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Gravidanza biochimica: posso rimanere incinta di nuovo?

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

È stato stimato che, in media, il 25 per cento delle gravidanze si interrompano prima ancora che la donna si accorga effettivamente di essere rimasta incinta. In questi casi, si parla di gravidanza biochimica, termine con cui si indica un aborto spontaneo che tende a verificarsi entro le prime quattro – cinque settimane dal momento della fecondazione.

A causa della precocità con cui tale tipo di gravidanza si interrompe, la maggior parte delle donne non presenta alcun segno che faccia intendere l’avvenuto concepimento; si pensa spesso a un semplice ritardo nell’arrivo delle mestruazioni.

Nel caso però in cui, entro il periodo definito precedentemente, la donna in questione effettuasse un test di gravidanza, risulterebbe positivo. Questo a causa dell’aumento dei livelli sierici dell’ormone beta-HCG (gonadotropina corionica), che viene prodotto subito dopo il concepimento dalle cellule pre-embrionali che successivamente formeranno la placenta.

In questo caso, però, ci troviamo di fronte a nient’altro che a un falso positivo; l’avvento della gravidanza verrà infatti smentito da un’ecografia, che non rivelerà la presenza di alcuna camera gestazionale, o comunque dall’arrivo del ciclo mestruale, chiaro segnale del fallimento dell’impianto embrionale.

Laddove però le mestruazioni tardassero a comparire, è consigliabile eseguire esami specifici volti alla valutazione dei livelli circolanti di beta-HCG; se essi non dovessero diminuire nel giro di qualche settimana, ci potrebbe essere il sospetto della presenza di una gravidanza extra-uterina. E’ un evento tendenzialmente raro che però può compromettere la salute della donna, finanche a metterla in pericolo di vita per emorragia interna.

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Cause della gravidanza biochimica

I motivi legati all’avvenimento di una gravidanza biochimica sono molteplici, e non si differenziano poi molto da quelli che provocano ogni altro tipo di aborto spontaneo: in primo luogo l’aneuploidia dell’embrione (termine con cui si intende un’alterazione del numero dei cromosomi), o anomalie che riguardano la struttura uterina materna. È stato a quest’ultimo scopo eseguito uno studio che ha individuato come le gravidanze biochimiche interessino maggiormente le donne il cui spessore endometriale, nella fase pre-ovulatoria, è inferiore a 9 mm.

Altre cause possono essere rappresentate da infezioni e patologie che coinvolgono l’apparato genitale femminile (ad esempio l’endometriosi), malformazioni genetiche dei gameti, fattori endocrini come alterazioni della secrezione ormonale da parte della tiroide, o ancora dalla presenza di fibromi o polipi a livello uterino.
Tra i fattori predisponenti, rientrano invece condizioni di forte stress, abuso di alcol e tabacco, età avanzata, obesità.

E bene però ricordare che la gravidanza biochimica è nella maggior parte dei casi un fenomeno fisiologico, che non rappresenta dunque nulla di patologico che debba destare allarmismi. In caso si verificassero gravidanze biochimiche continue, tuttavia, è opportuno eseguire esami volti ad escludere problemi al sistema riproduttivo della donna, che impediscono alla gravidanza di proseguire fino ad essere confermata dall’ecografia (si parla in questo caso di “gravidanza clinica”).

 

Come riconoscere e cosa fare se si verifica una gravidanza biochimica

Come detto in precedenza, è difficile accorgersi di una gravidanza biochimica, a causa della rapidità con cui essa giunge alla sua conclusione. Ci possono essere tuttavia alcuni mutamenti nel flusso mestruale, collegati all’avvento dell’aborto: in questi casi le perdite ematiche potrebbero essere più abbondanti del solito, di colore rosso vivo e con coaguli, o potrebbero comparire dolori a livello addominale simili a contrazioni, dovute all’utero che espelle il prodotto del concepimento.

Anche se questi sintomi sono passeggeri e non lasciano alcuna conseguenza sull’organismo femminile, il fallimento di una gravidanza potrebbe avere delle ripercussioni negative a livello psicologico, soprattutto in quelle donne che da tempo sognano di avere un bambino.

L’aborto causato da una gravidanza biochimica non richiede comunque alcun tipo di intervento e/o trattamento: non è infatti necessario assumere farmaci o procedere con il raschiamento per “ripulire” la cavità uterina, pratiche che generalmente sono la prassi in caso di aborti che insorgono in stadi più avanzati della gravidanza. Questo per un motivo molto semplice: l’arrivo repentino delle mestruazioni permette la naturale espulsione di ogni eventuale residuo.

 

La gravidanza biochimica influisce sulla fertilità?

La gravidanza biochimica può avvenire sia in caso di concepimento naturale, sia in seguito a fecondazione assistita. Una delle domande e delle preoccupazioni che assillano maggiormente le donne che ne vengono colpite, è se essa in qualche modo comprometta la futura possibilità di avere un bambino.
La risposta è in questo caso estremamente ottimistica e confortante: la gravidanza biochimica non altera in alcun modo la fertilità della donna. Anzi: gli alti valori dell’ormone beta-HCG sono un segnale predittivo positivo per il verificarsi di future gravidanze.

Numerosi studi confermano infatti che chi ha sperimentato una gravidanza biochimica fisiologica ha più possibilità di avere un bambino di coloro che invece, pur provandoci, non sono mai rimaste incinta. Con la gravidanza biochimica, del resto, la fecondazione è avvenuta a tutti gli effetti, ma semplicemente è terminata rapidamente a causa del mancato impianto dell’embrione: ciò implica che entrambi i partner sono fertili.

