Qualità degli ovociti: si può conoscere prima?

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Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

No, la qualità degli ovociti non si può misurare direttamente prima del prelievo. Gli esami disponibili (ormone antimulleriano AMH, conta dei follicoli antrali AFC, FSH ed estradiolo) stimano la quantità di ovociti disponibili, cioè la riserva ovarica, non il loro stato biologico interno. La qualità si valuta solo dopo il prelievo e la fecondazione, osservando quanti ovociti fecondano, come si sviluppano gli embrioni e, quando indicato, con il test genetico PGT-A. L’unico indicatore indiretto affidabile stimabile in anticipo è l’età: più avanza, più la qualità tende a ridursi.

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Quantità e qualità degli ovociti: due cose diverse

La distinzione tra quantità e qualità è il punto di partenza per capire cosa gli esami possono e non possono dire.

  • La quantità corrisponde alla riserva ovarica, cioè al numero di ovociti ancora presenti nelle ovaie. È misurabile in modo indiretto con esami del sangue ed ecografia.
  • La qualità riguarda lo stato biologico e genetico del singolo ovocita, in particolare l’integrità del suo corredo cromosomico e la capacità di dare origine a un embrione che si sviluppa correttamente. Questa caratteristica non è visibile con un prelievo di sangue o un’ecografia.

Una donna può avere una riserva ovarica nella norma e ovociti di qualità ridotta, oppure una riserva bassa con ovociti ancora buoni. I due parametri non coincidono e vanno letti separatamente. Gli esami di riserva danno un’idea di quanti ovociti si possono ottenere con una stimolazione, non di quanti saranno cromosomicamente normali.

Gli esami che stimano la riserva ovarica

Per stimare la riserva ovarica si utilizzano alcuni esami complementari. Tutti misurano la quantità, non la qualità.

  • Ormone antimulleriano (AMH): si dosa con un semplice prelievo di sangue, eseguibile in qualsiasi giorno del ciclo. L’AMH è prodotto dai piccoli follicoli in crescita e riflette il numero di follicoli ancora disponibili. Valori più alti indicano una riserva più ampia, valori bassi una riserva ridotta. L’AMH non dice se gli ovociti sono di buona qualità.
  • Conta dei follicoli antrali (AFC): è un’ecografia transvaginale, eseguita di norma nei primi giorni del ciclo, che conta i follicoli antrali visibili nelle ovaie. Insieme all’AMH è uno degli indicatori più usati per prevedere la risposta a un’eventuale stimolazione ovarica.
  • FSH ed estradiolo: si dosano nel sangue, di solito tra il secondo e il quarto giorno del ciclo. Un FSH elevato può indicare che l’ovaio fatica a lavorare e suggerire una riserva ridotta. L’estradiolo si valuta insieme all’FSH per interpretarlo correttamente.

Questi esami servono a pianificare il percorso: capire se la riserva è adeguata all’età, scegliere le tempistiche e stimare come risponderà l’ovaio a una stimolazione. Non forniscono informazioni sulla qualità del singolo ovocita. Per un quadro più ampio dell’ormone antimulleriano è utile l’approfondimento su ormone antimulleriano, mentre il rapporto tra riserva e possibilità di gravidanza è trattato in riserva ovarica e gravidanza.

Perché la qualità vera si valuta solo dopo il prelievo

La qualità di un ovocita si può osservare in modo attendibile solo quando l’ovocita è stato prelevato ed è entrato in laboratorio. Prima di quel momento è possibile solo una stima indiretta, basata soprattutto sull’età.

Dopo il prelievo, in un percorso di fecondazione in vitro, la qualità emerge da alcuni passaggi concreti:

  • Percentuale di fecondazione: quanti ovociti, messi a contatto con gli spermatozoi, fecondano correttamente.
  • Sviluppo a blastocisti: quanti embrioni raggiungono lo stadio di blastocisti intorno al quinto o sesto giorno di coltura, spesso monitorati con sistemi time-lapse che seguono lo sviluppo senza estrarre gli embrioni dall’incubatore. Un ovocita di buona qualità ha maggiori probabilità di dare un embrione che arriva a questo stadio: il tema è approfondito in quanti embrioni diventano blastocisti.
  • PGT-A: il test genetico preimpianto per le aneuploidie analizza il numero di cromosomi dell’embrione. È l’informazione più diretta sullo stato cromosomico, ma si ottiene sull’embrione già formato, non sull’ovocita prima del prelievo.

