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Dimensione delle ovaie e fertilità

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Le ovaie sono un organo fondamentale dell’apparato riproduttivo femminile, in quanto producono gli ovociti necessari per l’avvento della fecondazione.
Sono composte da due ghiandole collocate lateralmente all’utero e presentano dimensioni differenti a seconda di molteplici fattori, il che di conseguenza influenza notevolmente la fertilità della donna in questione.

In questo articolo ci concentreremo proprio su tale argomento: quali sono le dimensioni delle ovaie e come ciò aumenta o diminuisce le probabilità di concepimento.

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Come funzionano le ovaie?

Prima di inoltrarci più dettagliatamente nel vero tema dell’articolo, è bene fare un piccolo recap riguardante la metodologia di funzionamento delle ovaie.

Questi organi dalla caratteristica forma di mandorla leggermente allungata, hanno il prezioso compito di secernere gli ormoni sessuali femminili, ovvero gli estrogeni ed il progesterone, e di produrre gli ovociti (detti anche “ovuli” o “cellule uovo”) che sono i gameti femminili necessari per la riproduzione.

Durante il ciclo mestruale, all’interno delle ovaie inizia a crescere un gruppo di follicoli ovarici, nel quale un ovocita immaturo si sviluppa piano a piano. I follicoli ovarici degenerano però tutti ad eccezione di uno, che viene pertanto definito “dominante”. Quando esso si rompe, l’ovocita contenuto al suo interno, che ormai ha raggiunto la maturità, viene rilasciato dall’ovaio lungo le tube di Falloppio, mediante cui raggiunge l’utero.

Stiamo parlando del processo noto come “ovulazione”, il quale rappresenta il momento in cui la fertilità della donna raggiunge il proprio culmine ed è dunque più facile che ella rimanga incinta, nel caso in cui l’ovocita liberato venisse fecondato da uno spermatozoo maschile.

 

 

Dimensioni delle ovaie: come e perché variano

Partiamo da un dato di base: in condizioni di buona salute, le ovaie di una donna misurano approssimativamente 4 centimetri di lunghezza, 1 centimetro di spessore e 2 centimetri di larghezza.

Anche in questi casi, è però del tutto normale che le dimensioni ovariche subiscano dei cambiamenti in relazione all’età della donna: fino alla pubertà, le ovaie tendono infatti ad essere molto piccole, mentre le massime dimensioni vengono raggiunte durante l’età adulta, nel momento di maggiore fertilità, per poi decrescere in seguito all’arrivo della menopausa.

Esistono però altre condizioni in grado di influenzare le dimensioni delle ovaie: l’uso di contraccettivi ormonali quali la pillola, ad esempio, può in alcuni casi ridurle, in altri aumentarle.
Anche le caratteristiche fisiche individuali, che variano da donna a donna, giocano poi in tal senso un ruolo fondamentale.

Se si soffre della sindrome dell’ovaio policistico, poi, è possibile che le ovaie abbiano dimensioni più elevate in seguito alla presenza di numerosi follicoli ovarici cistici.

In generale, le dimensioni delle ovaie sono strettamente correlate al quantitativo di ovuli disponibili: per questo motivo si tratta di un fattore da tenere in alta considerazione quando si parla di fertilità femminile.

 

 

Come viene misurata la dimensione delle ovaie?

Per determinare le dimensioni delle proprie ovaie, è necessario semplicemente rivolgersi ad un ginecologo, il quale provvederà ad effettuare l’ecografia transvaginale, un esame di routine non doloroso e non invasivo che si avvale di onde sonore ad alta frequenza per ottenere immagini delle ovaie e dei tessuti ad esse circostanti.

 

 

Dimensioni delle ovaie e fertilità: quali nessi ci sono

Come affermato in precedenza, le dimensioni delle ovaie sono un parametro molto importante quando si devono valutare le potenzialità fertili di una donna.

