste non sono altro che secrezioni mucose prodotte dalle cellule di rivestimento della cervice uterina ma che in alcune condizioni possono costituire una spia di allarme per patologie in corso.

Il riscontro di perdite vaginali bianche può essere del tutto normale e facilmente riscontrabile lungo la vita fertile della donna; tuttavia, assumono un significato preciso se queste si verificano durante o prima del ciclo mestruale o in corso di gravidanza.

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Nella maggior parte dei casi si tratta di un evento del tutto normale, finalizzato alla creazione di un film mucoso adatto a proteggere la donna dall’insorgenza di infezioni.

Esistono però dei casi in cui la loro presenza accompagnata anche da altri sintomi, può essere un segnale preoccupante, come nel caso in cui dovessero essere particolarmente abbondanti o presentarsi con bruciore, prurito e cattivo odore.

 

Perdite bianche e ciclo mestruale

La frequenza e le caratteristiche delle perdite bianche possono risentire della fase specifica del ciclo mestruale. Quando sono particolarmente dense e cremose, vengono segnalate prima del ciclo e sono più frequenti in quelle donne che assumono la pillola anticoncezionale.

Al contrario, se compaiono dopo il ciclo sono tipicamente acquose e trasparenti e possono essere un segnale di avvenuta ovulazione. I cambiamenti ormonali che si verificano in questa fase, infatti, influenzano la produzione del muco cervicale rendendolo più fluido per favorire il passaggio degli spermatozoi e agevolare un possibile concepimento.

 

Perdite bianche e infezioni

La presenza di perdite bianche con cattivo odore insieme alla presenza di prurito, bruciore o fastidio vaginale potrebbe essere dovuto ad un’infezione in corso.

Generalmente, quando si tratta di infezioni batteriche la donna può presentare perdite schiumose e maleodoranti con un colore tendenzialmente giallo-verdastro. Se invece esse appaiono più dense e grumose, con un aspetto simile alla ricotta è più probabile si tratti di una infezione di candida, un fungo che richiede una specifica terapia, estesa anche al partner della donna che potrebbe risultarne già contagiato.

 

Perdite in gravidanza

Il discorso si fa più delicato quando si parla di perdite in gravidanza: solitamente la donna in dolce attesa presenta delle fisiologiche perdite gelatinose. Queste, infatti, insieme ad altri sintomi contribuiscono a rafforzare il sospetto di un’eventuale gravidanza in atto, poi confermato dall’esecuzione del test per la beta hCG.

Test beta hcg

La presenza di perdite bianche, specie prima del ciclo, non deve necessariamente portare la donna a porsi questa domanda, ma è opportuno tenere in considerazione che questo fenomeno, solitamente innocuo e fisiologico, può anche rappresentare la spia di problemi di salute.

In tutti questi casi ci si può affidare ad uno degli esperti dell’equipe Fertilab, che potrà indicare con grande professionalità quali sono i provvedimenti o le indagini più adatte a chiarire e risolvere il problema.

 

Perdite acquose: perdita di liquido amniotico in gravidanza?

È possibile che la consistenza e le caratteristiche del liquido vaginale assumano un aspetto più acquoso e se questo avvenisse durante la gravidanza potrebbero creare allarme. Pertanto, la clinica Fertilab mette a completa disposizione i propri professionisti affinché la donna si senta accompagnata e supportata in questa fase.

Anzitutto, come già visto poco prima, avvertire delle perdite durante la gravidanza è del tutto fisiologico, essendo strettamente legato allo sbalzo ormonale che la gravidanza porta con sé.

Se le perdite sono di colore rosso e accompagnate a mal di pancia è possibile si tratti di perdite di sangue, condizione che necessita sicuramente un consulto dal ginecologo per fare il punto della situazione e verificare il corretto prosieguo della gravidanza.

Mal di pancia in gravidanza perdite

Quando però queste perdite assumono un aspetto più acquoso, spesso la donna si domanda se può trattarsi di semplice urina o addirittura di perdita di liquido amniotico.

