Come funziona l’inseminazione artificiale

24 Dicembre 2022

Molte coppie al giorno d’oggi soffrono all’idea di non poter concepire un figlio e provano in tutti i modi a tentare di realizzare questo loro sogno. Fortunatamente la scienza ha fatto passi da gigante nell’ambito della ricerca ed è possibile aiutare le coppie con la cosiddetta inseminazione artificiale. Molti scettici si chiedono come funzioni l’inseminazione artificiale e soprattutto se i bimbi che nascono con il trattamento di medicazione assistita siano uguali agli altri.

Link rapidi

Fece scalpore infatti la notizia della prima bimba italiana, oggi trentacinquenne che nacque con metodi artificiali l’11 Gennaio 1983, Alessandra Abbisogno, sotto la guida del dottor Vincenzo Abate a quei tempi medico nella clinica Villalba di Agnano, in provincia di Napoli.

Molti erano quelli che ponevano domande assurde alla giovane, eppure nonostante gli scetticismi, Alessandra oggi  è una giovane e bellissima donna sana che è frutto di un trattamento che ha dato una grande gioia alla sua famiglia.

L’inseminazione artificiale, come dice la parola stessa è un trattamento che consiste nell’impiantare nell’utero della donna il seme dell’uomo, del suo partner o di un donatore e nel mettere in circolo dunque una gravidanza.

Le probabilità che si innesti una gravidanza sono altissime rispetto ai rapporti sessuali perché innanzitutto il campione seminale è già stato precedentemente analizzato in laboratorio e quindi è stato scelto quello con le migliori caratteristiche per poter fecondare l’ovulo della donna.

In secondo luogo le ovaie vengono già stimolate per poter monitorare la crescita e la maturazione degli ovuli; altra cosa importantissima che favorisce la maggiore probabilità di fecondazione, è che il campione del seme viene artificialmente inserito nell’utero della donna proprio nel momento più giusto per la possibile fecondazione dell’ovulo che è stato liberato dall’ovaio.

L’inseminazione artificiale quindi è una tecnica studiata e testata appositamente per far si che la fecondazione avvenga nel momento migliore di crescita e sviluppo degli ovuli e dunque per porre rimedio all’infertilità.

Le possibilità di ottenere una gravidanza però dipendono dall’età della coppia e al caso specifico preliminarmente studiato attraverso delle indagini mediche ben precise.

Questo tipo di trattamento si differenzia dalla fecondazione in vitro perché non prevede il prelievo degli ovuli della donna; le indagini preliminari sono utili per poi procedere alla stimolazione ovarica per la verifica endometriale necessarie per comprendere la fase più adatta per procedere con il trattamento.

La maggior parte dei pazienti che ricorre all’inseminazione artificiale ottiene una gravidanza e le tecniche utilizzate sono sempre a garanzia della massima cura ed assistenza.

Essendo questo un procedimento non di difficile esecuzione le probabilità di riuscita sono del 40,3% dopo tre tentativi con il seme del partner e 56,2% con il seme di un donatore. E’ possibile optare anche per una fecondazione in vitro che ti permette con i tuoi ovuli al primo tentativo di avere la possibilità di rimanere incinta al 68,8% fino ad arrivare ad un 95,1% al terzo tentativo.

Le percentuali aumentano con l’aumentare dei tentativi e soprattutto aumentano se alla base c’è una preliminare diagnosi che prevede trattamenti personalizzati e un ciclo di visite ben preciso prima dell’esecuzione del trattamento.

 

Per chi è adatta l’inseminazione artificiale?

L’inseminazione artificiale dunque è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) di primo livello e che non è per nulla invasiva. Grazie a queste innovative metodologie è possibile provare a realizzare il sogno di diventare genitori. Spesso infatti la frustrazione di non rimanere incinta diventa un vero e proprio problema per le coppie e trovare un metodo giusto per poter coronare il sogno di diventare genitori diventa veramente fondamentale.

Ma per chi è adatto questo tipo di trattamento? Sicuramente occorre precisare che questo metodo è utile soprattutto alle donne con una buona riserva ovarica, con difetti di ovulazione o che presentano alterazioni a livello del collo uterino. Inoltre è molto adatto per le coppie che presentano difetti lievi o moderati della qualità del liquido seminale o per le coppie in cui l’uomo è portatore di malattie genetiche. In quest’ultimo caso è consigliato l’utilizzo del seme di un donatore esterno.

L’inseminazione artificiale è consigliata anche nei casi in cui vi è una difficile interazione tra il muco cervicale e gli spermatozoi oppure quando il liquido seminale è mediocre o il partner è impotente. E’ uno strumento utile anche nei casi in cui c’è difficoltà coitale come la vasectomia o quando il partner soffre di eiaculazioni retrograde o ipospadia ossia difficoltà ad avere un rapporto sessuale completo.