In linea di massima, le donne che presentano ovaie più grandi tendono ad avere una maggiore riserva ovarica, ovvero possiedono un numero più elevato di follicoli che contengono gli ovociti in fase di sviluppo. Ciò si traduce in un aumentato numero di ovuli disponibili lungo il corso della vita della donna, e dunque in una sua maggiore fertilità.

Non si tratta comunque di un dato assolutamente certo: avere ovaie grandi può infatti essere dovuto anche a condizioni mediche quali il sopracitato ovaio policistico, il che richiede una valutazione da parte del ginecologo di riferimento al fine di adottare la soluzione migliore.

Il numero di ovociti presenti nelle ovaie, inoltre, può diminuire rapidamente con l’età, non garantendo dunque una condizione elevata di fertilità in tutte le fasi di vita della donna.

È bene inoltre ricordare che la quantità di ovociti disponibili non è l’unico fattore che influenza la fertilità: su di essa esercitano infatti un importante impatto anche la qualità stessa degli ovociti e più in generale lo stato di salute generale della donna in questione.

D’altro canto, avere ovaie di dimensioni ridotte non vuol dire necessariamente non essere in grado di concepire naturalmente.

 

 

Valutazione della riserva ovarica

Indipendentemente dalle dimensioni ovariche, è possibile eseguire una serie di esami in grado di valutare la propria riserva ovarica.

Tra questi rientrano semplici analisi del sangue che, eseguiti tra il secondo ed il quarto giorno del ciclo mestruale, permettono di evidenziare la presenza circolante di ormoni quali l’FHS, l’LH e l’estradiolo.

Oltre a ciò, è possibile ricorrere alla pratica della conta dei follicoli antrali, la quale consiste in nient’altro che una ecografia transvaginale, eseguita durante il terzo giorno delle mestruazioni, per evidenziare l’effettivo numero di follicoli presenti in ciascun ovaio.

 

 

Dimensioni delle ovaie e menopausa

Un altro elemento influenzato dalle dimensioni delle ovaie, oltre alla fertilità, è rappresentato dall’arrivo della menopausa per la donna.

Coloro che presentano ovaie ridotte, infatti, tenderanno ad entrare in menopausa prima di quelle le cui ovaie sono al contrario più grandi, perché presentano un numero di follicoli ovarici minore.

 

 

Ringiovanimento ovarico: una valida soluzione?

Ultimamente la scienza sta facendo passi da gigante per risolvere una pluralità di situazioni spiacevoli che possono riguardare un individuo nel corso della propria vita.

Un ottimo aiuto per favorire l’instaurazione di una gravidanza in una donna che non presenta l’adeguata capacità ovarica è rappresentato da un trattamento particolare che oggigiorno sta trovando sempre più applicazione: stiamo parlando del cosiddetto “ringiovanimento ovarico”.

Questa procedura permette di andare ad agire direttamente sulle ovaie attivando i follicoli che non riescono a svilupparsi correttamente in autonomia, mediante due tecniche principali:

  • Trapianto di cellule staminali ovariche, che consiste in un autotrapianto, eseguito mediante le cellule staminali, del midollo osseo della paziente;
  • Frammentazione ovarica per attivazione follicolare, mediante cui viene prelevato un campione della corteccia ovarica della paziente, il quale viene in un secondo momento frammentato al fine di permettere l’attivazione e il conseguente sviluppo dei follicoli ovarici necessari al processo fecondativo.

In caso di insuccesso di tale pratica, è possibile ricorrere alla fecondazione in vitro (purché i follicoli ovarici non risultino completamente esauriti) che consiste nella fecondazione di un ovulo al di fuori del corpo materno e nella sua successiva introduzione nell’utero della donna affinché possa svilupparsi e crescere come avviene normalmente nel corso di qualsiasi gravidanza.

Autore
Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
25 Maggio 2023
Data di aggiornamento
23 Ottobre 2023

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