La clinica Fertilab allora risponde a queste importanti domande che spesso le gestanti si chiedono: è possibile perdere liquido amniotico durante la gravidanza? E quali potrebbero esserne le cause?

Anzitutto, il liquido amniotico è un elemento vitale per il corretto sviluppo del feto durante i 9 mesi di gravidanza. Tra le tante cose, costituisce un cuscinetto che protegge il nascituro da possibili lesioni o urti esterni e protegge dalla perdita di calore. Garantirne i corretti livelli, è essenziale.

Per scoprire se si stanno verificano perdite di liquido amniotico è importante, in primo luogo, prestare attenzione alla possibile comparsa di liquido incolore e inodore a cui si accompagnano anche dei segni indiretti di sofferenza fetale che la stessa mamma può riconoscere, come una brusca diminuzione dei movimenti fetali.

Nella maggior parte dei casi però, la perdita di liquido amniotico viene soltanto confusa con la perdita involontaria di urina che si verifica molto comunemente durante la gravidanza a causa del peso dell’utero che spinge sulla vescica.

I principali sintomi che possono, quindi, farci pensare ad una perdita di liquido amniotico sono:

  • La biancheria intima si bagna, ma il liquido non ha odore e neanche colore;
  • La biancheria intima si inumidisce più di una volta al giorno;
  • Diminuzione dei movimenti del bambino nell’utero, quando si è già verificata una maggiore perdita di liquidi.

 

Quali sono le possibili cause?

Le vere cause di perdita di liquido amniotico non sempre sono note. Nella maggior parte dei casi però si tratta di una complicanza di un’infezione genitale.

Altre cause che possono causare la perdita di liquido amniotico o di incorrere a una riduzione della sua quantità sono:

  • Rottura parziale del sacco amniotico: il liquido amniotico inizia a cadere attraverso un piccolo foro del sacco amniotico. È più frequente alla fine della gravidanza e normalmente l’apertura si chiude da sola con riposo e buona idratazione;
  • Sofferenza placentare: la placenta potrebbe non produrre abbastanza sangue e sostanze nutritive per il feto e quindi anche meno liquido amniotico;
  • I farmaci per l’ipertensione arteriosa, contro il parto prematuro o l’ibuprofene possono influenzare i reni del bambino, diminuendo la quantità di urina e, a sua volta, di liquido amniotico;
  • Le anomalie del bambino: all’inizio del secondo trimestre, il feto inizia a ingoiare il liquido amniotico, espellendolo nelle urine. Quando si verifica una perdita di liquido amniotico, i reni del bambino potrebbero non svilupparsi correttamente;
  • Sindrome da trasfusione feto-fetale: nel caso di gemelli identici, uno può ricevere più sangue e sostanze nutritive dell’altro, causando una minore quantità di liquido amniotico rispetto all’altro.

 

È possibile trattare la perdita di liquido amniotico?

La clinica Fertilab mette a completa disposizione una serie di esami diagnostici e soprattutto trattamenti per far fronte a questa condizione cui la donna potrebbe trovarsi di fronte.

Il trattamento varia soprattutto in base all’età gestazionale: durante il primo e secondo trimestre è bene eseguire un’ecografia e verificare i livello di liquido amniotico presente ed escludere la presenza o meno di un’infezione in corso. In questa prima fase, si sceglierà un approccio più conservativo, consigliando riposo e una corretta idratazione, fissando controlli a cadenza settimanale per verificare il buon stato del liquido amniotico.

Durante il terzo trimestre è invece più comune osservare questo quadro e sarà caratterizzato da una condizione decisamente non grave. Però ci possono essere situazioni in cui la donna potrebbe perdere grandi quantità di liquido: in questo caso si opterà per un’anticipazione del parto.

Qualora, invece, la perdita si verificasse dopo la trentaseiesima settimana potrebbe trattarsi di un sintomo di rottura di membrana compatibile con l’inizio del travaglio e quindi il sopraggiungere della nascita del bambino.

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

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