Anche l’osservazione al microscopio della morfologia dell’ovocita, dopo il prelievo, dà indicazioni parziali: si valutano elementi come la zona pellucida, il citoplasma e la presenza del primo globulo polare, segno che l’ovocita è maturo. L’aspetto esterno, però, non garantisce da solo che il corredo cromosomico sia corretto. Per questo la valutazione più completa arriva dallo sviluppo dell’embrione nei giorni successivi.

L’età, il principale indicatore indiretto della qualità

L’età è il fattore che più di ogni altro permette di stimare in anticipo la qualità ovocitaria. Gli ovociti sono presenti fin dalla nascita e invecchiano con la donna. Con il passare degli anni aumenta la percentuale di ovociti con anomalie cromosomiche (aneuploidie): durante la meiosi, la divisione che riduce a metà il corredo cromosomico, il fuso meiotico che separa i cromosomi diventa meno preciso e può verificarsi una non disgiunzione, cioè una distribuzione sbagliata dei cromosomi. Anche la funzione dei mitocondri, che forniscono energia all’ovocita, tende a ridursi con l’età. Il risultato è che diventa più difficile ottenere un embrione cromosomicamente sano.

Il calo si fa più evidente in genere dopo i 35 anni e diventa più marcato oltre i 40. Per questo, a parità di altri fattori, una donna più giovane ha in media più probabilità di ottenere una gravidanza rispetto a una più avanti con l’età, un aspetto legato al cosiddetto orologio biologico. L’età non è un valore assoluto: esiste una variabilità individuale, e anche donne giovani possono avere ovociti di qualità ridotta per patologie, fattori genetici o condizioni cliniche specifiche. La relazione tra età e possibilità di concepimento è approfondita in probabilità di gravidanza a 20, 30 e 40 anni.

Cosa non permette di conoscere la qualità in anticipo, e cosa fare

Nessun esame del sangue o ecografico dice, prima del prelievo, se un ovocita è cromosomicamente normale. AMH, AFC, FSH ed estradiolo fotografano la quantità e la risposta prevista alla stimolazione, non la qualità. Anche l’età resta una stima statistica, non una certezza sul singolo ovocita.

Non esiste inoltre un modo per migliorare la qualità degli ovociti già presenti nelle ovaie: le caratteristiche biologiche del singolo ovocita non si modificano con farmaci o integratori. Quando la qualità ovocitaria è molto ridotta e i tentativi con i propri ovociti non hanno esito, tra le opzioni da valutare con lo specialista rientra anche l’ovodonazione. Sulla riduzione dei fattori di rischio è disponibile l’approfondimento su come migliorare la qualità degli ovociti.

Sul piano pratico, questo porta ad alcune indicazioni:

  • Agire per tempo: poiché il calo di qualità è legato all’età, valutare la propria situazione prima possibile amplia le opzioni disponibili.
  • Conoscere la propria riserva: gli esami di riserva aiutano a pianificare tempi e strategie, pur senza dire nulla sulla qualità.
  • Valutare la crioconservazione: congelare gli ovociti in età più giovane, con la tecnica di vitrificazione, permette di conservarli quando la qualità è mediamente migliore, per un eventuale utilizzo futuro.
  • Fare riferimento a dati clinici verificati: per orientarsi sulle probabilità reali è preferibile consultare i risultati clinici piuttosto che valori generici.

Fattori che influenzano la qualità degli ovociti

Oltre all’età, che resta il fattore principale, sulla qualità ovocitaria incidono altri elementi. Alcuni non sono modificabili, altri riguardano lo stile di vita e i fattori di rischio:

  • fattori genetici e condizioni cliniche individuali;
  • alcune patologie che interessano la funzione ovarica, come l’endometriosi con gli endometriomi, la sindrome dell’ovaio policistico o una insufficienza ovarica precoce;
  • il fumo, che è associato a un impatto negativo sulla fertilità;
  • fattori ambientali e abitudini di vita.

Ridurre i fattori di rischio modificabili è utile per la salute riproduttiva in generale, ma non trasforma un ovocita di qualità ridotta in uno di qualità migliore: agisce sul contesto, non sulle caratteristiche biologiche già determinate del singolo ovocita.