Se la donna invece soffre di vaginismo o fattori immunologici come lo sviluppo di anticorpi anti spermatozoi  o di endometriosi lieve, questo è un ottimo rimedio per tentare di rimanere incinta. Importante inoltre, prima di intraprendere questo trattamento è sicuramente accertarsi, sia da parte della donna che da parte dell’uomo, attraverso un equipe medica competente e centri specializzati per questa tipologia di trattamento, che non ci siano infezioni in corso nell’apparato genitale e che i valori del sangue siano osservati e studiati caso per caso per evidenziare eventuali problematiche inerenti la trombofilia o l’apparato tiroideo.

Se quindi si è prima provato a rimanere incinta con rapporti sessuali mirati, nei giorni cioè dell’ovulazione e si è provato a stimolare la produzione ovarica con i farmaci, ma senza successo, si può ricorrere senza dubbio a questo trattamento. Possiamo dunque dire che l’inseminazione artificiale non è un trattamento adatto a tutti i pazienti affetti da infertilità perché per coloro che hanno anomalie ginecologiche o dello sperma è consigliata la fecondazione in vitro.

La differenza tra la fecondazione e l’inseminazione sta nel fatto che la prima è più complessa e richiede l’ottenimento degli ovuli e la fecondazione in laboratorio. L’inseminazione artificiale invece è un trattamento molto più semplice che non richiede il prelievo ovocitario. Essa viene eseguita durante il periodo periovulatorio di ciclo spontaneo o dopo una stimolazione farmacologica per poter permettere l’incontro spontaneo tra due gameti, ovociti e spermatozoi, nell’utero della donna.

Potremmo definirla quindi una tecnica che riproduce il processo naturale della fecondazione. Prima di intraprendere questo percorso bisogna innanzitutto capire se si rientra nelle categorie di persone che possono utilizzare il trattamento, tenendo conto delle caratteristiche sopra citate; successivamente step dopo step il medico competente spiegherà le varie tappe previste per il trattamento e lo studio preliminare da svolgere.

Le fasi dell’inseminazione artificiale

L’inseminazione artificiale prevede diverse fasi di sviluppo. Preliminarmente è prevista la stimolazione ovarica: a cavallo son il ciclo mestruale questa stimolazione ha la durata di 10-12 giorni ed incrementa la percentuale di buona riuscita del trattamento in quanto durante il ciclo mestruale la donna solitamente produce solo un ovulo mentre con questa stimolazione si cerca di aumentarne il numero in modo da favorirne la crescita.

L’obiettivo dunque sarà quello di stimolare con una somministrazione di farmaci la produzione di due o tre cellule uovo; la fase viene monitorata per poter modificare se è necessario la dose di farmaci per migliorare la risposta ovarica. Non appena due o tre follicoli hanno raggiunto le giuste dimensioni viene indotta medicalmente l’ovulazione con l’iniezione della gonadotropina corionica umana.

La seconda fase prevede un monitoraggio follicolare che viene effettuato da uno specialista che, tramite delle ecografie (possono essere tre o quattro) ed analisi del sangue, cerca di valutare i livelli ormonali della donna. Questa fase è importantissima perché, nel momento in cui i follicoli raggiungono la quantità e le dimensioni adeguate, inizia il processo di inseminazione artificiale che avviene 36 ore dopo la somministrazione dell’ ormone hCG  sopra menzionato, mediante iniezione che induce la maturazione dell’ovocita e mette in atto l’ovulazione.

La terza fase prevede la preparazione del campione seminale. Nel laboratorio di Andrologia Clinica che si è scelto per il trattamento si prepara il campione di sperma per garantirne la qualità e aumentare le percentuali di fecondazione. Se è il proprio partner a dare il seme, dovrà lasciarlo circa due ore prima dell’inseminazione in laboratorio. Questo avviene perché gli specialisti poi selezioneranno gli spermatozoi di migliore motilità scartando quelli immobili per favorire il successo del trattamento.

La quarta fase prevede l’inseminazione vera e propria che si realizza in ambulatorio senza alcun tipo di procedimento chirurgico o di sedazione. Dopo aver collocato uno specum si inserisce il campione seminale con un catetere all’interno dell’utero. Si procederà poi ad effettuare un test di gravidanza con analisi del sangue dopo circa 10-15 giorni dopo questo tentativo di inseminazione. Molti medici sconsigliano attività di forte intensità durante questa fase.

La quinta fase prevede il test di gravidanza dopo 12 giorni e dopo cinque o sei settimane si passa ad un’ecografia di controllo per vedere se è presente il sacco embrionario. Dopo aver effettuato questo periodo di degenza ospedaliera si passerà poi al monitorare la gravidanza c