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Gravidanza dopo raschiamento, è possibile?

Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

L’interruzione di gravidanza è un evento piuttosto comune, soprattutto nelle prime otto settimane di gestazione, ed è stimato che interessi il 15-20% delle gravidanze. Se l’aborto avviene in questa fase, può essere necessario effettuare un intervento chiamato “raschiamento“.

Ciò consiste nella rimozione del tessuto della gravidanza interrotta per garantire che la cavità uterina sia completamente pulita. Spesso insorgono dubbi sulla possibilità di concepire dopo il raschiamento e se debbano essere prese particolari precauzioni.

In generale, dopo un raschiamento non ci sono effetti collaterali significativi, anche se alcune donne possono sperimentare sanguinamento e crampi.

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Cos’è un raschiamento?

Un raschiamento è un intervento chirurgico che viene eseguito in condizioni mediche o fisiologiche specifiche. Esso prevede l’utilizzo di un dispositivo simile a una spatola, che viene utilizzata per rimuovere tessuto uterino da alcune parti dell’utero, come ad esempio dall’endometrio, dalle pareti uterine o dal canale cervicale.

A seconda della situazione in cui è indicato, può essere effettuato sia in anestesia totale che locale. Quest’ultima viene preferita quando si tratta di procedere a scopo diagnostico. Si tratta comunque di un intervento non invasivo e generalmente non comporta rischi per la salute della donna nel lungo periodo.

 

Quali sono le cause e i motivi del raschiamento?

Il raschiamento è una procedura medica che viene eseguita in caso di sospetto aborto o per diagnosticare alcune patologie. Le cause e i motivi del raschiamento possono variare a seconda della situazione in cui si trova la donna.

Una delle principali cause è l’aborto spontaneo, che può verificarsi a qualsiasi età gestazionale e può richiedere il raschiamento in modo da rimuovere eventuali residui di tessuto fetale dalla cavità uterina. Inoltre, il raschiamento può essere usato anche come metodo diagnostico per alcune condizioni, come le malformazioni dell’utero o problemi all’endometrio, oltre a poter essere prescritto prima di un intervento chirurgico sulle tube di Falloppio o sull’utero stesso.

Infine, in alcuni casi il raschiamento può essere usato anche per rimuovere polipi uterini o altri residui di endometrio dopo un aborto incompleto.

 

 

Come influisce il raschiamento sulla gravidanza successiva?

Il raschiamento uterino può avere un impatto sulla gravidanza successiva, anche se nella maggioranza dei casi non si verificano effetti negativi.

Tuttavia, è importante capire che i rischi potenziali possono variare a seconda del motivo per cui è stato effettuato il raschiamento. Se è stato eseguito in situazioni di emergenza come un aborto spontaneo o una gravidanza ectopica, le probabilità di sviluppare complicazioni durante la gravidanza successiva sono maggiori.

Inoltre, c’è un leggero aumento del rischio di partorire prematuramente o di sperimentare sanguinamenti eccessivi durante il travaglio quando si è sottoposti al raschiamento uterino.

Per ridurre al minimo il rischio di complicazioni in gravidanze future dopo un raschiamento, è consigliabile parlare con il proprio medico prima della pianificazione della gravidanza successiva.

 

 

Possibilità di rimanere incinta dopo un raschiamento

Sì, è possibile rimanere incinta dopo un raschiamento. Un aborto spontaneo potrebbe tuttavia aumentare i rischi di complicazioni durante la gravidanza successiva. Per questo motivo è importante che le donne consultino il proprio medico prima di prendere in considerazione l’idea di concepire nuovamente.

I medici possono consigliare trattamenti o esami per migliorare la salute della donna e promuovere una gravidanza sana. Inoltre, con l’aiuto del medico si possono adottare misure preventive per ridurre al minimo i rischi associati a una gravidanza successiva.

Queste misure possono includere il controllo periodico della pressione sanguigna e del peso corporeo, nonché l’assunzione regolare di supplementi come vitamine e minerali essenziali per promuovere la salute riproduttiva generale.

 

 

Quali sono i tempi di recupero dopo un raschiamento?

Il raschiamento, o curettage, è una procedura chirurgica di rimozione di tessuto uterino mediante l’uso di una piccola sonda. Di solito richiede anestesia locale, quindi il tempo impiegato per recuperare dipende da quanto è profondo e invasivo l’intervento.

Dopo il ritorno a casa, si raccomanda di riposare per almeno 24 ore ed evitare attività fisica per circa 5 giorni. Si può tornare al normale programma entro 2 settimane dal raschiamento, anche se le donne possono sentire la necessità di riprendere dopo qualche giorno.

Il recupero varia da caso a caso in base alla complessità dell’intervento e alle condizioni generali della donna che lo ha subito.

 

 

Come aumentare le possibilità di gravidanza dopo raschiamento?

Dopo il trattamento, è possibile concepire naturalmente. Tuttavia, alcuni fattori possono aumentare significativamente le possibilità di successo di una gravidanza dopo raschiamento. In primo luogo, sia la donna che il partner devono prendersi cura della propria salute generale: mangiare bene e regolarmente fare esercizio fisico contribuiranno a mantenere i livelli ormonali adeguati e a preparare l’utero ad accogliere un embrione.

