Gravidanza dopo raschiamento, è possibile?

24 Dicembre 2022

L’interruzione di gravidanza è un evento piuttosto comune, soprattutto nelle prime otto settimane di gestazione, ed è stimato che interessi il 15-20% delle gravidanze. Se l’aborto avviene in questa fase, può essere necessario effettuare un intervento chiamato “raschiamento“.

Ciò consiste nella rimozione del tessuto della gravidanza interrotta per garantire che la cavità uterina sia completamente pulita. Spesso insorgono dubbi sulla possibilità di concepire dopo il raschiamento e se debbano essere prese particolari precauzioni.

In generale, dopo un raschiamento non ci sono effetti collaterali significativi, anche se alcune donne possono sperimentare sanguinamento e crampi.

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Cos’è un raschiamento?

Un raschiamento è un intervento chirurgico che viene eseguito in condizioni mediche o fisiologiche specifiche. Esso prevede l’utilizzo di un dispositivo simile a una spatola, che viene utilizzata per rimuovere tessuto uterino da alcune parti dell’utero, come ad esempio dall’endometrio, dalle pareti uterine o dal canale cervicale.

A seconda della situazione in cui è indicato, può essere effettuato sia in anestesia totale che locale. Quest’ultima viene preferita quando si tratta di procedere a scopo diagnostico. Si tratta comunque di un intervento non invasivo e generalmente non comporta rischi per la salute della donna nel lungo periodo.

 

Quali sono le cause e i motivi del raschiamento?

Il raschiamento è una procedura medica che viene eseguita in caso di sospetto aborto o per diagnosticare alcune patologie. Le cause e i motivi del raschiamento possono variare a seconda della situazione in cui si trova la donna.

Una delle principali cause è l’aborto spontaneo, che può verificarsi a qualsiasi età gestazionale e può richiedere il raschiamento in modo da rimuovere eventuali residui di tessuto fetale dalla cavità uterina. Inoltre, il raschiamento può essere usato anche come metodo diagnostico per alcune condizioni, come le malformazioni dell’utero o problemi all’endometrio, oltre a poter essere prescritto prima di un intervento chirurgico sulle tube di Falloppio o sull’utero stesso.

Infine, in alcuni casi il raschiamento può essere usato anche per rimuovere polipi uterini o altri residui di endometrio dopo un aborto incompleto.

 

 

Come influisce il raschiamento sulla gravidanza successiva?

Il raschiamento uterino può avere un impatto sulla gravidanza successiva, anche se nella maggioranza dei casi non si verificano effetti negativi.

Tuttavia, è importante capire che i rischi potenziali possono variare a seconda del motivo per cui è stato effettuato il raschiamento. Se è stato eseguito in situazioni di emergenza come un aborto spontaneo o una gravidanza ectopica, le probabilità di sviluppare complicazioni durante la gravidanza successiva sono maggiori.

Inoltre, c’è un leggero aumento del rischio di partorire prematuramente o di sperimentare sanguinamenti eccessivi durante il travaglio quando si è sottoposti al raschiamento uterino.

Per ridurre al minimo il rischio di complicazioni in gravidanze future dopo un raschiamento, è consigliabile parlare con il proprio medico prima della pianificazione della gravidanza successiva.

 

 

Possibilità di rimanere incinta dopo un raschiamento

Sì, è possibile rimanere incinta dopo un raschiamento. Un aborto spontaneo potrebbe tuttavia aumentare i rischi di complicazioni durante la gravidanza successiva. Per questo motivo è importante che le donne consultino il proprio medico prima di prendere in considerazione l’idea di concepire nuovamente.

I medici possono consigliare trattamenti o esami per migliorare la salute della donna e promuovere una gravidanza sana. Inoltre, con l’aiuto del medico si possono adottare misure preventive per ridurre al minimo i rischi associati a una gravidanza successiva.

Queste misure possono includere il controllo periodico della pressione sanguigna e del peso corporeo, nonché l’assunzione regolare di supplementi come vitamine e minerali essenziali per promuovere la salute riproduttiva generale.

 

 

Quali sono i tempi di recupero dopo un raschiamento?

Il raschiamento, o curettage, è una procedura chirurgica di rimozione di tessuto uterino mediante l’uso di una piccola sonda. Di solito richiede anestesia locale, quindi il tempo impiegato per recuperare dipende da quanto è profondo e invasivo l’intervento.

Dopo il ritorno a casa, si raccomanda di riposare per almeno 24 ore ed evitare attività fisica per circa 5 giorni. Si può tornare al normale programma entro 2 settimane dal raschiamento, anche se le donne possono sentire la necessità di riprendere dopo qualche giorno.

Il recupero varia da caso a caso in base alla complessità dell’intervento e alle condizioni generali della donna che lo ha subito.

 

 

Come aumentare le possibilità di gravidanza dopo raschiamento?

Dopo il trattamento, è possibile concepire naturalmente. Tuttavia, alcuni fattori possono aumentare significativamente le possibilità di successo di una gravidanza dopo raschiamento. In primo luogo, sia la donna che il partner devono prendersi cura della propria salute generale: mangiare bene e regolarmente fare esercizio fisico contribuiranno a mantenere i livelli ormonali adeguati e a preparare l’utero ad accogliere un embrione.

Inoltre, è importante tenere sotto controllo eventuali malattie croniche come diabete e ipertensione in modo da ridurre al minimo il rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Anche evitare assunzione di farmaci non prescritti prima della gravidanza può giovare alla salute del feto. Praticare tecniche di relax come lo yoga, la meditazione, lo stretching e altri esercizi mirati all’equilibrio psicofisico può contribuire all’ottimale funzional