Domande frequenti sulla qualità degli ovociti

Si può conoscere la qualità degli ovociti prima del prelievo?

No. Prima del prelievo si può stimare la quantità di ovociti (riserva ovarica) con esami del sangue ed ecografia, e stimare la qualità in modo indiretto attraverso l’età. La qualità del singolo ovocita si valuta solo dopo il prelievo e la fecondazione.

Qual è la qualità degli ovociti a 38 anni?

A 38 anni la qualità ovocitaria è di norma già in fase di riduzione rispetto alle età più giovani, perché il calo diventa più evidente dopo i 35 anni. Si tratta però di una tendenza statistica: esiste una variabilità individuale e il dato va sempre riferito alla singola situazione clinica.

Qual è l’esame per vedere il livello di ovociti?

Per stimare il livello di ovociti disponibili, cioè la riserva ovarica, si usano principalmente il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH) con un prelievo di sangue e la conta ecografica dei follicoli antrali (AFC). Possono essere affiancati dal dosaggio di FSH ed estradiolo.

Quali sono i sintomi di una scarsa qualità ovocitaria?

Di norma non ci sono sintomi. La qualità ridotta degli ovociti non provoca segni evidenti e non è percepibile dalla donna. Emerge in genere durante gli accertamenti per la fertilità o nel corso di un percorso di procreazione medicalmente assistita.

Come capire se il follicolo è buono?

Il follicolo si valuta con l’ecografia, che ne osserva il numero e le dimensioni durante il ciclo. Questa valutazione riguarda la quantità e la crescita dei follicoli, utile per stimare la riserva e la risposta alla stimolazione, ma non dice se l’ovocita contenuto è di buona qualità.

Che differenza c’è tra quantità e qualità degli ovociti?

La quantità è il numero di ovociti disponibili nella riserva ovarica ed è misurabile in modo indiretto. La qualità riguarda lo stato biologico e cromosomico del singolo ovocita e non è misurabile direttamente prima del prelievo. I due parametri possono anche non coincidere.

L’AMH indica la qualità degli ovociti?

No. L’ormone antimulleriano (AMH) riflette la quantità di ovociti ancora disponibili, non la loro qualità. Un AMH nella norma indica una riserva adeguata, ma non garantisce che gli ovociti siano cromosomicamente normali.

Il PGT-A serve a valutare la qualità?

Il test genetico preimpianto per le aneuploidie (PGT-A) analizza il numero di cromosomi dell’embrione già formato. Fornisce l’informazione più diretta sullo stato cromosomico, ma si esegue sull’embrione dopo la fecondazione, non sull’ovocita prima del prelievo.

Si può migliorare la qualità degli ovociti già presenti?

Non è possibile modificare le caratteristiche biologiche degli ovociti già presenti nelle ovaie. È utile ridurre i fattori di rischio modificabili, come il fumo, per la salute riproduttiva generale, ma questo non trasforma la qualità del singolo ovocita.

La qualità degli ovociti si valuta al microscopio?

Dopo il prelievo, l’osservazione al microscopio della morfologia dà indicazioni parziali sull’ovocita. L’aspetto esterno, da solo, non garantisce che il corredo cromosomico sia corretto: la valutazione più completa arriva dallo sviluppo dell’embrione e, quando indicato, dal PGT-A.

Cosa fare se si è preoccupate per la qualità degli ovociti?

È utile agire per tempo, conoscere la propria riserva ovarica con gli esami dedicati e valutare, quando appropriato, la crioconservazione degli ovociti in età più giovane. Per orientarsi sulle probabilità reali conviene fare riferimento a dati clinici verificati.

Perché la qualità cala con l’età?

Gli ovociti sono presenti fin dalla nascita e invecchiano con la donna. Con il tempo aumenta la percentuale di ovociti con anomalie cromosomiche, e questo riduce la probabilità di ottenere un embrione sano. Il calo diventa più evidente dopo i 35 anni e più marcato oltre i 40.

Autore
Immagine di Dott.ssa Priscilla Andrade

Dott.ssa Priscilla Andrade

Ginecologa presso Clinica Fertilab Barcelona

Data di pubblicazione
25 Maggio 2023
Data di aggiornamento
16 Luglio 2026

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