Inoltre, è importante tenere sotto controllo eventuali malattie croniche come diabete e ipertensione in modo da ridurre al minimo il rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Anche evitare assunzione di farmaci non prescritti prima della gravidanza può giovare alla salute del feto. Praticare tecniche di relax come lo yoga, la meditazione, lo stretching e altri esercizi mirati all’equilibrio psicofisico può contribuire all’ottimale funzionalità dell’organismo femminile.

 

 

Fattori da considerare prima di una nuova gravidanza

È importante considerare diversi fattori prima di intraprendere una nuova gravidanza. Primo fra tutti, è essenziale prendere in considerazione lo stato fisico e mentale della donna e assicurarsi che sia nella condizione migliore per una gravidanza.

Di conseguenza, il medico può consigliare l’assunzione di supplementi vitaminici o l’adozione di un programma di esercizio moderato. Inoltre, bisogna valutare anche lo stato del proprio sistema riproduttivo: se si è già passati attraverso un aborto spontaneo o un raschiamento, potrebbe essere opportuno fare alcuni test per assicurarsi che non vi siano infezioni in atto.

Un altro aspetto da considerare riguarda i cambiamenti emotivi che possono accompagnare la gravidanza: è importante ridurre al minimo lo stress adottando delle strategie come tecniche di rilassamento ed evitando situazioni potenzialmente pericolose che possono causare tensione. Infine, l’alimentazione e il sonno sono fondamentali durante questa fase: occorre pertanto restare ben idratate e assumere i nutrienti necessari secondo le indicazioni del medico curante.

 

Come migliorare il corpo per una nuova gravidanza

Una volta conclusa una gravidanza con un aborto spontaneo, è importante prendersi cura del proprio corpo in modo da prepararlo ad accogliere un nuovo bambino. I medici consigliano di aspettare almeno sei mesi dopo l’aborto prima di tentare di concepire nuovamente.

Per fare ciò, si raccomandano le seguenti misure: tenersi in salute e alimentarsi in modo equilibrato, praticare esercizio fisico costante per tonificare il proprio organismo ed evitare o limitare l’utilizzo di bevande contenenti alcolici ed altri tipi di sostanze stupefacenti.

Inoltre, sarebbe auspicabile seguire un programma specificatamente dedicato alla gestione dello stress, che comprende tecniche come meditazione ed esercizio fisico volto a ridurre i livelli di ansia. In tal modo si potrà contribuire a migliorare notevolmente la propria salute e renderla più adatta ad accogliere nuovamente una gravidanza.

 

Dati e statistiche

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce un aborto naturale o spontaneo come “l’interruzione involontaria di una gravidanza prima che il feto possa sopravvivere da solo“. Si stima che tra l’8% e il 20% delle gravidanze finiscano in aborto spontaneo, e in alcuni casi i sintomi sono così leggeri che la donna non li riconosce. La maggior parte degli aborti spontanei è causata da problemi cromosomici dell’embrione.

Dopo il primo aborto, il rischio di un altro aborto spontaneo in una gravidanza successiva è pari a quello di una qualsiasi altra donna. Tuttavia, se si verificano due o più aborti consecutivi, il rischio sale al 28%, mentre con un terzo aborto può arrivare fino al 43%. Per aumentare le possibilità di ottenere una gravidanza sana, è importante che le donne che hanno subito un aborto spontaneo si prendano cura della propria salute generale, mantengano uno stile di vita sano, e si consultino con un medico specializzato in caso di problemi.

Gli aborti ripetuti sono un fenomeno che si verifica quando una donna ha più di un aborto spontaneo consecutivo. Talvolta, le donne che hanno un aborto spontaneo possono essere più a rischio di sviluppare una condizione nota come aborto ricorrente, dove il corpo di una donna non è in grado di sostenere una gravidanza fino alla nascita. A volte questo può essere causato da una condizione sottostante, come ad esempio un’infezione o una malattia autoimmune.

In altri casi, le cause degli aborti ripetuti possono non essere chiare. I medici possono indagare e fare ulteriori test per capire meglio la causa della condizione. Se identificata, la condizione può essere trattata con farmaci o altri trattamenti per ridurre il rischio di aborti ricorrenti.

 

 

In conclusione

I medici consigliano alle donne di prendersi cura di sé dopo un raschiamento in modo da poter ricominciare ad essere più pronte per la gravidanza. È importante fare attività fisica regolarmente per aumentare le possibilità di concepire in futuro e garantire che il proprio benessere generale rimanga alto. Si raccomanda anche di mantenere una dieta sana ed equilibrata e bere molti liquidi, così da mantenere un buon livello delle energie. Infine, qualora non si abbiano problemi particolari o segnali allarmanti (come perdite ematiche), è importante consultare il proprio medico prima di intraprendere qualsiasi tipologia di rapporto sessuale.

Autore
Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
24 Dicembre 2022
Data di aggiornamento
14 Febbraio 2023

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