Anche laddove si verificassero più gravidanze biochimiche continue, ma si escludono cause patologiche, come malformazioni uterine o problematiche che riguardano l’intero organismo della donna, non vi è nessuna riduzione della percentuale di probabilità di portare a termine in futuro una gravidanza clinica.

 

Dopo quanto tempo riprovare ad avere un bambino?

Se si verifica un aborto spontaneo, il ciclo ovulatorio tenderà a riprendere normalmente dopo pochi giorni; ci possono essere tuttavia alcuni ritardi nell’arrivo della mestruazione successiva (secondo una stima, generalmente essa fa la sua comparsa 40 giorni dopo l’aborto), ma questo fatto non deve scatenare alcun tipo di allarmismo, in quanto è un evento del tutto normale.

Si può di conseguenza riprovare a concepire un figlio subito dopo l’avvento della nuova mestruazione, senza nessuna controindicazione.

Nei casi in cui la gravidanza biochimica avesse generato sconforto e timori nella donna, sarebbe però opportuno attendere il sopraggiungere di un miglior stato emotivo prima di tentare una gravidanza: le alterazioni psicologiche e lo stress che ne consegue sono infatti una delle cause principali del mancato concepimento. Se questo senso di disagio persiste, dunque, è consigliabile rivolgersi ad uno psicologo, che possa indicare la strada migliore da seguire per lasciarsi alle spalle ogni dannosa negatività.

 

Domande frequenti sulla gravidanza biochimica

  1. Che cos’è una gravidanza biochimica?
    R: Una gravidanza biochimica è una gravidanza precoce che termina in un aborto spontaneo nelle prime fasi. Viene rilevata tramite un test di gravidanza positivo, ma non può essere confermata con un’ecografia.
  2. Come si rileva una gravidanza biochimica?
    R: Si rileva tramite un test di gravidanza che mostra un livello elevato dell’ormone HCG, ma senza ulteriori evidenze cliniche di gravidanza, come un sacco gestazionale all’ecografia.
  3. Quali sono i sintomi di una gravidanza biochimica?
    R: I sintomi possono includere un leggero ritardo del ciclo mestruale, un test di gravidanza leggermente positivo e, talvolta, lievi segni di sanguinamento o crampi.
  4. Quanto è comune una gravidanza biochimica?
    R: È piuttosto comune, con alcune stime che indicano che fino al 50-60% delle prime gravidanze si concludono in una gravidanza biochimica.
  5. Che impatto ha una gravidanza biochimica sulla salute della donna?
    R: Fisicamente, l’impatto è solitamente minimo, ma può essere emotivamente stressante. Non ci sono solitamente effetti a lungo termine sulla fertilità.
  6. Quali sono le cause di una gravidanza biochimica?
    R: Le cause possono variare, ma spesso includono anomalie cromosomiche nell’embrione, problemi ormonali, disturbi dell’impianto o problemi di salute sottostanti.
  7. Una gravidanza biochimica può influenzare le future gravidanze?
    R: In generale, una gravidanza biochimica non ha impatti negativi sulle future gravidanze. Tuttavia, se si verificano gravidanze biochimiche ripetute, è consigliabile consultare un medico.
  8. Come si gestisce una gravidanza biochimica?
    R: Non c’è un trattamento specifico; il focus è sul supporto emotivo e, se necessario, sul monitoraggio medico per assicurarsi che i livelli di HCG tornino alla normalità.
  9. È possibile prevenire una gravidanza biochimica?
    R: Non ci sono metodi specifici per prevenire una gravidanza biochimica, poiché spesso è causata da fattori genetici o altri problemi al di fuori del controllo.
  10. Quando è sicuro tentare una nuova gravidanza dopo una gravidanza biochimica?
    R: I medici generalmente consigliano di aspettare fino a quando il ciclo mestruale non torna regolare, ma è importante discutere con il proprio medico per un consiglio personalizzato.
  11. Qual è la differenza tra una gravidanza biochimica e un aborto spontaneo?
    R: Una gravidanza biochimica è un tipo specifico di aborto precoce che avviene prima che la gravidanza possa essere confermata tramite ecografia, di solito entro le prime cinque settimane. Un aborto spontaneo può verificarsi in qualsiasi momento nelle prime 20 settimane di gravidanza e di solito è diagnosticato dopo che la gravidanza è stata confermata clinicamente.
  12. Si può avere un test di gravidanza positivo durante una gravidanza biochimica?
    R: Sì, durante una gravidanza biochimica il test di gravidanza può risultare positivo perché il corpo inizia a produrre l’ormone HCG, sebbene la gravidanza non progredisca oltre le fasi iniziali.
  13. C’è una correlazione tra età e gravidanze biochimiche?
    R: Sì, le ricerche indicano che il rischio di gravidanza biochimica può aumentare con l’età, specialmente dopo i 35 anni, a causa di una maggiore probabilità di anomalie cromosomiche negli ovuli.
  14. Come si sentono le donne dopo una gravidanza biochimica?
    R: Le reazioni emotive variano da donna a donna. Alcune possono sentirsi tristi o deluse, mentre altre potrebbero non essere emotivamente influenzate, specialmente se non erano consapevoli della gravidanza. Il supporto emotivo è importante in questi casi.
  15. È necessario un follow-up medico dopo una gravidanza biochimica?
    R: Sebbene un follow-up specifico non sia solitamente necessario dopo una singola gravidanza biochimica, è consigliabile consultare un medico se si verificano gravidanze biochimiche multiple per valutare eventuali problemi di salute sottostanti.

 

Autore
Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
3 Novembre 2022
Data di aggiornamento
24 Gennaio 2024

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